FEMMINILIZZAZIONE DELL'ITALIA gender

QUESTA STORIA CRIMINALE SpA Rothschild Banca d'Inghilerra (proprietà privata 1600 d.C. ) in realtà, È INIZIATA CON ENRICO VIII, da allora ad oggi i Paesi Europei mediterranei sono sempre stati considerati come gli schiavi da sfruttare! quì è nata la Massoneria, quì è nato il luciferismo! LA MONARCHIa INGLESE è custore dellle Chiavi dell'INFERNO! ] [ Usa ribadiscono 'relazione speciale' Gb
Dopo critiche di Obama a Cameron su gestione guerra in Libia, 11 marzo 2016
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"Cancellare l'appartenenza a un determinato territorio, e all'identità di gruppo che questo comporta, significa cancellare il senso. Operazione di una violenza inaudita che nessuno scopo
può giustificare" http://www.italianiliberi.it/  PRESENTAZIONE E OBIETTIVI:     Il Movimento politico e culturale “Italiani Liberi” si propone di difendere e rafforzare l’identità nazionale, storica e culturale degli Italiani e di ristabilire l’indipendenza dell’Italia uscendo dall’Unione europea.
Vorrei tornare a essere italiano, in tutto e per tutto, con difetti e pregi, ricco o povero ma ITALIANO, un Italiano, 13/11/2011 
    
“l’intelligenza sa di essere libera, quali che siano le coercizioni esteriori. Sa che la grandezza dell’Uomo è nel pensiero, e sa che c’è sempre almeno un altro uomo che lo afferra e lo trasmette.”
Ida Magli, Omaggio agli Italiani
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Addio a Ida Magli. Roma, martedì 23 febbraio 2016. Nella notte di sabato scorso 20 febbraio si è spenta, serenamente, Ida Magli, confortata dall’affetto del figlio. Noi, suoi allievi e amici, ci ripromettiamo nei prossimi giorni di dedicare spazio al suo ricordo. Oggi ci è difficile, e ce ne scusiamo con i lettori che in ItalianiLiberi hanno sempre riposto fiducia. Il messaggio che Ida Magli ha lasciato a tutti noi è stato quello di difendere gli Italiani dalle menzogne e dall'odio contro la bellezza e l'intelligenza che nei secoli abbiamo creato. Il nostro  popolo - ci ricordava - ha sempre sofferto moltissimo per colpa dei governanti. Ida Magli ha dedicato tutte le sue forze a darci speranza e a combattere per l’Italia e la sua cultura, e ci ha lasciati col disappunto di non avere più tempo per “fare ancora qualcosa” per salvarci…
Questo sito continuerà a raccogliere la sua opera e i suoi articoli scritti negli ultimi venti anni, sia pubblicati, che inediti, perché considerati troppo “scomodi”. Speriamo che possano continuare a fornire un sicuro punto di riferimento e uno stimolo per continuare l’opera della grande antropologa.
Farewell to Ida Magli
Rome, february 23rd, 2016 http://www.italianiliberi.it/
Saturday night, february 20th, Ida Magli passed away peacefully, comforted by the love of her son.
In the next days we – her students and friends – will give more space to her memory.  Right now it is tough to do so, and we apologize to readers who always trusted ItalianiLiberi. The message that Ida Magli has left to all of us is to defend the Italians from the lies and the hatred against all the beauty and intelligence that we have created over the centuries. Our people - she used to said - has always suffered enormously because of its rulers. Ida Magli has devoted all her strength to give us hope and to prompt us to fight to defend Italy and its culture; she left us with the disappointment of not having had more time to "do something else" to save us ...
This website will continue to gather and collect her works and articles written in the last twenty years, both published and unpublished (when they were considered too "uncomfortable" or controversial). We hope that her writings will always be a reference point and an encouragement to continue the work of the great anthropologist.

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io sono nell'osservatorio sul maritirio dei cristiani, da 30 anni circa, e posso garantire che gli islamici usano questa tecnica di terrorismo contro i non islamici: in modo sistemico! ] QUINDI LA SHARIA È L'ELEMENTO DISCRIMINANTE DEL RAZZISMO CONTRO I NON MUSULMANI! [ GINEVRA, 11 MAR - Lo stupro di donne come paga per i combattenti nel Sud-Sudan: è l'accusa contenuta in un rapporto dell'Onu sulla situazione dei diritti umani nel giovane stato africano. "Fonti attendibili indicano che gruppi alleati al governo sono autorizzati a stuprare donne in sostituzione dei salari", afferma l'Onu. Anche gruppi di opposizione e bande criminali attaccano donne e ragazze. La scala della violenza sessuale è "scioccante" nel Sud-Sudan, afferma l'Onu: in soli cinque mesi l'anno scorso, da aprile a settembre, l'Onu ha registrato più di 1.300 segnalazioni di stupri in un solo dei dieci stati del Sud Sudan, lo Stato d'Unità, ricco di petrolio. "La portata ed i tipi di violenza sessuale - in primo luogo da parte del governo delle forze SPLA e le milizie affiliate - sono descritti con dettagli devastanti e spaventosi, cosi' come l'atteggiamento quasi disinvolto, ma calcolato, di coloro che hanno massacrato civili, distrutto beni e mezzi di sussistenza", ha detto l'Alto commissario Onu, Zeid Ra'ad

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Quando gli Stati Uniti dettano l’agenda ai media italiani. [ QUESTO REGIME MASSONICO BILBENDERG E USUCRATICO SATANICO, SPA BANCHE CENTRALI NWO, STA DIVENTANDO ASFISSIANTE! 0.03.2016( La Russia è il nemico, almeno secondo la maggior parte dei media italiani. Vista la famosa minaccia russa, è strano che in Italia circolino però così poche informazioni sulla Russia. Bisognerebbe stare in guardia e tenere gli occhi aperti! Le informazioni su Mosca e la sua politica estera sembrano a volte dettate per filo e per segno dall'ambasciata americana. La storica amicizia fra l'Italia e la Russia ovviamente non è mai andata a genio agli Stati Uniti e questo si rispecchia nella maggior parte dei media italiani. Tutto viene letto in un'ottica americana. Perché?
Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Riccardo Pelliccetti, caporedattore centrale de "Il Giornale".
— Qual è il vostro approccio alla Russia?
— La Russia ha dimostrato in questi ultimi vent'anni un grandissimo cambiamento. La cosa fondamentale che noi abbiamo visto in questo cambiamento è che la Russia è tornata ad essere europea, parte integrante d'Europa. Ci sono molti più legami tra il nostro Paese e la Russia che quanti ce ne siano fra il nostro Paese e gli Stati Uniti.
— Lei ritiene che gli interessi italiani non coincidano più con quelli americani? Leggendo i maggiori quotidiani italiani non si direbbe.
Riccardo Pelliccetti, caporedattore centrale de “Il Giornale” — In Italia c'è un problema di sovranità nazionale. L'Italia, lo sappiamo tutti, ha perso la seconda guerra mondiale e ha dovuto nel corso degli anni adeguarsi alla politica dei vincitori, in questo caso i vincitori veri erano gli Stati Uniti. L'Italia è entrata nell'alleanza atlantica e ha pian piano ceduto la propria sovranità. Questo poteva andar bene all'epoca della guerra fredda, la politica dei due blocchi ti costringeva a stare da una parte o dall'altra. L'America dettava le regole in quel contesto essendo il capofila dell'Alleanza atlantica. L'Italia ha una sovranità limitata non solo in politica estera, ma anche in quella interna. L'America condizionava anche le elezioni politiche, finanziando i partiti, e di conseguenza chiedendo un tornaconto a questi partiti del lavoro che facevano.
— Al giorno d'oggi l'Italia ha sempre gli stessi problemi di sovranità?
— Oggi il deficit di sovranità è ancora più forte, perché restiamo dentro la NATO, che è uno strumento anacronistico. La contrapposizione fra blocchi non esiste più, se non nella testa degli Stati Uniti. L'Europa, che non è mai stata un organismo unico, ma un' accozzaglia di stati messi insieme per interessi economici, ha dovuto in qualche modo soggiacere alla geopolitica dell'America, che in questo momento ha obiettivi completamente personali nei confronti della Russia. L'America ha sempre avuto come obiettivo non la caduta dell'impero sovietico, ma la caduta della Russia! Controllare l'Eurasia, la zona quasi più forte del pianeta economicamente, è fondamentale per la geopolitica americana. Obama ha premiato qualche anno fa Brzezinski come cittadino esemplare degli Stati Uniti e i suoi volumi sono ancora seguiti oggi. I poteri forti presenti in America condizionano non solo la politica ma anche l'economia. I problemi finanziari al tempo di Berlusconi erano molto meno gravi di oggi. Ora la disoccupazione e il debito pubblico sono altissimi. Oggi con dati economici totalmente peggiori, lo spread però sta a 140 punti. Questo vuol dire che quando qualcuno cercava di discostarsi dalla politica di Washington, pagava il prezzo dal punto di vista finanziario. Le speculazioni sui titoli di Stato italiani sono partite per un motivo ben preciso: Berlusconi non rispondeva a certe logiche.
— Agli Stati Uniti non piaceva la politica di Berlusconi nei confronti della Russia?
La vicenda di Berlusconi sulla lista nera ucraina e` diventata nella stampa italiana un vero e proprio festival della banalità e dell’ipocrisia ] La Crimea e la “purga” intellettuale italiana contro Berlusconi
— Certo! Perché a parte il rapporto d'amicizia, c'era un rapporto di tipo economico molto più vecchio. Anche quando c'era il comunismo in Russia, il rapporto tra i nostri due Paesi era strettissimo. Anche ai tempi più difficili i rapporti economici e culturali sono sempre stati ottimi. Parliamo dell'opera, del balletto e di altre mille iniziative culturali che hanno sempre tenuto vicini la Russia con l'Italia. Tutto ciò andava sempre in distonia con gli Stati Uniti.
— Perché nei media italiani c'è solitamente una copertura unilaterale delle notizie sulla Russia, sulla guerra nel Donbass e in Siria?
— Perché i giornali rispondono agli editori e gli editori rispondono ai poteri forti di riferimento. Questa è la realtà. Ci sono giornali che hanno un riferimento ideologico, che oggi appare paradossale. I giornali di sinistra per esempio che prima vedevano nella Russia un punto di riferimento oggi paradossalmente hanno abbracciato l'America, proprio ora che la Russia è diventata democratica. Poi ci sono quei giornali che rispondono ai poteri finanziari che rispondono a logiche ben precise di mercato e sono condizionati probabilmente dall'Ambasciata americana a Roma.
Ci sono poi delle eccezioni come l'Ambasciatore Sergio Romano, che scrive sul Corriere ed ha una linea ben precisa sulla questione ucraina e siriana, ma è una voce al di fuori dal coro.
— Per la maggior parte dei media la Russia rappresenta un nemico. Forse con l'intervento russo in Siria cambierà un po' questa chiave di lettura?
Sputnik. Alla Lettonia non piace Sputnik, pronte sanzioni
— Le voci fuori dal coro sono pochissime. Con la Siria danno sicuramente un po' più di informazioni. Il problema è che se tu devi rispondere alla politica dell'Occidente, cioè di Washington, sei condizionato, quest'influenza riguarda anche Londra e Berlino. L'Italia è l'anello più debole di questa catena. Ogni cosa viene letta nell'ottica americana. Se oggi per esempio all'America fa comodo che la Russia abbia un piede in Siria perché può essere utile a trovare una soluzione a questo conflitto sanguinoso, può farle fare anche bella figura. Per l'America però la Russia sarà sempre un nemico, è il suo competitor internazionale. La Russia ha un ruolo strategico per l'economia mondiale, per le sue risorse e la sua posizione geografica. Se uno vuole fare il padrone del mondo, i competitori gli danno fastidio.
— Secondo Lei cambierà quest'approccio mediatico nei confronti di Mosca?
— Non credo, a meno che non cambino gli editori. O c'è il giornale che decide di cambiare linea o non cambia niente. C'è anche una sorta di pregiudizio di base. I russi, a differenza degli americani, sono più diretti. Quando dicono "sei uno scemo" lo dicono chiaramente. Gli americani non te lo dicono, ma ti danno una coltellata alle spalle per fartelo capire. Quest'approccio in un Paese bizantino come l'Italia è meno gradito. Agli italiani piacciono le cose più addolcite, ma alla fine una pugnalata è sempre una pugnalata. C'è un grande pregiudizio dovuto ai toni della Russia, che è molto diretta e a volte anche brutale. Quello che conta è la sostanza, non la forma.
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Cremlino commenta duramente divieto ingresso in Moldavia a media russi
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: http://it.sputniknews.com/opinioni/20160310/2243532/italia-russia-media-donbass-siria.html#ixzz42bmxyDM7


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Mosca accusa la NATO: distorce deliberatamente i risultati dei raid russi in Siria. 11.03.2016( segretario generale della NATO Jens Stoltenberg distorce deliberatamente gli obiettivi dei raid russi in Siria, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, riporta “Russia Today”. Ha riportato le dichiarazioni del segretario generale dell'Alleanza Atlantica, che ha sostenuto che la Russia con le sue azioni tenta di "dividere la NATO." "Vorrei ricordare che abbiamo ripetutamente affermato che in Siria operiamo alla luce del sole, in modo trasparente e sulla base di informazioni verificate per distruggere gli obiettivi dei terroristi del Daesh (ISIS), così come altri gruppi terroristici che minacciano la Siria e l'intera regione del Medio Oriente, ma Stoltenberg, a quanto pare, non è pronto ad abbandonare i tentativi di distorcere deliberatamente i risultati e gli obiettivi dei raid russi in Siria. Agisce al 100% di proposito,"- ha dichiarato la Zakharova oggi in una conferenza stampa.
http://it.sputniknews.com/politica/20160311/2255407/Zakharova-Stoltenberg-Russia-Terrorismo.html#ixzz42bohKgOU

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Mosca accusa la NATO: distorce deliberatamente i risultati dei raid russi in Siria
© Sputnik. Ramil Sitdikov
Politica
14:58 11.03.2016(aggiornato 14:59 11.03.2016) URL abbreviato
226390
Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg distorce deliberatamente gli obiettivi dei raid russi in Siria, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, riporta “Russia Today”.

Ha riportato le dichiarazioni del segretario generale dell'Alleanza Atlantica, che ha sostenuto che la Russia con le sue azioni tenta di "dividere la NATO."

"Vorrei ricordare che abbiamo ripetutamente affermato che in Siria operiamo alla luce del sole, in modo trasparente e sulla base di informazioni verificate per distruggere gli obiettivi dei terroristi del Daesh (ISIS), così come altri gruppi terroristici che minacciano la Siria e l'intera regione del Medio Oriente, ma Stoltenberg, a quanto pare, non è pronto ad abbandonare i tentativi di distorcere deliberatamente i risultati e gli obiettivi dei raid russi in Siria. Agisce al 100% di proposito,"- ha dichiarato la Zakharova oggi in una conferenza stampa: http://it.sputniknews.com/politica/20160311/2255407/Zakharova-Stoltenberg-Russia-Terrorismo.html#ixzz42bohKgOU
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07.03.2016URL abbreviato
Voci Dai Blog
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La decisione della monarchia saudita, regime assolutista e wahabita, come anche quella dei suoi soci minori, di dichiarare Hezbollah come un “gruppo terrorista”, costituisce un fatto orwelliano che cerca di rovesciare la realtà, ma non riesce ad ingannare nessuno.

L'Arabia Saudita è il grande patrocinatore del terrorismo globale, un ruolo a cui aspira anche il presidente turco, Tayyip Recep Erdogan, che se ne fa merito. Tutti i gruppi terroristi che operano nel mondo islamico ed anche al di fuori di quello, dal Marocco all'Indonesia e dall'Europa, all'Asia Centrale — sono ispirati dalla scuola wahabita, quella ufficiale in Arabia Saudita, e hanno ricevuto milioni di dollari in aiuti dal regime saudita.

Leggi tutto: http://it.sputniknews.com/mondo/20160307/2228440/arabia-saudita-siria-hezbollah.html#ixzz42bqt6xRK

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Unius kingREI9 ore fa
noi le pecore Europee siamo alleati dei lupi USA LEGA ARABA, e dovremo morire contro il nostro stesso sangue la RUSSIA! QUESTO è ALTO TRADIMENTO! La Notizia di Manlio Dinucci - Siamo in guerra: avanzata Usa/Nato a Est e Sud ] PER la NATO è una cattiva notizia: la COALIZIONE ISLAMICA SAUDITA TURCA ISIS, che è il sharia TERRORISMO, ARRETRA IN SIRIA E IRAQ, E QUESTA, ovviamente, è UNA BRUTTA NOTIZIA PER LA NATO! [ https://youtu.be/T8OiHJR2-Z4 John il Rosso3 settimane fa. la gente non ha la minima idea di come stanno veramente le cose. Il vero problema è questo. I media corrotti. La gente non sa, è questo il vero problema, troppo occupata a guardare TV
Carlo2 settimane fa
Gia',come ho gia' commentato altre volte, sarebbe bello uscire dalla Nato, peccato che l'Europa (teutonica e pseudo-hitleriana)e soprattutto gli Usa lo impediranno.
L'Italia, come diceva Mussolini, e' una portaerei naturale al centro del Mediterraneo, per cui strategicamente importante. L'unica soluzione, a mio modesto parere, sarebbe una rivolta europea totale contro Usa e Nato (la stessa cosa, no?), ed un ritorno ad una sovranita' nazionale piu' individuale; inoltre, non fa' inkazzare l'idea di avere gli Yankees che da 70 anni spadroneggiano per il mondo e GOVERNANO l'Europa? L'America non ha nulla da insegnare al "vecchio continente" con le sue esperienze ed errori millenari, inoltre gli Usa, per loro fortuna non sono mai stati invasi o bombardati, ma in compenso lo hanno fatto ad altri con ottimi risultati!
Enmago 13 settimane fa
Praticamente "siamo" alleati con i nostri nemici, ma facciamo finta di sapere che non lo sappiamo. Se fosse vivo oggi il grande Federico Fellini, diventerebbe un sommo autore neorealista senza nemmeno bisogno di cambiare genere. Ma è assente, a volte lo invidio, gli è toccata un'altra epoca ...un'epoca molto più moderna.
Unius kingREI
Unius kingREI10 ore fa
https://www.youtube.com/user/UniusKingREI/discussion A QUESTO MIO CANALE YOUTUBE NON MI CONSENTE DI: 1. AGGIUNGERE I CANALI PREFERITI, 2. E DI MOSTRARE LA PAGINA DEI COMMENTI!
Unius kingREI
Unius kingREI10 ore fa
la LITUANIA ha espulso i giornalisti RUSSI, perché, i governi tecnocratici europei hanno paura della libertà di parola, e, i giornalisti non graditi, rappresentano un pericolo mortale per la sicurezza nazionale LITUANA massonica! Quindi, c'è una ASSOCIAZIONE nazista usurocratica: "RUSSIA LIBERA" che ha paura dei giornalisti, quì in Lituania, c'è, il centro di eccellenza della comunicazione strategica della NATO (un vecchio strumento della guerra fredda ) un ufficio di calunnie di guerra di informazione contro la RUSSIA https://youtu.be/y2b08oLDPi4
Unius kingREI
Unius kingREI10 ore fa
PTV news 10 marzo 2016 - Lituania: espulsi giornalisti non graditi  10 mar 2016. questo è il regime tecnocratico SpA BANCHE CENTRALI, regime massonico Bildenberg, ormai, i sodoma GENDER satana Scimmie DARWIN anticristo ci hanno messo in una situazione di pre-guerra mondiale contro la Russia!
- Lituania: espulsi giornalisti non graditi
- Francia: 500 mila contro Hollande
- Gentiloni il cauto https://youtu.be/y2b08oLDPi4  albano817 ore fa
I valori dell'occidente... libertà di stampa. MrChanakkale, Nel baltico l'informazione rimane congelata
Unius kingREI
Unius kingREI11 ore fa
Harry Louis ] CREDI A ME LOUIS, è UN VERO PECCATO CHE DIO NON TI HA DATO LA VAGINA! [ I'm a simple and honest man, I love bringing peace it's my topmost priority.
Ha frequentato the United States Military Academy (USMA) Ha vissuto qui: United States https://plus.google.com/u/0/110102833254689193616/posts Harry non ha condiviso niente con te. Le persone sono più propense a condividere contenuti con te se le aggiungi alle tue cerchie. amico amico!

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www.italianiliberi.it IL MISTERO DELLA DEMOCRATICA FEMMINILIZZAZIONE DELL'ITALIA di Raffaello Volpe ItalianiLiberi | 01.02.2016 MODA E POPOLI SCOMPARSI Giacomo Leopardi fu sicuramente tra i primi a intuire l'importanza della moda, nel "Dialogo della Moda e della Morte" (Operette Morali), scritto nel 1824, pone una terrificante figura che rappresenta la Moda, la quale reclama con lucidità la propria sorellanza con la Morte. Nel 1845, "In vino veritas", Kierkeegard descrive la moda in generale come "male". Similmente, nel primo Novecento, a seguito degli studi di Georg Simmel e Thorstein Veblen, in un articolo del 1919 anche l’antropologo Alfred 1 Kroeber, avendone compreso l’influenza sistemica, parlò dell'abbigliamento definendo l'abbassarsi e accorciarsi di scollature e gonne come "sistema della moda". Questo ci fa intuire che nessuno di costoro prese l'idea in prestito dall'altro (Kroeber non conosceva ad esempio Leopardi), ma è semmai la riprova della sincronicità di un modello culturale. L'antropologo Edward T. Hall chiarì: " La cultura è comunicazione e la comunicazione è cultura " . Solo gli antropologi hanno compreso fino in fondo 2 l'ineffabile capacità della moda di essere veicolo di valori, in quanto le mode si “consumano” analogamente ai processi di un modello culturale e nessuna cultura è immune dall’incessante mutare di usi e costumi. Questi ultimi costituiscono, infatti, l'insieme organico di qualsiasi "modello culturale globale" , il quale è "vivo" non solo perché è in vita il gruppo che l'ha creato, ma è anche “sensibile” 3 in quanto caratterizzato dall'essere un "insieme organico strettamente interrelato nelle sue parti". Naturalmente, i valori impliciti negli "usi e costumi" fondano la "rete" di significati che permette ai popoli di vivere dando un “senso” alla propria esistenza, essi appartengono al nostro vissuto quotidiano e sintetizzano ciò in cui crediamo; sono “super-organici”, perché si evidenziano come proiezioni al di fuori dell'organismo, anche quando il “corpo” è un popolo. Da questo punto di vista, i valori possono essere considerati "strumenti" a tutti gli effetti i quali, pur nella loro forma astratta, si "consumano" non meno degli oggetti concreti. Quando l'insieme complesso dei valori comincia a perdere i suoi elementi primari o si trova di fronte a "contro-valori" che ne mettono profondamente in crisi la coerenza, quella determinata cultura perde la direzione di senso e "scompare" concretamente. Popoli "scomparsi" nella storia dell'umanità ce ne sono così tanti da far rabbrividire anche lo storico più incallito il quale spesso non riesce a comprendere i “silenzi” inauditi di queste eclissi antropologiche. Come tanti altri, che per ruolo rivestono la figura dell'intellettuale, gli storici sono stati certamente ingannati dall’”ovvietà” dei significati culturali che loro stessi si son trovati a vivere; talvolta, si sono legati al potere al punto di non poterne evitare l’influenza o, nei casi peggiori, il delirante condizionamento. Questa soggezione al potere c’è sempre stata e nella prospettiva temporale della lunga durata ha impedito di comprendere i numerosi errori del vissuto umano nella storia, in particolare dei governanti, che, soprattutto nel nostro Paese, si sono avvicendati nei millenni agli stranieri, come ancora oggi accade. LE LUNGHE GONNE DELLA CRISI ECONOMICA Gli antropologi sono dunque coloro che dalla seconda metà dell’Ottocento si sono accostati al “vissuto del quotidiano” per motivi d’impostazione metodologica, ponendo così l’attenzione non solo sui singoli “eventi” storici ma anche sul comportamento dei popoli, e quindi sulle “mode” che Kroeber, A.L., On the principle of order in civilization as exemplified by changes in fashion , in "American anthropologist", 1919, 1 XXI, 3, pp. 253-263 (tr. it. in: La natura della cultura , Bologna 1974, pp. 619-627). Hall T. Edward, Il linguaggio silenzioso , Casa editrice Valentino Bompiani & C. S.p.A., Milano 1969, pagg. 113-121, 221 2 Edward T. Tylor lo definì nel 1871. 3 1 cambiavano nel tempo. Dopo l’impulso di Alfred Kroeber, altri antropologi, quali Edward T. Hall e Desmond Morris — il primo fu l'inventore della prossemica e il secondo il prosecutore della strada aperta dal primo — si sono soffermati sul rapporto fra la lunghezza delle gonne e l'andamento dell’economia nella storia a partire dalla fine della prima guerra mondiale. Addirittura, Morris definisce “misteriosa” la tendenza occidentale delle gonne ad “alzarsi” con l’incremento dei valori borsistici e ad “allungarsi” allo “scendere” degli stessi. Morris, si sorprendeva del fatto che nei periodi di crisi economiche la quantità di tessuto utilizzata fosse maggiore, mentre avrebbe dovuto essere minore per risparmiare . Il “mistero” oggi è stato svelato. Se le donne sono state considerate 4 sin dalla preistoria “merce di scambio” primaria fra maschi (“Io do una donna a te, tu dai una donna a me”), unici creatori di cultura, è evidente che l’altezza della gonna, per effetto dell'opposizione coprire-scoprire, indica ancora oggi l’offerta delle donne all'interno dei gruppi umani. In definitiva, se con le crisi economiche le gonne si sono sempre “allungate”, rivelando una generale diminuzione dell’offerta di scambio di donne fra maschi, l’andamento positivo delle borse sottende al contrario, una maggiore “circolazione” delle donne nella società. Tralasciando l'uso ormai frequente dei pantaloni da parte della figura femminile, moda assai "significativa" e interpretabile in base all’omologazione dei sessi per effetto dell'uguaglianza democratica , sorge spontaneo il confronto 5 con la crisi attuale, nella quale la regola della "circolazione" delle donne in rapporto alle crisi economiche è quanto mai capovolta; esse, infatti, nonostante la crisi sono sempre più "scoperte". Se pensiamo alla pornografia dilagante o alle mode che lasciano visibilmente scoperto il corpo femminile, l'offerta di scambio fra maschi non appare soltanto "eccessiva", ma addirittura incoerente. Cerchiamo di capire il perché di questa "esagerazione", capovolta, rispetto a ciò che fino a ieri era stata una regola. LA SCOLLATURA AL POTERE E LA LIBERTÀ INESISTENTE Sappiamo bene, senza doverlo dimostrare, che l’adozione dell’euro è stata un fallimento; sappiamo anche che l’attuale crisi è pilotata in virtù di un euro “gonfiato” attraverso attività finanziarie il cui segreto obiettivo, nel sottrarre investimenti all'economia reale, è di eliminare fisicamente popoli e nazioni europee distruggendone i valori a partire dalle economie. Il sacro principio democratico del “tutti uguali”, già evidente nell’equivalenza “soggetto/persona = oggetto/prodotto” del liberismo economico, è stato silenziosamente imposto alle nazioni europee attraverso la creazione dell’unione europea; tale elemento ha rappresentato, ovviamente, il cavallo di Troia per annientare i significati valoriali che sono alla base della cultura occidentale. E le donne hanno rappresentato uno degli “strumenti” di distruzione più efficaci. Non c’è istituzione che odi le donne più dell’unione europea, il cui obiettivo consiste nel conseguire la riduzione del numero dei maschi nei luoghi di lavoro. Infatti, avendo a che fare con le sole donne nei ruoli chiave della gestione delle istituzioni pubbliche e private, chi detiene davvero il potere, all’interno di esse, ha gioco più facile nel raggiungere i propri obiettivi. È statisticamente provato che in un qualsiasi settore quando la presenza femminile supera il 10 % i maschi tendono ad andarsene . La regola del 10 % vale anche per i nostri politici: la 6 legge sulle quote rosa obbligatorie adottata in Italia, come nel resto d’Europa, sta a dimostrarlo. Con la forte centralizzazione del potere a Bruxelles e a Francoforte, sedi del Parlamento europeo e della BCE, l’unione europea tende a escludere i maschi dalle stanze del potere, in Italia come negli altri paesi aderenti all’unione, affinché l'Italia e l'Europa siano più facilmente asservite. Cosa c’è di più efficace, infatti, che consegnare un “finto” potere nelle mani delle donne e magari ad alcune di esse in particolare? Ed esattamente a coloro che oltre a gestire il potere, si atteggiano in abbigliamenti “seducenti”, elargendosi sia come "donne potenti" sia come “offerta” simbolica, ai maschi? Per verificare ciò, è sufficiente osservare con attenzione l’abbigliamento e i comportamenti “allusivi”, talvolta ai limiti della “grossolanità”, di alcune donne del Governo Renzi. Per quanto apparentemente “libere” da stereotipi “maschilisti”, le donne al potere non si rendono conto che mostrarsi in topless d’estate o sfoggiare scollature ammiccanti rivela un comportamento certamente in linea con le mode, oseremmo dire "populiste", ma si scontra inevitabilmente con il principio della “rappresentanza” democratica: oltre al fatto che anche la democrazia è potere. Tutte le Italiane mostrerebbero il proprio seno d’estate in spiaggia? Tutte approverebbero l’esibizione di scollature Morris Desmond, L'uomo e i suoi gesti , Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano, 1978, pagg. 220-221 4 Così come, per effetto dell'omologazione, piercing e tatuaggi coinvolgono anche i maschi. 5 Magli Ida, Figli dell’uomo – Duemila anni di mito dell’infanzia , RCS Libri S.p.A., Milano 2015, pag. 40 6 2 risposta, dobbiamo estendere l'osservazione ai maschi che ancora sono al potere in Italia. Tutti hanno abdicato alla dittatura dell'unione europea o hanno contribuito pesantemente all'abdicazione della sovranità nazionale abolendo confini territoriali e moneta nazionale, i capisaldi della sopravvivenza concreta di una Nazione. Per fuorviare gli Italiani, costoro si sono preoccupati di svendere alle multinazionali le aziende italiane più importanti, facendole fallire o introducendo norme in materia di tassazione a livelli di strozzinaggio medioevale . Dai governanti agli amministratori di aziende di 9 Stato, dai giornalisti dei Tg ai dirigenti ministeriali, tutti hanno meticolosamente mentito al popolo italiano con un cinismo e una ferocia che passeranno alla storia. Questo comportamento, definibile come la più grave delle forme di tradimento, rivela in realtà la "passività" dei nostri governanti, i quali, sempre proni ai diktat di Bruxelles, in quanto maschi al potere — cioè dotati di potenza virile — sono oramai “impotenti” perché hanno tradito l'impegno assunto nei confronti del popolo che li ha eletti come propri rappresentanti. La "Parola", in quanto falsa, nel loro caso non è più supportata della "Vis" coerente del vero potere, perché la "continuità" che lega il governante al suo popolo è stata interrotta. Essi non sanno che la potenza del pene, mattone di fondazione culturale, non può essere contraddetta, visto il suo legame indissolubile con la "potenza della parola" quando quest’ultima è coerente, cioè vera. È chiaro a questo punto il motivo per cui il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si sia circondato di donne: per camuffare l'impotenza che caratterizza il maschio al potere. Una tecnica utilizzata anche da altri, in quanto servi ossequiosi ai diktat di Bruxelles o, se vogliamo, delle "mode" imperanti: e tanto più le donne al potere mentiranno o appariranno feroci, volgari o procaci, tanto più efficace risulterà l'impostura. Dopo la “falsificazione” del linguaggio, ci troviamo di fronte allo stravolgimento delle immagini sessuali. Ci spieghiamo pertanto quell'aria da sufficienza del nostro attuale Presidente del Consiglio, bizzarra, in un capo di governo, se ciò non significasse che lui sa di essere il detentore di un potere “de-potenziato” a causa dell’”eccessiva” presenza di donne nel proprio esecutivo. Che Egli non creda neppure in se stesso? Solo chi non crede in se stesso, odiandosi profondamente, è naturalmente predisposto a obbedire ciecamente alle disposizioni dittatoriali di entità “superiori” come l’unione europea, ricercando altrove la “potenza” di cui non si dispone nemmeno interiormente. L'uguaglianza democratica ha una strada a senso unico anche per i nostri governanti: l'omologazione dei sessi, l’omologazione Gender. “QUANDO LA VIRTÙ DIVENTA DELITTO, NON C’È PIÙ POSTO PER DIO” 10 La de-virilizzazione ai vertici del potere in Italia e in Europa degli ultimi anni conferma la femminilizzazione già iniziata con l'adesione all’unione europea. Una dimostrazione indiretta del fatto che stiamo seguendo la stessa strada intrapresa sin dal 2001, è che il ministro della Difesa dell'attuale governo sia una donna. Un ruolo particolarmente sensibile, visto il panorama internazionale, il quale obbliga tale figura ad avere a che fare con rappresentanti di culture quali l'Islam, le cui sacre sure del Corano, descrivono le donne come contaminanti. Immaginiamo perciò quale sia la considerazione dei maschi islamici al potere, nell’incontrare ministri italiani donne, e in ruoli così sensibili. Il problema, è all'origine di questa femminilizzazione di cui il sintomo odierno ne è la diffusa passività servile, emblema della "libera" circolazione delle donne, come ho già accennato. Proprio perché questa pseudo-libertà è stata amplificata dalla pubblicità e dalle mode fino a farne una regola generale, avallata dal potere, lo scambio delle donne fra maschi è divenuto il punto di forza di un sistema globale che, al pari delle religioni, ha assolutizzato la condizione delle donne come merce di vendita. È questo il motivo per cui le religioni, che hanno sempre posto la "donna" come elemento fondante, sono in rotta di collisione con l'Occidente. Si tratta di due "visioni" della donna in opposizione, ma nella sostanza vivono della stessa assolutizzazione: la donna è un "corpo" da gestire. La domanda è semplice: se in Europa le donne devono "circolare" come "oggetto" di scambio, affinché i maschi europei (e non europei) possano felicemente "mescolarsi", perché permettere ai maschi musulmani di penetrare l'Europa sapendo bene che le donne islamiche, così come stabilito dal Corano, possono circolare soltanto con il velo? Il risultato è che la rappresentazione "troppo coperta" della donna islamica si sta scontrando con quella "troppo aperta" dell'Occidente. Due rappresentazioni che, pur nella dicotomia, trovano il loro fondamento nella sfera del "sacro". La necessità dell'unione europea, che ha cancellato confini e nazioni, è tutta qui: Sembra che l'Italia sarà l'unico paese a fallire non per effetto della crisi economica ma a causa della fortissima tassazione imposta 9 dai governanti. Estratto da una canzone medioevale dei Carmina Burana , Codex Buranus , sec. XIII) 10 4 imporre a tutti la libertà delle donne ― sembra quasi un ossimoro ― per apparecchiarne una, apparente per tutti. A quale scopo? Se nel caso delle donne abbiamo parlato di pseudo-femminilità, nel caso dei maschi al potere possiamo parlare di pseudo-mascolinità, cioè di "omosessualità mentale". I governanti, i giornalisti e gli intellettuali maschi hanno forse creduto che fosse più facile "nascondere" la propria condizione di servitù femminea assumendo la maschera ideologica di ideali assolutizzati come la fratellanza universale o l'uguaglianza democratica, solo all'apparenza mascolina? Molti di loro non lo hanno neppure compreso, forse soltanto qualcuno lo ha intuito, motivo per cui alle Camere c'è ancora oggi una certa sotterranea ritrosia ad accettare le "quote rosa". Fra costoro che pongono “resistenza”, alcuni sanno o intuiscono che l'arrivo delle donne al potere, non per merito, ma solo per una questione di parità numerica di "genere", comporterà una perdita di “potenza”, e quindi di potere per tutti. Per quanto i nostri governanti mascherino la loro vera natura, gli Italiani, viceversa, ne hanno intuito la sterilità senza futuro. Prevederli nelle loro mosse per evitarci le pericolose conseguenze di scelte che compiranno per il futuro dell'Italia, farà la differenza fra la vita e la morte. Anche la rassegnazione è rivelatrice di rinuncia femminea. Ancora una volta la Storia ci viene in soccorso, se osservata da punti di vista diversi. Vi furono donne, un tempo, che travestite da maschi, decisero di combattere nell’Impresa dei Mille al fianco di Giuseppe Garibaldi: e di morire per l’Italia con un fucile in mano. Raffaello Volpe (in caso di riproduzione si prega di citare la fonte e di riportare il link originale) 5
http://www.italianiliberi.it/edito16/la-democratica-femminilizzazione-dell-italia.pdf