Boko Haram esplosioni a Maiduguri

 eDITORIALE
Le stranezze dei Grillini
e il Laboratorio segreto
del potere
di Ida Magli
ItalianiLiberi | 21.04.2013
   Le vicende degli ultimi giorni, conclusesi con la rielezione in extremis di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, ci hanno confermato molte cose che già sapevamo sui detentori del potere politico, anche se forse non avevamo sospettato fino a che punto giungesse l’odio e lo spirito di vendetta che li animano. Ci hanno però confermato anche il fatto più grave: che esiste un sopra-potere, di cui non sappiamo nulla, e che guida tutto e tutti nascostamente verso mete preordinate. Ho studiato per diversi anni gli scopi e le tecniche di questo “Laboratorio” segreto e ho pubblicato nei due libri: La Dittatura europea e Dopo l’Occidente tutto quello che ero riuscita a sapere e a capire, giungendo alla conclusione che si tratta di una struttura molto intelligente e pluriforme che persegue, in vista del mondialismo, la distruzione degli Stati e della civiltà europea.

  Sebbene dunque vi fossi preparata, non ho potuto fare a meno di ribellarmi, di piangere sull’Italia e sugli italiani, nel vederne con tal evidenza le orme in ciò che è accaduto in Italia dal momento in cui Napolitano ha fatto saltare le regole della democrazia chiamando al governo Mario Monti, fino alla disperata crisi attuale. Vittime ignare e indifese nelle mani di governanti etero diretti, che sanno e che non sanno, ma che in ogni caso sono talmente accecati dalla passione esclusiva del proprio potere da non avere neanche un pensiero per il popolo di cui sono responsabili, gli italiani non possono aspettarsi nulla dai politici, neanche dai nuovi, ultimi arrivati, i Grillini.

  In tutta la giornata di ieri, sabato 20 aprile 2013, impegnata nell’elezione del Presidente della Repubblica, i politici hanno votato, parlato, discusso ininterrottamente, seguiti minuto per minuto, passo per passo dai loro sacerdoti, i giornalisti, ma non una sola volta è stato evocato da nessuno il contemporaneo suicidio di un imprenditore del Nord-Est, Fermo Santarossa, che ha preferito uccidersi piuttosto che licenziare, costretto dalla crisi, cento dei suoi operai. È l’ultimo di una lunghissima serie di suicidi da quando, con il governo di Mario Monti, salvare la moneta “euro” è diventato il dovere supremo cui bisogna sacrificare ogni bene, compresa la vita. Rimanere nell’euro, infatti, è come la presa di Gerusalemme per i crociati: impossibile rinunciarvi. Siamo anche abituati ormai all’indifferente silenzio di Mario Monti e di Giorgio Napolitano su questi suicidi; ma non abbiamo potuto fare a meno di notare che, nelle accaloratissime discussioni sulla scelta dell’uno o dell’altro candidato alla presidenza, sul clamoroso affossamento di Marini o di Prodi, non si è mai parlato dell’Europa e dell’euro, come se non fossero questi i motivi fondamentali della crisi.
Avrebbero forse scelto qualcuno di costoro i cittadini? Di Marini nessuno si ricordava che esistesse talmente sbiadita e inutile era stata sempre la sua figura e la sua opera; di Prodi gli italiani sanno che devono a lui la tragedia dell’ingresso nella moneta unica e mai l’avrebbero voluto a rappresentarli. Gli altri nomi che comparivano e sparivano da un’ora all’altra:  Amato, D’Alema erano tutti segnati dal ricordo delle “truffe” operate contro i cittadini per cui una cosa è apparsa assolutamente certa: venivano selezionati in funzione degli interessi del Laboratorio e del Potere. Fatti fuori a uno a uno dalle coltellate dei loro compari, nella gabbia dei leoni è rimasto il vuoto. In questo vuoto è spuntato il nome di Stefano Rodotà. Ossia ancora un’orma ben chiara del Laboratorio segreto.

  La selezione “in rete” dei candidati alla presidenza della Repubblica fatta dai Grillini è stata davvero strana. Prima di tutto perché, se prima non sono gettati sul piatto dei nomi, è impossibile aggregare migliaia di persone: tanto varrebbe affidarsi all’elenco del telefono. Dunque qualcuno ha immesso determinati nomi, ma non è stato detto. Il secondo fatto è ancora più strano: diamo per scontato che possano essere stati frutto dell’anima dei Grillini il nome di Grillo, di Dario Fo, di Strada, forse anche (con la contraddizione di aver scelto un giornalista, gruppo detestato) di Milena Gabanelli. Ma i nomi di Prodi, di Bonino, di Rodotà da dove sono venuti? Gente che ha passato la vita nelle strutture del potere politico e che, secondo il proclama di Grillo, doveva “essere cacciato via”; Prodi e Bonino addirittura nelle strutture dell’Europa dei banchieri, sempre maledetta da Grillo. Personaggi poi che i Grillini non hanno mai conosciuto perché sono nati quando questi erano già fuori dal giro del potere: Prodi sperduto con molteplici pensioni di lusso in Africa, Bonino abbandonata con molteplici pensioni di lusso fuori  dal Parlamento, Rodotà, sconosciuto ai più anche quando era in attività, ritiratosi in silenzio anch’egli grondante pensioni di gran lusso. Dunque, chi ha immesso nella lista questi nomi e perché? Non lo sappiamo; ma qualcosa abbiamo cominciato a capire quando abbiamo visto all’improvviso negli ultimi tre giorni i Grillini trasformarsi da semplici e ingenui “portavoce dei cittadini”, come si erano sempre definiti e che tali avevamo creduto che fossero, in focosi adepti di un profeta, quel tal Rodotà che doveva a tutti i costi essere votato perché “l’unico in grado di rappresentare tutti gli Italiani”. Poveri Grillini! (Poveri italiani- è sottinteso - sorpresissimi da questa affermazione, visto che per loro Rodotà è un perfetto sconosciuto). L’ha scelto la rete, è stato il ritornello ripetuto dai vari deputati e senatori grillini ai giornalisti, anch’essi sorpresi da simile entusiasmo. Fandonie, è ovvio. I nomi sono stati immessi in rete prima del voto e se, come è stato detto, i votanti erano 50.000, si tratta circa dello 0,08% dei sessanta milioni d’italiani. Nulla, meno che nulla.

  Abbiamo soltanto un indizio da seguire, non conoscendo il retroscena del “Laboratorio” che guida il potere in Europa: Stefano Rodotà è stato garante della Privacy e forse quindi individuato come la persona giusta per garantire quei diritti che oggi sono all’ordine del giorno: quelli dei gay. Le prime e uniche proposte di legge fatte dai Grillini appena giunti in Parlamento sono appunto quelle che riguardano le nozze gay, l’omofobia, la transfobia. In un paese come l’Italia, dove non è sicuro che queste leggi vengano approvate, avere un Presidente della Repubblica che le condivide sarebbe stata la carta vincente. È naturale, perciò, che si sia unito ai Grillini nel votare Stefano Rodotà il gruppo di Vendola; ed è anche naturale che, come in ogni fenomenologia religiosa, i Grillini si siano trasformati (così ci è apparso il senatore Crimi mentre esortava la gente in piazza davanti a Montecitorio), da tranquilli portavoce in esaltati predicatori e fans assoluti del loro profeta.

Ida Magli
Roma, 21 Aprile 2013 

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 eDITORIALE
Nessuna rappresentanza, nessun Presidente della Repubblica
di Ida Magli
ItalianiLiberi | 16.04.2013
   I politici, gli uomini dei partiti non sono ancora riusciti a prendere atto che il concetto di “rappresentanza” si è esaurito, non esiste più. La “rappresentanza”, infatti, è nata con il cristianesimo, laddove San Paolo (e in seguito i teologi) ha elaborato l’idea che nella morte del Figlio di Dio tutti i cristiani erano “rappresentati”, e perciò tutti “salvati” da Lui. Siamo dunque nell’ambito del Sacro, della metafisica del Sacro, che permette pensieri simbolici e potenze che vanno di là dalla realtà. Il concetto di rappresentanza si è poi a poco a poco trasferito, in maniera più debole e soltanto per analogia concessa dalle autorità del Sacro, ai Re, agli Imperatori, unti dal Papa, consacrati nella regalità dal Papa. Per questo un uomo della rivoluzione francese, la rivoluzione laica per eccellenza, ha voluto ricevere la corona dal Papa: Napoleone sentiva di non essere pienamente Imperatore, nella potenza di autorità e di governo che l’investitura sacra concede, senza l’intervento del Papa. Ma si trattava già di una rappresentanza di seconda categoria che si è andata sempre più sbiadendo e impoverendo fino quasi a scomparire con lo Stato laico moderno. L’uguaglianza di tutti i cittadini le ha inferto il colpo di grazia. La rappresentanza dei parlamentari e dei presidenti degli Stati, nelle varie deboli forme in cui si è configurata in Occidente, ne era un ultimo brandello e oggi è semplicemente una sopravvivenza culturale.

  La sacralità della rappresentanza dunque, adesso non esiste più tanto che i Grillini hanno affermato, entrando in Parlamento, di essere, non i rappresentanti, ma i portavoce dei cittadini. Bella idea! Ma se l’hanno pensato è perché la rappresentanza era già morta da molto tempo. (Poveri Grillini, si sono subito persi nel conformismo all’alta finanza mondialista, ma il principio rimane valido). Buona parte dello “stallo” in cui si trovano i partiti è dovuto, non a quello che pensano Napolitano, Berlusconi e Bersani, ossia che manca una maggioranza, ma al fatto che il concetto di maggioranza e minoranza è a sua volta privo di contenuto perché in un contesto del tutto laico, senza la potenza trascendente, non si vince con la forza dei numeri ma con la forza della ragione e del buon senso. Se una proposta di legge è ragionevole e utile, riceverà il consenso in base a queste qualità e non perché è stata pensata e proposta nell’ambito della sacralità delle ideologie dell’uno o dell’altro partito. Insomma il Parlamento sta per essere anch’esso superato, ma fino a quando non giungeranno a questa consapevolezza, bisogna almeno che gli attuali protagonisti si rendano conto che l’idea della politica come campo di battaglia appartiene ancora all’ambito della “potenza” dei rappresentanti, della loro forza intrinseca, insomma al Sacro.

È evidente, dunque, che non c’è più posto in uno Stato laico per un rappresentante addirittura più “rappresentante” degli altri: il Presidente della Repubblica, il quale dovrebbe “rappresentare” tutti gli italiani, l’unità d’Italia. È un’idea, un’immagine goffa, grottesca, che fa perfino ridere, adesso che ne è svanita la sacralità, quella che uno dei miseri, piccoli uomini o donne di cui si è fatto il nome, sia chiamato a “rappresentare” un popolo. Neanche il singolo individuo oggi rappresenta se stesso, perché è se stesso, e giustamente vuole essere e agire in prima persona e non essere “rappresentato” da nessuno. È anche per questo che non sopporta più e sente come offensivo nei confronti del suo voto, il vuoto legislativo che si prolunga dal giorno delle elezioni. Si dirà che la Costituzione prescrive l’esistenza di un Presidente della Repubblica ma è proprio a questo che servono le Camere: a legiferare. Si riuniscano in seduta comune e invece di nominare un presidente, abroghino il relativo articolo. Cercavamo da tanto tempo di diventare un paese normale? Senza il sacro, e senza gli immensi abusi di potere che ne sono derivati, finalmente l’Italia sarà un paese normale.

Ida Magli
Roma, 14 Aprile 2013 

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Il bunker patologico
del proprio interesse
di Ida Magli
ItalianiLiberi | 05.04.2013
   C'è un’unica e sicura dirimente oggi per capire i significati e le intenzioni degli esponenti politici, sia quando sono ambigui, sia quando appaiono chiari e schierati dalla parte dei cittadini: la loro dipendenza dai cosiddetti “poteri forti”, dall’alta finanza, e dall’Europa che ne è serva. Così, per esempio, può essere apparso onesto e perfino simpatico il “saggio” un po’ cretino Valerio Onida quando ha ammesso di star lì, insieme agli altri “saggi”, per occupare la scena vuota; ma è ridiventato subito quello che è, un succube dell’alta finanza, uno che odia l’Italia e gli italiani, non appena ha indicato come suo prediletto per la Presidenza della Repubblica, Giuliano Amato. Come avrebbe potuto essere diversamente, del resto, visto che era stato scelto dal massimo odiatore degli italiani, Giorgio Napolitano?

  Sembra quasi incredibile il punto di degrado etico cui giunge una classe politica quando si trasforma, come oggi quella italiana, in un piccolo gruppo di persone chiuse nel bunker della conservazione e difesa di se stesse. Nulla più esiste ai loro occhi salvo questo: la propria sussistenza, il proprio interesse; e per difenderli  escogitano mezzi che non hanno nessun riscontro con la realtà, così che tutta la nazione che in apparenza essi continuano a rappresentare, si configura come un paese agli ultimi termini, lebbroso, marcio, putrefatto, consegnato davanti ai propri cittadini e davanti al mondo ai crimini di coloro che lo governano. Questa è, infatti, la legge della natura umana, cui nessun individuo e nessuna società può sfuggire: superato il livello di guardia posto dalla consapevolezza del rapporto con gli altri, con le norme che lo regolano, non sussiste più nessuna “etica” perché la percezione dell’altro serve esclusivamente per usarlo, ucciderlo per il proprio interesse, la propria salvezza.

  Il quadro offerto in questi giorni dai responsabili dei Partiti, dalle massime cariche dello Stato, dal Governo in carica, è appunto quello dell’assoluta devastazione di ogni pur minima coscienza etica, della rottura di ogni legame con il proprio popolo che, infatti, tace annientato e si suicida (quattro suicidi negli ultimi due giorni indotti dal governo). La pseudo logica che sostiene quanto dicono e fanno i politici è appunto uno dei sintomi più vistosi della patologia mentale che li guida. Si sono aggrappati alla battaglia per i pochi posti di potere rimasti in lizza come lupi affamati agli ultimi brandelli di carne pendenti dalla vittima: non pensano ad altro, non vogliono altro. Se n’è avuta una specie di controprova nell’esaltazione offerta dal partito di Berlusconi all’unico sciacallo che si è sempre vantato della sua natura di sciacallo e che lo fa gongolare di ogni distruzione sociale che provoca. Pannella si è esibito al suo meglio, sparando con la solita violenza che non teme smentite le più grosse menzogne sull’enorme consenso alle sue idee, un consenso che non gli ha dato alle ultime elezioni neanche il minimo dei voti per entrare in Parlamento. Ci si domanda: perché proprio il Pdl vuole servirsi di Pannella e dei Radicali? Ammesso che possano portargli qualche voto, sicuramente gliene faranno perdere molti fra i suoi abituali elettori, non soltanto fra quelli cattolici, ma anche fra quelli che, forniti di buon senso, sanno bene che dietro ai Radicali ci sono sempre stati i “poteri forti”, l’alta finanza mondialista ed europea che se ne serve come strumento ottimale per quella disgregazione delle società e delle nazioni indispensabile al primato dei banchieri. Ma, bisogna ripeterlo: i politici hanno ormai perso qualsiasi sensibilità etica e l’unico Potere in cui vedono la possibilità di sostegno è quello dell’alta finanza che guida tutto e tutti, nel mondo e in Europa. È una guida alla distruzione: i banchieri non sono soltanto privi di etica, ma anche forniti di scarsissima intelligenza. Possiamo sperare soltanto che ci sia data la possibilità di liberarcene con le prossime elezioni.

Ida Magli
5 Aprile 2013 

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Giorgio Napolitano,
un uomo accecato
dal potere


di Ida Magli
ItalianiLiberi | 31.03.2013
   La cosa più strana, fra le tante cui abbiamo assistito negli ultimi anni, è l’esaltazione che viene da tutte le parti verso il Presidente della Repubblica. Gli osanna si levano verso qualsiasi cosa dica e faccia in maniera così servile e untuosa da umiliare i poveri italiani, costretti ad essere rappresentati da politici e giornalisti cortigiani della Corte più miseranda che esista. Ebbene, la realtà dice che Giorgio Napolitano, pervaso, come ogni uomo che detiene il potere, dalla sfrenata voglia di aumentarlo, a un certo punto ha abbandonato con un sonoro calcio le vesti di garante della Costituzione e ha cominciato a comportarsi da dittatore.

  Con un colpo di stato ha messo da parte il governo in carica e ancora non sfiduciato dal Parlamento, chiamando il suo uomo di fiducia per dare il colpo di grazia a uno Stato sovrano che non si decide a morire, malgrado i frenetici sforzi di Bruxelles e di Francoforte per ammazzarlo. Chiama Mario Monti e contemporaneamente, con un altro calcio alla Costituzione che indica come meritevoli di tale nomina uomini che abbiano illustrato l’Italia per le loro opere, lo nomina senatore a vita. Tanto Mario Monti ha illustrato l’Italia con le sue opere che quando arriva è un perfetto sconosciuto per gli italiani. È però ben noto in Europa in quanto è stato costretto a dimettersi con la Commissione europea guidata da Santer prima della scadenza “per nepotismi, abusi e buchi di bilancio”, come recita la Gazzetta ufficiale europea. Comunque, in base a questa nomina, gli italiani gli pagheranno il suo ricco stipendio fino alla morte.

  Del governo di Mario Monti e delle malefatte dei ministri suoi amici, sarà sufficiente ricordare l’incapacità del ministro Fornero a calcolare il numero degli esodati e i miserevoli risultati della riforma delle pensioni. Giorgio Napolitano, però, che parla ogni giorno con retoriche parole piene di finta saggezza, tace e non sussurra nemmeno in un orecchio al suo protetto che un ministro che sbaglia va dimissionato. Dopo di che: elezioni, capricci del super Mario che continua a governare, ad essere senatore a vita e che contemporaneamente forma una sua lista per presentarsi alle elezioni. Il saggissimo Napolitano non è contento ma continua a sopportare e, come niente fosse, una volta trombato alle elezioni, il governo Monti continua a governare i poveri cittadini italiani allibiti, con la clausola - dice Napolitano - del disbrigo delle pratiche correnti.

  Le pratiche correnti? Come no? La decisione di rimandare in India i due Marò, “con il consenso di tutti i ministri” precisa con orgoglio Mario Monti, è una pratica talmente corrente che non è valsa neppure la pena di discuterla in Parlamento. Ma oltre al consenso di tutti i ministri c’è stato il consenso del Presidente della Repubblica, capo supremo della Magistratura e delle Forze armate e che non può non esserne stato informato. Del resto, se per caso questa decisione fosse stata presa senza avvertirlo, avrebbe dovuto sfiduciare il governo, cosa che non soltanto non ha fatto, ma non ha neanche preteso le dimissioni del ministro della Difesa in lacrime (come tutti i supremi ipocriti hanno la lacrima facile mentre ammazzano la gente i ministri del governo Monti: chi non ricorda quelle della Fornero mentre ammazzava i pensionati?)

E veniamo agli ultimi contorcimenti di Napolitano per imporre la sua volontà fino alla scadenza del mandato ed oltre, come ha ripetuto innumerevoli volte. Anche in questo osannato per il suo senso di responsabilità verso lo Stato e non, come sarebbe stato naturale per un qualsiasi politico, condannato per il suo attaccamento alla poltrona. È passato un mese e mezzo dai risultati delle elezioni. I “numeri” sono oggi esattamente gli stessi del giorno 22 febbraio. Ma Napolitano ha preso tempo, giorno dopo giorno, fingendo di attendere i risultati di Bersani e senza ascoltare la voce di Grillo che suggeriva di far cominciare a lavorare il Parlamento. Povero Grillo! Ci vuol ben altro che la ragionevolezza per far deviare la volontà di potere di un vecchio seguace di Togliatti. Voleva a tutti i costi essere lui a portare finalmente la povera Italia a dimostrarsi umile ed obbediente serva dell’Europa, essere lui a tenere ancora in piedi il governo Monti, essere lui, infine, con ultimo calcio alla Costituzione, in cui ovviamente non c’è traccia di tali istituzioni, a preordinare con Commissioni da lui nominate, il lavoro del Parlamento e del nuovo Presidente della Repubblica. Perché tutti l’applaudono? Questo non lo so.

Ida Magli
31 Marzo 2013 

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Il Bilderberg nomina
il Presidente
della Repubblica italiana

di Ida Magli
ItalianiLiberi | 21.03.2013
   In un recente passato, che appare però lontanissimo, era stata promessa agli Italiani l’elezione diretta del capo dello Stato. Naturalmente non se n’è fatto nulla. In una cosa sola i nostri governi, quali che siano le loro ideologie e i loro orientamenti politici, sono tutti “montiani”: decisi e rapidissimi soltanto nell’aumentare le tasse. Per tutto il resto tempi biblici in attesa che svanisca anche il ricordo delle promesse fatte. Dunque niente elezione diretta del Presidente. Ma c’è invece chi lo sceglie per noi e senza chiedere il permesso a nessuno: quel Potere che in silenzio ha progettato e imposto l’unificazione europea, che ha progettato e imposto la moneta unica e che continua a presiedere a tutte le vicende più importanti dei singoli Stati i quali  obbediscono anch’essi nel più assoluto silenzio. Sono uomini di cui non conosciamo altro che le facce e i nomi dei loro messi, di quelli mandati a mettere in atto la loro volontà, ma che possiamo riconoscere a colpo sicuro da un solo comune connotato: l’andamento disastroso di tutte le loro imprese, il fallimento di ciò che realizzano.

  Di fronte ai nomi ventilati in questi giorni dai giornali come possibili Presidenti: Amato, Prodi, D’Alema, ci potremmo domandare quanti voti avrebbero preso se gli Italiani fossero stati chiamati a votare. Sicuramente nessuno, o quasi. Sono stati già abbondantemente bocciati in precedenza e di conseguenza i loro nomi vengono indicati da un potere estraneo alla democrazia e che li impone esclusivamente in funzione del progetto euro finanziario che deve fare da apripista al governo finanziario mondiale. Non abbiamo sentito fino ad ora reazioni di nessun genere da parte dei politici: davanti al Potere nascosto dietro all’Europa nessuno parla. Abbiamo però già assistito a suo tempo all’esaltazione come Capo dello Stato di Ciampi, entusiasta fautore dell’euro in coppia con l’astutissimo Prodi con il quale ha provveduto a svendere e a spogliare di quasi tutti i suoi beni l’Italia pur di riuscire a farla entrare nello spazio paradisiaco dell’euro. Ne deduciamo che il compenso stabilito sia sempre lo stesso: prima dimostri di essere un servo fedelissimo del Potere finanziario europeo e mondiale, adempiendo al compito che ti è stato assegnato quali che siano le sofferenze e i danni che apporti alla tua patria e ai tuoi concittadini, poi diventi presidente della Repubblica. Lo stesso ragionamento, mutati i compiti e le situazioni, vale per gli altri nomi. La presidenza della repubblica italiana è appaltata al Bilderberg.

  Adesso, però, che abbiamo fatto una lunga e dura esperienza della quasi assoluta mancanza d’intelligenza che caratterizza i soci del Bilderberg e i loro emissari, montiani o meno, testimoniata chiaramente dai disastri che seguono alle loro imprese, sarà bene che i politici guardino in faccia la realtà. Anche a voler prescindere dai fatti che abbiamo sotto gli occhi (è di questi giorni il macroscopico pasticcio combinato a Cipro) non sono pochi gli analisti finanziari  che prevedono un possibile crac dell’euro per il secondo trimestre e, se non un crac, delle difficoltà sempre più gravi nella gestione dell’economia in Europa. Sarebbe davvero poco “divertente” trovarsi fresco di nomina a capo della Repubblica e mandare in giro per il mondo a rappresentare gli Italiani proprio uno dei responsabili del crac.

Ida Magli
21 Marzo 2013 

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 Il tradimento,
destino degli italiani
di Ida Magli
ItalianiLiberi | 17.03.2013
   Tragico destino degli Italiani essere sempre traditi da coloro che dovrebbero difenderli! Tragico destino degli Italiani essere sempre traditi da coloro in cui avevano riposto l’ingenua fiducia di essere finalmente salvati da questo stesso terribile destino! Sono trascorsi soltanto pochi giorni da quando avevamo esultato per l’arrivo in Parlamento dei giovani, ingenui, entusiasti seguaci del movimento a Cinque Stelle ed ecco che alla prima votazione anch’essi ci hanno tradito.

  È uno degli innumerevoli giorni fatali della nostra storia, il Sabato 16 marzo 2013, che segniamo con amaro dolore nel diario di questi interminabili anni di crisi, da quando siamo sballottati fra il potere illegittimo dei banchieri e l’altrettanto illegittimo e vigliacco consenso dei parlamentari. Il tradimento è stato ratificato in un attimo. In Senato si vota per la Presidenza il candidato del Partito Democratico, un magistrato, consueto e più che mai grave stravolgimento di quella che in Italia non riesce in nessun modo ad essere una democrazia. La sua vittoria è dovuta esclusivamente all’apporto dei voti di una parte dei Grillini. Si è spenta così, con un colpo solo, qualsiasi speranza di un cambiamento nella storia politica dell’Italia, l’unico cambiamento che ci eravamo ingenuamente illusi di riuscire ad ottenere tramite le nuove, giovani forze del movimento di Grillo. L’illusione è durata soltanto due giorni. Mai è stata più breve, nella pur millenaria storia di illusioni e di tradimenti che perseguita gli Italiani.

  Naturalmente la premessa al tradimento ha le sue basi nella Costituzione, strumento d’inganno e di battaglia contro qualsiasi briciola di potere della quale possano avvalersi i cittadini. È stata pensata e scritta con sottile, perfida astuzia proprio a questo scopo per cui, se non si toglie di mezzo questa Costituzione, per gli Italiani non sussiste nessuna possibilità di democrazia che non sia quella fittizia e di pura irrisione nella quale siamo ingabbiati. Grillo però non aveva mancato di denunciare, fondando il suo movimento, una fra le più macroscopiche di queste irrisioni: quella che libera il parlamentare, una volta eletto, dal tener fede al mandato dell’elettore; una norma così platealmente illegittima per la coscienza di cui ogni essere umano è dotato, che dovrebbe far arrossire tanto chi l’ha scritta quanto coloro che la mettono in atto. Non c’è società al mondo, da quelle più antiche a quelle “primitive”, quale che sia la religione, la cultura, la forma di governo,  in cui sia lecito e sia mai stato ritenuto lecito venire meno ai patti. È esclusivamente in base al concetto di “patto”, infatti, che si forma una “società”, e nessun essere umano è mai vissuto in un gruppo che non fosse una “società”. I  seguaci di Grillo hanno tradito due volte votando per il presidente del Senato proposto dal Partito Democratico: sono venuti meno al patto con gli elettori, non sostenere i Partiti  e a uno dei punti più qualificanti del loro movimento.

  Eleggere un magistrato come Presidente del Senato e quindi Vicepresidente della Repubblica è inoltre atto gravissimo di per sé perché rispecchia quello spirito di irrisione presente nella Costituzione cui ho già accennato. La Costituzione declama infatti la necessità della separazione dei Poteri, in primis quello della Magistratura; servirsi della carica di magistrato per accedere, dandone le dimissioni o mettendosi in aspettativa, con assoluta facilità ai massimi gradi del potere politico è ovviamente tradire lo spirito della Costituzione. In qualsiasi campo dell’agire umano, del resto, l’osservanza formale delle regole non è sufficiente e non è mai stata sufficiente a garantire la civiltà e la rettitudine della convivenza sociale. I magistrati sono i primi a saperlo. Siamo dunque, come al solito, nelle mani di governanti che ci disprezzano, che si servono dei cittadini come indispensabile “corpo” sul quale appoggiarsi per esercitare il potere; un corpo indispensabile al potere, gli Italiani, nient’altro.

Ida Magli
17 Marzo 2013 






 eDITORIALE
Il Presidente
della Repubblica,
le agenzie di rating
e il nuovo Parlamento
di Ida Magli
ItalianiLiberi | 09.03.2013
   I cittadini italiani, sempre disposti ad elogiare il Presidente Napolitano, questa volta non soltanto non condividono la sua posizione, ma la ritengono sbagliata e assolutamente inaccettabile: prendere decisioni a causa del giudizio delle agenzie di rating. Non si capisce proprio perché uno Stato sovrano dovrebbe piegarsi davanti a entità come le agenzie di rating, longa manus delle banche dei cui proventi vivono (quale tragico scherno nella frase di Rossi prima del suicidio: “Non sanno cosa siano i derivati!”), prive di qualsiasi statuto pubblico e non citate in nessun modo, tanto meno come organi di controllo, nella Costituzione italiana tanto cara al nostro Presidente. Lo Stato italiano esiste oggi come esisteva ieri; si fonda sul popolo italiano, un popolo che è oggi, dopo le elezioni, lo stesso di ieri, ossia va al suo posto di lavoro oggi come ci andava ieri, parla la lingua italiana oggi come la parlava ieri, crea cose belle oggi come le creava ieri. A chi commercia con l’Italia questa è l’unica cosa che interessa: il popolo italiano e la sua attività, non il nome o il partito che lo governa. Le agenzie di rating sono al servizio di una particolare struttura “finanziaria” che ha notoriamente  guadagnato negli anni scorsi enormi somme destabilizzando i mercati mondiali, ed è questo che minacciano di  fare ancora se non si affidano i governi a persone o a partiti di loro fiducia (tutte cose di cui i politici avevano abbondantemente discusso al momento della crisi mondiale tanto da decidere di creare un’agenzia “europea” per contrapporvisi: Napolitano se la prenda con i burocrati dell’Ue che non l’hanno fatto).

  Bisogna ignorarle, invece, e collocarle in quel “passato” del Potere delle cui trappole  abbiamo finalmente gridato al mondo di esserci liberati, eleggendo dei giovani che con quel passato non hanno mai avuto a che fare. Ma dove sono, cosa fanno i nuovi, giovani, entusiasti parlamentari? Non li vediamo, non li sentiamo, mentre i vecchissimi, astutissimi rituali che da sempre sono al servizio del Potere per beffare i sudditi con la potenza del Sacro, operano con la massima solerzia per raggiungere il proprio scopo malgrado le elezioni: mettere ai posti più alti e decisivi economisti e banchieri, come era ieri, come era l’altro ieri. Il nome di Monti si è bruciato? Poco importa: il forziere dell’Europa è pieno di uomini ad hoc. Fanno il solito giro: dalla Banca d’Italia a quella di Francoforte o viceversa, con in più magari un salto al parlamento o alla Commissione europea che dopo appena cinque anni li mette al sicuro per tutta la vita con una ricca pensione, e finalmente giungono alla poltrona di Capo del governo o di Presidente della Repubblica. No, cari giovani parlamentari, tocca a voi, come avete già fatto quando vi siete presentati alle elezioni, rifiutare con le vostre azioni, senza tentare di spiegarlo, la ritualità del potere. Non abbiate timore: il Sacro è ormai tanto inefficiente da dimostrarlo senza volerlo. La ritualità è diventata con tutta evidenza una prigione paralizzante, un contenitore raggrinzito dove, malgrado i loro sforzi, gli osservanti dei riti non riescono a far entrare il nuovo parlamento. Qui si pretende che sia la realtà, quella uscita dalle urne, ad essere sbagliata perché “non entra” nel vecchio contenitore. Passano giorni e giorni nella “lentezza” caratteristica  dei riti e bisogna: convocare le Camere, nominare i presidenti, sapere prima quale governo avrà la maggioranza…  E le oltre settecento persone che abbiamo eletto che fanno intanto? Non servono a niente, non valgono niente? In un mondo “giovane” nessuno pretende di avere la certezza che tutto andrà bene prima ancora di muoversi. Come si può pensare che debba averla il nuovo governo? L’avrà se lavorerà con il massimo impegno, se ogni parlamentare, quale che sia la sua ideologia, la sua appartenenza, approverà, alla luce della ragione e del buon senso, le decisioni che appaiano utili ai bisogni degli italiani.

  Dunque, andate subito al vostro posto di lavoro, cari giovani parlamentari, senza aspettare nessuna convocazione. Non è uno spazio sacro, ma un luogo accogliente, fornito di biblioteche, di computer, di segretarie, di ristorante e toilettes aggraziate e ben pulite. Lo stipendio lo prendete, anche se non avete l’orologio da timbrare all’ingresso, e il lavoro che vi siete impegnati a fare è enorme. Mischiatevi a tutti gli altri, discutetene, accapigliatevi con semplicità come si fa da studenti: c’è il territorio dell’Italia da mettere in sicurezza, ci sono le centinaia di edifici appartenenti allo Stato, caserme vuote, abbazie con i loro campi abbandonati da ristrutturare per distribuirvi i carcerati, oggi ammassati in prigioni crudeli; tutti bisogni così antichi ed urgenti da costringere gli italiani a reprimere la rabbia nel non vederli mai affrontati. È necessario forse appartenere a un determinato partito per trovare indispensabile e appassionante studiare e trovare soluzioni a questi problemi? Siamo talmente sicuri di no che vi chiediamo di tenere un diario e di raccontarci ogni giorno quello che avete fatto. Ne saremo felici.

Ida Magli
9 Marzo 2013 

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  QUESTA STORIA CRIMINALE SpA Rothschild Banca d'Inghilerra (proprietà privata 1600 d.C. ) in realtà, È INIZIATA CON ENRICO VIII, da allora ad oggi i Paesi Europei mediterranei sono sempre stati considerati come gli schiavi da sfruttare! quì è nata la Massoneria, quì è nato il luciferismo! LA MONARCHIa INGLESE è custore dellle Chiavi dell'INFERNO! ] [ Usa ribadiscono 'relazione speciale' Gb
Dopo critiche di Obama a Cameron su gestione guerra in Libia, 11 marzo 2016
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la NATO È DIVENTATA, IL RICETTACOLO DI TUTTE LE BESTIE DI SATANA: SATANISTI FARISEI MASSONI SALAFITI E NAZISTI, TERRORISTI ISLAMICI... ecc.. Pronunciandosi a favore della scarcerazione dei giornalisti di Cumhuriyet sotto processo per lo scoop sulle armi in Siria, Can Dundar ed Erdem Gul, la Corte costituzionale turca ha deciso "contro il Paese e la nazione". Lo ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan, tornando ad attaccare la Suprema corte più di due settimane dopo il rilascio dei reporter.
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"Cancellare l'appartenenza a un determinato territorio, e all'identità di gruppo che questo comporta, significa cancellare il senso. Operazione di una violenza inaudita che nessuno scopo
può giustificare" http://www.italianiliberi.it/  PRESENTAZIONE E OBIETTIVI:     Il Movimento politico e culturale “Italiani Liberi” si propone di difendere e rafforzare l’identità nazionale, storica e culturale degli Italiani e di ristabilire l’indipendenza dell’Italia uscendo dall’Unione europea.
Vorrei tornare a essere italiano, in tutto e per tutto, con difetti e pregi, ricco o povero ma ITALIANO, un Italiano, 13/11/2011 
    
“l’intelligenza sa di essere libera, quali che siano le coercizioni esteriori. Sa che la grandezza dell’Uomo è nel pensiero, e sa che c’è sempre almeno un altro uomo che lo afferra e lo trasmette.”
Ida Magli, Omaggio agli Italiani
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Addio a Ida Magli. Roma, martedì 23 febbraio 2016. Nella notte di sabato scorso 20 febbraio si è spenta, serenamente, Ida Magli, confortata dall’affetto del figlio. Noi, suoi allievi e amici, ci ripromettiamo nei prossimi giorni di dedicare spazio al suo ricordo. Oggi ci è difficile, e ce ne scusiamo con i lettori che in ItalianiLiberi hanno sempre riposto fiducia. Il messaggio che Ida Magli ha lasciato a tutti noi è stato quello di difendere gli Italiani dalle menzogne e dall'odio contro la bellezza e l'intelligenza che nei secoli abbiamo creato. Il nostro  popolo - ci ricordava - ha sempre sofferto moltissimo per colpa dei governanti. Ida Magli ha dedicato tutte le sue forze a darci speranza e a combattere per l’Italia e la sua cultura, e ci ha lasciati col disappunto di non avere più tempo per “fare ancora qualcosa” per salvarci…
Questo sito continuerà a raccogliere la sua opera e i suoi articoli scritti negli ultimi venti anni, sia pubblicati, che inediti, perché considerati troppo “scomodi”. Speriamo che possano continuare a fornire un sicuro punto di riferimento e uno stimolo per continuare l’opera della grande antropologa.
Farewell to Ida Magli
Rome, february 23rd, 2016 http://www.italianiliberi.it/
Saturday night, february 20th, Ida Magli passed away peacefully, comforted by the love of her son.
In the next days we – her students and friends – will give more space to her memory.  Right now it is tough to do so, and we apologize to readers who always trusted ItalianiLiberi. The message that Ida Magli has left to all of us is to defend the Italians from the lies and the hatred against all the beauty and intelligence that we have created over the centuries. Our people - she used to said - has always suffered enormously because of its rulers. Ida Magli has devoted all her strength to give us hope and to prompt us to fight to defend Italy and its culture; she left us with the disappointment of not having had more time to "do something else" to save us ...
This website will continue to gather and collect her works and articles written in the last twenty years, both published and unpublished (when they were considered too "uncomfortable" or controversial). We hope that her writings will always be a reference point and an encouragement to continue the work of the great anthropologist.
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Donald Trump È IL MIO CANDIDATO! L'ex candidato alla nomination repubblicana Ben Carson ha ufficializzato il suo appoggio a Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca. "Molte persone combattono per cambiare Washington, ma Donald Trump - afferma Carson - e' un leader con una prospettiva da outsider, con una visione, con gli attributi e l'energia necessarie per fare il presidente". "E' l'ora di unire il partito dietro il candidato che batterà Hillary Clinton e riconsegnerà il governo alle persone": con queste parole Carson ha espresso il suo endorsement a Donald Trump, lanciando un appello all'unita' del partito. L'intervento in un resort di Palm Beach, in Florida, accanto al tycoon newyorchese.
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io sono nell'osservatorio sul maritirio dei cristiani, da 30 anni circa, e posso garantire che gli islamici usano questa tecnica di terrorismo contro i non islamici: in modo sistemico! ] QUINDI LA SHARIA È L'ELEMENTO DISCRIMINANTE DEL RAZZISMO CONTRO I NON MUSULMANI! [ GINEVRA, 11 MAR - Lo stupro di donne come paga per i combattenti nel Sud-Sudan: è l'accusa contenuta in un rapporto dell'Onu sulla situazione dei diritti umani nel giovane stato africano. "Fonti attendibili indicano che gruppi alleati al governo sono autorizzati a stuprare donne in sostituzione dei salari", afferma l'Onu. Anche gruppi di opposizione e bande criminali attaccano donne e ragazze. La scala della violenza sessuale è "scioccante" nel Sud-Sudan, afferma l'Onu: in soli cinque mesi l'anno scorso, da aprile a settembre, l'Onu ha registrato più di 1.300 segnalazioni di stupri in un solo dei dieci stati del Sud Sudan, lo Stato d'Unità, ricco di petrolio. "La portata ed i tipi di violenza sessuale - in primo luogo da parte del governo delle forze SPLA e le milizie affiliate - sono descritti con dettagli devastanti e spaventosi, cosi' come l'atteggiamento quasi disinvolto, ma calcolato, di coloro che hanno massacrato civili, distrutto beni e mezzi di sussistenza", ha detto l'Alto commissario Onu, Zeid Ra'ad

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La Lega Araba ha dichiarato il gruppo sciita libanese Hezbollah un'organizzazione terroristica. SARANNO ANCHE TERRORISTI PER ISRAELE, OK! MA, HA DEL GROTTESCO CHE I PATROCINATORI DEL TERRORISMO MONDIALE DICHIARINO PROPRIO LORO TERRORISTA QUALCUNO! TUTTO QUESTO È TANTO PIÙ TRAGICO PERCHÉ È FATTO NEL MOMENTO IN CUI Hezbollah VINCE PER ASSAD CONTRO ISIS DAESH, Lo riferiscono i media egiziani. La decisione è stata presa dai ministri degli Esteri di quasi tutti i membri dell'organizzazione panaraba basata al Cairo, ha riferito l'agenzia di stampa egiziana Mena. Libano e Iraq invece si sono astenuti, esprimendo "riserve". Dieci giorni fa Hezbollah - che in Siria combatte al fianco del presidente Assad - era finito nella lista nera dei gruppi terroristi anche del Consiglio di Cooperazione del Golfo. In precedenza, l'Arabia Saudita, aveva tagliato 4 miliardi di dollari di aiuti al Libano per le sue forze di sicurezza.
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Quando gli Stati Uniti dettano l’agenda ai media italiani. [ QUESTO REGIME MASSONICO BILBENDERG E USUCRATICO SATANICO, SPA BANCHE CENTRALI NWO, STA DIVENTANDO ASFISSIANTE! 0.03.2016( La Russia è il nemico, almeno secondo la maggior parte dei media italiani. Vista la famosa minaccia russa, è strano che in Italia circolino però così poche informazioni sulla Russia. Bisognerebbe stare in guardia e tenere gli occhi aperti! Le informazioni su Mosca e la sua politica estera sembrano a volte dettate per filo e per segno dall'ambasciata americana. La storica amicizia fra l'Italia e la Russia ovviamente non è mai andata a genio agli Stati Uniti e questo si rispecchia nella maggior parte dei media italiani. Tutto viene letto in un'ottica americana. Perché?
Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Riccardo Pelliccetti, caporedattore centrale de "Il Giornale".
— Qual è il vostro approccio alla Russia?
— La Russia ha dimostrato in questi ultimi vent'anni un grandissimo cambiamento. La cosa fondamentale che noi abbiamo visto in questo cambiamento è che la Russia è tornata ad essere europea, parte integrante d'Europa. Ci sono molti più legami tra il nostro Paese e la Russia che quanti ce ne siano fra il nostro Paese e gli Stati Uniti.
— Lei ritiene che gli interessi italiani non coincidano più con quelli americani? Leggendo i maggiori quotidiani italiani non si direbbe.
Riccardo Pelliccetti, caporedattore centrale de “Il Giornale” — In Italia c'è un problema di sovranità nazionale. L'Italia, lo sappiamo tutti, ha perso la seconda guerra mondiale e ha dovuto nel corso degli anni adeguarsi alla politica dei vincitori, in questo caso i vincitori veri erano gli Stati Uniti. L'Italia è entrata nell'alleanza atlantica e ha pian piano ceduto la propria sovranità. Questo poteva andar bene all'epoca della guerra fredda, la politica dei due blocchi ti costringeva a stare da una parte o dall'altra. L'America dettava le regole in quel contesto essendo il capofila dell'Alleanza atlantica. L'Italia ha una sovranità limitata non solo in politica estera, ma anche in quella interna. L'America condizionava anche le elezioni politiche, finanziando i partiti, e di conseguenza chiedendo un tornaconto a questi partiti del lavoro che facevano.
— Al giorno d'oggi l'Italia ha sempre gli stessi problemi di sovranità?
— Oggi il deficit di sovranità è ancora più forte, perché restiamo dentro la NATO, che è uno strumento anacronistico. La contrapposizione fra blocchi non esiste più, se non nella testa degli Stati Uniti. L'Europa, che non è mai stata un organismo unico, ma un' accozzaglia di stati messi insieme per interessi economici, ha dovuto in qualche modo soggiacere alla geopolitica dell'America, che in questo momento ha obiettivi completamente personali nei confronti della Russia. L'America ha sempre avuto come obiettivo non la caduta dell'impero sovietico, ma la caduta della Russia! Controllare l'Eurasia, la zona quasi più forte del pianeta economicamente, è fondamentale per la geopolitica americana. Obama ha premiato qualche anno fa Brzezinski come cittadino esemplare degli Stati Uniti e i suoi volumi sono ancora seguiti oggi. I poteri forti presenti in America condizionano non solo la politica ma anche l'economia. I problemi finanziari al tempo di Berlusconi erano molto meno gravi di oggi. Ora la disoccupazione e il debito pubblico sono altissimi. Oggi con dati economici totalmente peggiori, lo spread però sta a 140 punti. Questo vuol dire che quando qualcuno cercava di discostarsi dalla politica di Washington, pagava il prezzo dal punto di vista finanziario. Le speculazioni sui titoli di Stato italiani sono partite per un motivo ben preciso: Berlusconi non rispondeva a certe logiche.
— Agli Stati Uniti non piaceva la politica di Berlusconi nei confronti della Russia?
La vicenda di Berlusconi sulla lista nera ucraina e` diventata nella stampa italiana un vero e proprio festival della banalità e dell’ipocrisia ] La Crimea e la “purga” intellettuale italiana contro Berlusconi
— Certo! Perché a parte il rapporto d'amicizia, c'era un rapporto di tipo economico molto più vecchio. Anche quando c'era il comunismo in Russia, il rapporto tra i nostri due Paesi era strettissimo. Anche ai tempi più difficili i rapporti economici e culturali sono sempre stati ottimi. Parliamo dell'opera, del balletto e di altre mille iniziative culturali che hanno sempre tenuto vicini la Russia con l'Italia. Tutto ciò andava sempre in distonia con gli Stati Uniti.
— Perché nei media italiani c'è solitamente una copertura unilaterale delle notizie sulla Russia, sulla guerra nel Donbass e in Siria?
— Perché i giornali rispondono agli editori e gli editori rispondono ai poteri forti di riferimento. Questa è la realtà. Ci sono giornali che hanno un riferimento ideologico, che oggi appare paradossale. I giornali di sinistra per esempio che prima vedevano nella Russia un punto di riferimento oggi paradossalmente hanno abbracciato l'America, proprio ora che la Russia è diventata democratica. Poi ci sono quei giornali che rispondono ai poteri finanziari che rispondono a logiche ben precise di mercato e sono condizionati probabilmente dall'Ambasciata americana a Roma.
Ci sono poi delle eccezioni come l'Ambasciatore Sergio Romano, che scrive sul Corriere ed ha una linea ben precisa sulla questione ucraina e siriana, ma è una voce al di fuori dal coro.
— Per la maggior parte dei media la Russia rappresenta un nemico. Forse con l'intervento russo in Siria cambierà un po' questa chiave di lettura?
Sputnik. Alla Lettonia non piace Sputnik, pronte sanzioni
— Le voci fuori dal coro sono pochissime. Con la Siria danno sicuramente un po' più di informazioni. Il problema è che se tu devi rispondere alla politica dell'Occidente, cioè di Washington, sei condizionato, quest'influenza riguarda anche Londra e Berlino. L'Italia è l'anello più debole di questa catena. Ogni cosa viene letta nell'ottica americana. Se oggi per esempio all'America fa comodo che la Russia abbia un piede in Siria perché può essere utile a trovare una soluzione a questo conflitto sanguinoso, può farle fare anche bella figura. Per l'America però la Russia sarà sempre un nemico, è il suo competitor internazionale. La Russia ha un ruolo strategico per l'economia mondiale, per le sue risorse e la sua posizione geografica. Se uno vuole fare il padrone del mondo, i competitori gli danno fastidio.
— Secondo Lei cambierà quest'approccio mediatico nei confronti di Mosca?
— Non credo, a meno che non cambino gli editori. O c'è il giornale che decide di cambiare linea o non cambia niente. C'è anche una sorta di pregiudizio di base. I russi, a differenza degli americani, sono più diretti. Quando dicono "sei uno scemo" lo dicono chiaramente. Gli americani non te lo dicono, ma ti danno una coltellata alle spalle per fartelo capire. Quest'approccio in un Paese bizantino come l'Italia è meno gradito. Agli italiani piacciono le cose più addolcite, ma alla fine una pugnalata è sempre una pugnalata. C'è un grande pregiudizio dovuto ai toni della Russia, che è molto diretta e a volte anche brutale. Quello che conta è la sostanza, non la forma.
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UE contro Polonia per la legge sui media
: http://it.sputniknews.com/opinioni/20160310/2243532/italia-russia-media-donbass-siria.html#ixzz42bmxyDM7


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Mosca accusa la NATO: distorce deliberatamente i risultati dei raid russi in Siria. 11.03.2016( segretario generale della NATO Jens Stoltenberg distorce deliberatamente gli obiettivi dei raid russi in Siria, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, riporta “Russia Today”. Ha riportato le dichiarazioni del segretario generale dell'Alleanza Atlantica, che ha sostenuto che la Russia con le sue azioni tenta di "dividere la NATO." "Vorrei ricordare che abbiamo ripetutamente affermato che in Siria operiamo alla luce del sole, in modo trasparente e sulla base di informazioni verificate per distruggere gli obiettivi dei terroristi del Daesh (ISIS), così come altri gruppi terroristici che minacciano la Siria e l'intera regione del Medio Oriente, ma Stoltenberg, a quanto pare, non è pronto ad abbandonare i tentativi di distorcere deliberatamente i risultati e gli obiettivi dei raid russi in Siria. Agisce al 100% di proposito,"- ha dichiarato la Zakharova oggi in una conferenza stampa.
http://it.sputniknews.com/politica/20160311/2255407/Zakharova-Stoltenberg-Russia-Terrorismo.html#ixzz42bohKgOU

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Mosca accusa la NATO: distorce deliberatamente i risultati dei raid russi in Siria.11.03.2016 Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg distorce deliberatamente gli obiettivi dei raid russi in Siria, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, riporta “Russia Today”. Ha riportato le dichiarazioni del segretario generale dell'Alleanza Atlantica, che ha sostenuto che la Russia con le sue azioni tenta di "dividere la NATO." "Vorrei ricordare che abbiamo ripetutamente affermato che in Siria operiamo alla luce del sole, in modo trasparente e sulla base di informazioni verificate per distruggere gli obiettivi dei terroristi del Daesh (ISIS), così come altri gruppi terroristici che minacciano la Siria e l'intera regione del Medio Oriente, ma Stoltenberg, a quanto pare, non è pronto ad abbandonare i tentativi di distorcere deliberatamente i risultati e gli obiettivi dei raid russi in Siria. Agisce al 100% di proposito,"- ha dichiarato la Zakharova oggi in una conferenza stampa: http://it.sputniknews.com/politica/20160311/2255407/Zakharova-Stoltenberg-Russia-Terrorismo.html#ixzz42bohKgOU
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07.03.2016 La decisione della monarchia saudita, regime assolutista e wahabita, come anche quella dei suoi soci minori, di dichiarare Hezbollah come un “gruppo terrorista”, costituisce un fatto orwelliano che cerca di rovesciare la realtà, ma non riesce ad ingannare nessuno. [ MA, HA DEL GROTTESCO CHE I PATROCINATORI DEL TERRORISMO MONDIALE DICHIARINO PROPRIO LORO TERRORISTA QUALCUNO! TUTTO QUESTO È TANTO PIÙ TRAGICO PERCHÉ È FATTO NEL MOMENTO IN CUI Hezbollah VINCE PER ASSAD CONTRO ISIS DAESH,  ] L'Arabia Saudita è il grande patrocinatore del terrorismo globale, un ruolo a cui aspira anche il presidente turco, Tayyip Recep Erdogan, che se ne fa merito. Tutti i gruppi terroristi che operano nel mondo islamico ed anche al di fuori di quello, dal Marocco all'Indonesia e dall'Europa, all'Asia Centrale — sono ispirati dalla scuola wahabita, quella ufficiale in Arabia Saudita, e hanno ricevuto milioni di dollari in aiuti dal regime saudita:
http://it.sputniknews.com/mondo/20160307/2228440/arabia-saudita-siria-hezbollah.html#ixzz42bqt6xRK
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“Paesi della UE in ginocchio davanti ad Erdogan” 11.03.2016( Nel contesto della crisi migratoria i governi dei Paesi membri dell'Unione Europea "si sono inginocchiati" ai piedi del presidente turco Erdogan, ritiene Philippe Lamberts, co-presidente del gruppo dei Verdi Europei ed eurodeputato del Belgio.
I leader dei 28 Paesi della UE e il primo ministro della Turchia hanno concordato 6 punti dell'accordo d'immigrazione al vertice di lunedì scorso a Bruxelles che ha messo fine all'immigrazione clandestina verso l'Europa dal Medio Oriente tramite il "corridoio balcanico" e ripristinerà l'accordo di Schengen all'interno nelle frontiere interne dei Paesi europei.
"I governi europei sono codardi, ora si sono messi in ginocchio di fronte ad Erdogan. Si tratta di un vero e proprio collasso morale dell'Unione Europea, non solo un crollo giuridico e politico," — ha sottolineato Lamberts in un'intervista per il portale "EuraActiv". Tuttavia non crede che la UE debba rinunciare ai negoziati con Ankara. Secondo l'eurodeputato, è necessario che Bruxelles renda conto non solo di aver stanziato risorse finanziarie a beneficio della Turchia, ma anche di voler abolire il visto ai turchi per i viaggi di breve durata e di accelerare l'adesione del paese all'UE, in un momento "in cui la Turchia come mai si è allontanata dai valori europei".
"Abbiamo a che fare con un regime autoritario che non esita a condurre una guerra civile contro i curdi per vincere le elezioni," — ha avvertito il parlamentare europeo.
Secondo il piano concordato al vertice UE-Turchia, Ankara si riprenderà i clandestini che sono arrivati in Europa e per ciascuno di loro invierà in Europa i profughi siriani e si riprenderà tutti i clandestini che sono entrati tramite il suo territorio nell'Unione Europea. In cambio Ankara otterrà l'accelerazione dei negoziati sulla liberalizzazione dei visti e sull'adesione nella UE e otterrà 3 miliardi di euro. Inoltre, le parti lavoreranno insieme per migliorare la situazione umanitaria in Siria. Sulla base di questi principi sarà preparato il corrispondente accordo finale nel prossimo vertice tra il 17 e 18 marzo.
http://it.sputniknews.com/politica/20160311/2258762/Turchia-Profughi-Visto-Valori-Immigrazione.html#ixzz42cb5A6lf

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noi le pecore Europee siamo alleati dei lupi USA LEGA ARABA, e dovremo morire contro il nostro stesso sangue la RUSSIA! QUESTO è ALTO TRADIMENTO! La Notizia di Manlio Dinucci - Siamo in guerra: avanzata Usa/Nato a Est e Sud ] PER la NATO è una cattiva notizia: la COALIZIONE ISLAMICA SAUDITA TURCA ISIS, che è il sharia TERRORISMO, ARRETRA IN SIRIA E IRAQ, E QUESTA, ovviamente, è UNA BRUTTA NOTIZIA PER LA NATO! [ https://youtu.be/T8OiHJR2-Z4 John il Rosso3 settimane fa. la gente non ha la minima idea di come stanno veramente le cose. Il vero problema è questo. I media corrotti. La gente non sa, è questo il vero problema, troppo occupata a guardare TV
Carlo2 settimane fa
Gia',come ho gia' commentato altre volte, sarebbe bello uscire dalla Nato, peccato che l'Europa (teutonica e pseudo-hitleriana)e soprattutto gli Usa lo impediranno.
L'Italia, come diceva Mussolini, e' una portaerei naturale al centro del Mediterraneo, per cui strategicamente importante. L'unica soluzione, a mio modesto parere, sarebbe una rivolta europea totale contro Usa e Nato (la stessa cosa, no?), ed un ritorno ad una sovranita' nazionale piu' individuale; inoltre, non fa' inkazzare l'idea di avere gli Yankees che da 70 anni spadroneggiano per il mondo e GOVERNANO l'Europa? L'America non ha nulla da insegnare al "vecchio continente" con le sue esperienze ed errori millenari, inoltre gli Usa, per loro fortuna non sono mai stati invasi o bombardati, ma in compenso lo hanno fatto ad altri con ottimi risultati!

Praticamente "siamo" alleati con i nostri nemici, ma facciamo finta di sapere che non lo sappiamo. Se fosse vivo oggi il grande Federico Fellini, diventerebbe un sommo autore neorealista senza nemmeno bisogno di cambiare genere. Ma è assente, a volte lo invidio, gli è toccata un'altra epoca ...un'epoca molto più moderna.
Unius kingREI

https://www.youtube.com/user/UniusKingREI/discussion A QUESTO MIO CANALE YOUTUBE NON MI CONSENTE DI: 1. AGGIUNGERE I CANALI PREFERITI, 2. E DI MOSTRARE LA PAGINA DEI COMMENTI!
Unius kingREI

la LITUANIA ha espulso i giornalisti RUSSI, perché, i governi tecnocratici europei hanno paura della libertà di parola, e, i giornalisti non graditi, rappresentano un pericolo mortale per la sicurezza nazionale LITUANA massonica! Quindi, c'è una ASSOCIAZIONE nazista usurocratica: "RUSSIA LIBERA" che ha paura dei giornalisti, quì in Lituania, c'è, il centro di eccellenza della comunicazione strategica della NATO (un vecchio strumento della guerra fredda ) un ufficio di calunnie di guerra di informazione contro la RUSSIA https://youtu.be/y2b08oLDPi4
Unius kingREI

PTV news 10 marzo 2016 - Lituania: espulsi giornalisti non graditi  10 mar 2016. questo è il regime tecnocratico SpA BANCHE CENTRALI, regime massonico Bildenberg, ormai, i sodoma GENDER satana Scimmie DARWIN anticristo ci hanno messo in una situazione di pre-guerra mondiale contro la Russia!
- Lituania: espulsi giornalisti non graditi
- Francia: 500 mila contro Hollande
- Gentiloni il cauto https://youtu.be/y2b08oLDPi4  albano817 ore fa
I valori dell'occidente... libertà di stampa. MrChanakkale, Nel baltico l'informazione rimane congelata
Unius kingREI

Harry Louis ] CREDI A ME LOUIS, è UN VERO PECCATO CHE DIO NON TI HA DATO LA VAGINA! [ I'm a simple and honest man, I love bringing peace it's my topmost priority.
Ha frequentato the United States Military Academy (USMA) Ha vissuto qui: United States https://plus.google.com/u/0/110102833254689193616/posts Harry non ha condiviso niente con te. Le persone sono più propense a condividere contenuti con te se le aggiungi alle tue cerchie. amico amico!

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Siria, esercito di Assad impegnato nella battaglia per liberare Palmira dal Daesh. 11.03.2016 L'artiglieria siriana sta bombardando massicciamente le posizioni dei terroristi del Daesh situate sulle alture che circondano la città storica di Palmira, riferisce dal posto il corrispondente di RIA Novosti.
Le posizioni dei fondamentalisti islamici vengono bombardate con i lanciarazzi pesanti multipli "Grad" e i cannoni "D-30".
"Oggi, secondo i nostri osservatori, siamo riusciti a distruggere 4 postazioni di tiro del Daesh, un grande deposito di munizioni nascosto in una gola ed un centro di comando a nord-ovest di Palmira", — ha riferito all'agenzia russa una fonte nello Stato Maggiore di Damasco.
Oggi le unità delle milizie di volontari avevano iniziato operazioni d'attacco mirate a sud-ovest di Palmira. Il loro compito è prendere il controllo della alture ed ottenere un punto d'appoggio per coprire un'offensiva da sud. Secondo alcuni dati, all'interno di Palmira si trovano più di 2mila terroristi. Gli islamisti usano per la difesa carri armati, veicoli blindati, lanciarazzi, mortai e mitragliatrici pesanti: http://it.sputniknews.com/mondo/20160311/2258549/Terrorismo.html#ixzz42cZW7eKj
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Muhammadu Buhari con la sua LEGA ARABA SONO dei TERRORISTI islamici sharia organizzati, tutti ASSASSINI SHARIA DI MARTIRI CRISTIANI innocenti, attraverso la complicità dei farisei massoni anglo-americani! la PIRAMIDE MASSONICA E LA PIRAMIDE ISLAMICA  SONO IL REGNO DI SATANA, e loro stanno sterminando i cristiani in tutto il mondo! I vertici militari Usa: Boko Haram detiene parti significative del territorio nigeriano, 11.03.2016 David Rodriguez, comandante in capo delle forze armate statunitensi in Africa (UsAfriCom), ha affermato che l'organizzazione terroristica – colpevole di numerosi attacchi sanguinari in tutta la regione – controlla ancora saldamente parti della Nigeria, nonostante le dichiarazioni di tenore opposto del governo di Lagos. Una vera e propria doccia gelata che ha paralizzato la già flebile voce (e secondo i più critici persino l'autorevolezza) del governo nigeriano. Così è possibile definire le parole pronunciate poche ore fa dal generale Rodriguez e relative alla situazione sul campo in Nigeria. Dal quartier generale di Francoforte, in Germania, il comandante dell'Us AfriCom ha di fatto smentito quanto affermato, in modo altisonante, in precedenza da Muhammadu Buhari, Presidente della Nigeria, che aveva definito "tecnicamente vinta" la battaglia contro gli estremisti islamisti presenti nel Nord del paese. "Boko Haram continua a governare porzioni molto significative del territorio settentrionale nazionale — ha affermato il comandante Rodriguez al quotidiano on line nigeriano Premium Times —, così come al Shabaab è ancora presente in porzioni limitate del territorio somalo. Ciò che stiamo osservando è che le minacce poste a personale o cittadini nordamericani da parte della formazione terrorista sono in aumento, soprattutto a causa della cooperazione tra Boko Haram e le forze dell'Is (ovvero di Daesh, ndr)". [ Strage di Boko Haram in Nigeria, 160 morti ] Dal 2009 ad oggi, ovvero da quando è scoppiata la rivolta nel Nord, la formazione jihadista ha ucciso migliaia di persone operando sia nel territorio di Lagos sia in altre nazioni come Camerun e Ciad. Al momento la Nigeria è alla guida di un contingente militare regionale — composto da poco meno di nove mila unità provenienti anche da Niger, Ciad, Camerun e Benin — nato per contrastare l'avanzata dei terroristi e per debellarne la presenza. E sebbene si siano al momento registrati numerosi successi sul campo, la situazione sembra essere ancora molto lontana dall'essere risolta dati i frequenti attacchi e attentati ai civili residenti nell'area settentrionale del paese.
Camerun libera 900 ostaggi da Boko Haram
Boko Haram, tre esplosioni a Maiduguri: si temono molte vittime
Boko Haram, l'esercito nigeriano libera 700 donne
Testimone fuggita da Boko Haram: “Le ragazze rapite un anno fa sono vive: http://it.sputniknews.com/mondo/20160311/2257003/usa-nigeria-territorio-boko-haram.html#ixzz42cfk2zWH

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