Illegittimità delle istituzioni

Illegittimità delle istituzioni di Ida Magli ItalianiLiberi | 02.05.2014 La Cassazione ha confermato con un pronunciamento decisivo del 4 aprile scorso e con l’efficacia del “giudicato erga omnes” l’incostituzionalità dell’attuale legge elettorale. Un’incostituzionalità che era già stata dichiarata a gennaio dalla Consulta. “È stato accertato e dichiarato – afferma fra l’altro la Cassazione - che i cittadini elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale. ”Discende da tale affermazione un’inevitabile conseguenza, ossia che: “Il principio di continuità dello Stato non può legittimare fino alla fine della legislatura le Camere elette in violazione della libertà di voto e che sono il frutto della grave ferita inferta alla logica della rappresentanza.” >> continua editoriale Una giornata senza Vangelo di Ida Magli ItalianiLiberi | 27.04.2014 A Day Without the Gospel La giornata della canonizzazione dei papi è una giornata senza Vangelo e senza Gesù, contro il Vangelo e contro Gesù. L’esaltazione che la Chiesa fa di se stessa dichiarando “santi”, ossia perfetti seguaci di Gesù, i rappresentanti del potere della Chiesa incarnato nei Papi, è veramente degna della pompa medioevale, quando appunto erano i Re, i Principi, i Fondatori degli Ordini ad essere immediatamente posti sugli altari in qualità di Santi, proposti alla venerazione dei popoli per le loro virtù nell’esercitare il potere. Ovviamente la maggior parte di coloro che si precipitano a Roma in questa occasione non conosce quasi per nulla i motivi che hanno spinto Ratzinger prima, e subito dopo Bergoglio, ad affrettare al massimo la canonizzazione di Roncalli e di Wojtyla; ma questi motivi sono quasi totalmente dovuti al bisogno di mettere fine, in modo che non fosse più possibile discuterne da parte di nessuno, ai dubbi che hanno accompagnato fino ad oggi le tesi del Concilio Vaticano II, Concilio voluto da Roncalli e avallato da Wojtyla (oltre che ovviamente da Ratzinger il quale è stato per oltre vent’anni, in qualità di Prefetto della Congregazione della Fede, il braccio destro e la guida teologica di Wojtyla). Il folto gruppo dei teologi tradizionalisti, moltissimi credenti cattolici, hanno dibattuto il contenuto del Concilio mettendone in luce tutti gli aspetti più contrastanti con l’interpretazione che la Chiesa ha dato nel corso dei secoli ai testi evangelici, come testimoniano anche gli innumerevoli libri di commento al Concilio che sono stati pubblicati nel corso degli anni. Le canonizzazioni chiudono violentemente ogni discussione: se sono Santi è perché sono stati “perfetti” seguaci di Gesù. >> continua editoriale Combattere Renzi o sparire di Ida Magli Il Giornale | 24.04.2014 Fight Against Renzi or Disappear Forza Italia non ha una strategia, afferma Bondi? Forza Italia non ha più, non soltanto una strategia, ma nulla, nulla di ciò per cui era nata: né pensiero, né anima, né intelligenza, né occhi per vedere né orecchie per sentire tanto da non essersi accorta che viviamo già da anni in una dittatura. Dove sono i Liberali, i Moderati di cui tanto si parla? Se sostengono Renzi non sono né liberali, né moderati. Non c’è né libertà né democrazia in un paese nel quale sono contati tutti i soldi che spendiamo e controllati ogni giorno i conti correnti. Che differenza c’è con la regola dei passaporti interni del regime sovietico? Il corrispettivo del passaporto è il numero delle monete che determina di quanti chilometri ti puoi allontanare. “È attraverso i soldi che li imprigionerete”. Questa la regola su cui è fondata Bruxelles e affidata ai migliori esecutori sulla piazza italiana: Monti, Letta, Renzi. Se Bondi non riesce a capirlo è perché è sprofondato, come tutta Forza Italia, in un abisso di depressione. Ma non ve ne accorgete dunque che Renzi vi sembra tanto attivo soltanto perché voi non vi muovete più? Perché non osate né pensare, né agire, tirar fuori un’idea, una che sia una, che non sia la ripetizione a frammenti dei triti e ritriti debiti da pagare, Maastricht da rispettare, e non avete più neanche una briciola di fiducia in voi stessi e nell’intelligenza degli italiani? >> continua editoriale Si parla molto della crisi o addirittura della prossima morte dei libri, di tutto ciò che è stampato. Abbiamo chiesto a una carissima amica degli Italiani Liberi, che è di professione direttrice di biblioteca, di raccontarci qualche cosa del suo rapporto con i libri facendoci anche un po’ conoscere dall’interno la vita di una biblioteca. Lettori si nasce o si diventa? di Federica Zanoni ItalianiLiberi | 18.04.2014 Ho accolto con piacere l’invito degli Italiani Liberi a parlare di libri e di biblioteche anche se io sono sfacciatamente parte in causa. Ma proprio perché, contrariamente a quanto succede a tanti lavoratori, ho avuto la fortuna di poter svolgere il lavoro che amo, di godere la compagnia silenziosa e consolante dei libri durante tanta parte della mia vita, vorrei poter condividere con il maggior numero possibile di persone questa consolazione e questa forza. Ed eccomi qui, a dirlo intanto a voi, agli amici degli Italiani Liberi che leggono questo sito. >> continua editoriale La dittatura dell'illegittimità di Ida Magli Italianiliberi | 06.04.2014 Finalmente “Renzi il Giovane” è riuscito ad inaugurare la nuova Era, quella del primato dei giovani. L’eliminazione del Senato, il più antico consesso romano di governo degli Anziani (Seniores) significa – ed è – soprattutto questo, gridato a gran voce, simbolicamente ma anche concretamente: “Via i vecchi”! Il Ministro del lavoro sta pensando ai prepensionamenti per dare lavoro ai giovani ed è sicuramente inutile fargli notare che soltanto con il sistema di certi popoli “primitivi”, quello di abbandonarli senza acqua né cibo in luoghi disabitati, sarà possibile oggi liberarsi dei vecchi dato che è la maggiore conquista della nostra civiltà aver allungato di oltre un terzo la durata media della vita sconfiggendo il tifo, la tubercolosi e la mortalità per parto. Probabilmente la signora Madia non sa che le donne morivano giovanissime perché affrontavano partorendo un rischio di morte talmente alto che la Chiesa l’aveva equiparato a quello dei soldati in battaglia emanando per le partorienti lo stesso obbligo di confessarsi, all’inizio delle doglie, in vigore per i soldati prima del combattimento. Lo stato di salute e la durata della vita dei cittadini è il dato primario che connota una società: non è capace di governare chi non se ne rende conto al punto di credere di poter tenere una parte del gruppo fuori dal gioco. >> continua editoriale ELEZIONI EUROPEE Ida Magli: QUALI SONO I MOTIVI PER I QUALI RITENGO ERRATO PRESENTARSI ALLE ELEZIONI EUROPEE 05.04.2014 >> continua Votare non serve, l'Ue è solo una farsa di Ida Magli Il Giornale | 15.03.2014 Renzi “sfida l’Europa”, come afferma il Corriere della Sera, gridando ai quattro venti che l’Italia terrà fede ai parametri di Maastricht. Se non fosse che tali affermazioni riguardano sessanta milioni di cittadini italiani troveremmo paradossale o addirittura grottesca la situazione in cui si muove il capo del governo e le leggi che promette di mettere in atto entro i prossimi mesi. Sembra, infatti, che Renzi e tutti i politici insieme a lui, si siano dimenticati che la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge con la quale l’attuale Parlamento è stato eletto. Di che cosa parla, dunque, Renzi? Riformare la Costituzione mentre si è fuori dalla Costituzione? È così sproporzionato alla realtà il suo vagheggiare: ad aprile questo, a maggio quest’altro, che si finisce col lasciarsi trasportare nel mondo surreale dei suoi sogni. >> continua editoriale Il mercato delle donne di Ida Magli il Giornale | 07.03.2014 Oggi si è inceppato l'iter della nuova legge elettorale di fronte a una questione, quella dell'immissione delle quote femminili che, in base anche al clima sociale e politico formatosi negli ultimi tempi, si riteneva fosse ormai un dato pacificamente acquisito. Sono passati molti anni dalle prime accesissime battaglie in proposito e non dovrebbe più essere necessario fermarsi a spiegare come il sistema brutale del «rendere giustizia» ai gruppi svantaggiati, come è stato fatto negli Stati Uniti d'America per i neri e le donne, fissando in partenza le quote a loro riservate nelle sfide politiche, nei concorsi universitari, nelle borse di studio, ecc., pur essendo in apparenza il più semplice e diretto, abbia portato a conseguenze così pesantemente negative da indurre in molti casi gli stessi gruppi «protetti» a rinunciarvi. Conseguenze negative ovviamente per l'abbassamento del prestigio, implicito per coloro che «vincono» in base alle quote riservate. >> continua editoriale L'Italia nelle mani degli adepti servilissimi del mondialismo e dell'Ue di Ida Magli ItalianiLiberi | 20.02.2014 Italy in the Hands of the Servile Followers of Globalism and of the Eu Sembra incredibile che perfino un uomo come Berlusconi, esperto di ogni tipo di comunicazione e da sempre nemico del comunismo, non si sia reso conto di ciò che è avvenuto in Italia nel giorno dell’avvento di Matteo Renzi. Anzi, ha affermato che Renzi gli è simpatico perché, oltre ad essere un uomo del fare, non è un comunista. Errore gravissimo da parte di Berlusconi. La scena più pubblica, più “democratica” possibile del lupo che afferra e divora un appartenente alla propria specie, è tipica dell’avvento del dittatore comunista. È stato così che Lenin ha preso il potere. Dopo essersi assicurato il consenso di tutti, Lenin ha baldamente comandato: si voti. E tutti hanno obbedito. Soltanto un piccolo episodio ha indicato quale sarebbe stato il successivo svolgersi degli avvenimenti. Una guardia si è avvicinata a Lenin e gli ha chiesto: “Cosa ne faccio di questo poeta che non vuole votare?” e Lenin sbuffando ha risposto: “Cosa ne vuoi fare, cretino? Fucilalo”. Il poeta è stato fucilato. >> continua editoriale Il referendum svizzero di Sergio Pastore ItalianiLiberi | 11.02.2014 Pubblichiamo con molto piacere un articolo sui risultati del referendum svizzero scritto per gli Italiani Liberi da un vecchio, carissimo amico, che conosce la situazione ed è in grado di valutarne i significati e le implicazioni meglio di chiunque altro essendo un italiano che vive da sempre in Svizzera. Questo referendum è importantissimo anche per tutti gli altri Stati dell'Ue, e per l'Italia in particolare, prima di tutto per il fatto stesso che uno Stato si è deciso a indire un referendum per conoscere la volontà del popolo - cosa silenziosamente proibita in Europa - e perché il suo risultato dimostra come i singoli popoli non abbiano ancora del tutto perso il desiderio di vivere, e di resistere all'ideologia distruttiva dei governanti che si servono dell'immigrazione per sopraffare e disperdere l'identità e la sovranità dei loro sudditi - Ida Magli ___ La Svizzera non dice di no all'immigrazione, ma intende gestirla in base alle sue necessità e capacità recuperando una parte di sovranità perduta. E questo non piace all'UE, forse anche perché l'esempio della piccola repubblica alpina potrebbe risvegliare il desiderio represso di libertà di altri paesi europei prigionieri di quella costruzione detta Unione Europea che intende cancellare frontiere e nazioni e creare l'uomo europeo. >> continua editoriale Italia città aperta di Ida Magli ItalianiLiberi | 17.01.2014 Italy, Open City Stamani i Grillini sono usciti di casa senza chiudere la porta. Anzi, appena giunti in strada hanno gettato le chiavi nel primo cassonetto. Chiunque entri in “casa loro” - definizione ormai priva di senso - non commette nessun reato, è libero di entrarvi e di dichiararsene familiare. Altrettanto hanno fatto, uscendo di casa stamani, Renzi e tutti i suoi sostenitori, gli appartenenti al Pd che guardano con entusiasmo al governo Letta e ai suoi ministri. Finalmente è stata imboccata la strada giusta: far sparire lo Stato italiano e il popolo italiano. >> continua editoriale Cipro, causa contro l'Europa per il prelievo forzoso nei conti I correntisti portano in tribunale Eurogruppo e Bce, responsabili delle misure decise a Bruxelles per risanare le banche dell'isola di Francesco De Palo | Il Giornale ed. online Ven, 03.01.2014 - 08:42 E adesso cosa potrebbe accadere se i cittadini vedessero riconosciute le proprie ragioni nel primo caso continentale di una class action contro la troika? Ben cinquanta depositanti ciprioti hanno citato in giudizio l'Eurogruppo e le altre istituzioni dell'Unione Europea (come la Banca Centrale Europea) per l'haircut sui loro depositi. >> continua editoriale Il giro delle finzioni di Ida Magli ItalianiLiberi | 16.12.2013 Tutti i politici di uno Stato che pretende di far parte della società democratica dell’Occidente avrebbero dovuto dimettersi immediatamente all’annuncio dell'incostituzionalità della legge in base alla quale erano stati eletti. Il capo del governo a sua volta, subito dopo le dimissioni, avrebbe dovuto dichiarare che sarebbe rimasto in carica per indire immediate elezioni e per gli affari urgenti. La finzione con la quale invece gli organi istituzionali hanno deciso di ignorare la delibera della Consulta continuando a fare decreti e progetti a lungo termine ha dato il colpo di grazia ad uno Stato che viveva già da anni al di fuori delle regole costituzionali assecondando le iniziative in tal senso del Presidente della Repubblica. Per gli italiani questo ha significato perdere ogni fiducia e ogni stima non soltanto verso i rappresentanti, ma verso gli uomini che avrebbero dovuto incarnarli. Qui non si tratta di ruberie, di favoritismi, di sprechi cui si è ormai rassegnati: l’annuncio dell'incostituzionalità e quindi dell’invalidità di tutto il meccanismo istituzionale su cui si regge la Repubblica è stato una bomba che ha suscitato un senso di vero e proprio sgomento. >> continua appuntamento Presentazione a Roma di DIFENDERE L'ITALIA di Ida Magli giovedì 12 dicembre, ore 18.30 Via Milano 15/17 link: DIFENDERE L'ITALIA - BUR Rizzoli editoriale La Grecia si consegna alla dittatura della Ue Greece surrenders to the European Dictatorship di Ida Magli il Giornale | 10.11.2013 La Grecia! Sembra impossibile, nonostante tutto quello che è avvenuto in questi ultimi anni di crisi, che sia la Grecia a cancellare definitivamente se stessa come Stato indipendente e come faro di civiltà. Quella Grecia della quale l’Europa non si è mai dimenticata durante i lunghi secoli della sua storia, con il suo Omero e il suo Partenone, con le sue Olimpiadi e il suo Ulisse, quella Grecia per la cui libertà hanno combattuto e sono morti Santorre di Santarosa e George Byron, oggi rinuncia del tutto alla propria identità e si consegna alla dittatura europea. Il Parlamento sta per approvare, infatti, una norma che, riassumendone in poche parole il senso, punisce con la reclusione per almeno sei mesi chiunque violi le decisioni del “regolamento UE”. A questo punto di sottomissione sono giunti, dunque, i governanti greci? Non ce ne dobbiamo meravigliare, per quanto ci addolori immensamente, perché, quando si è accettato di vendere (di svendere) tutte le proprietà di un Popolo, come hanno fatto in quest’ultimo periodo i politici, dimenticando che non ne sono i proprietari, ma soltanto i temporanei amministratori; quando si è accettata la conduzione economica della cosiddetta Troika, ossia degli inviati del Fondo monetario internazionale e della Bce, costringendo i greci a vivere nelle più misere condizioni pur di continuare a far parte dell’euro, l’abbrutimento finale è inevitabile. >> continua editoriale Scusarci per Lampedusa è un grave errore Apologizing for Lampedusa: a serious mistake di Ida Magli il Giornale | 10.10.2013 La società italiana è fra le più avanzate sul piano scientifico, giuridico, artistico, tecnico. Quello che non possiamo, e non vogliamo fare, è essere costretti a comportarci come se, viceversa, fossimo poveri selvaggi, privi di capacità razionali che di fronte alle calamità si gettano in terra, gridando le proprie colpe al cielo e il proprio dolore al mondo nella speranza che la prossima volta il cielo e il mondo siano più clementi. I nostri governanti perciò la smettano di comportarsi come sciamani in terra d’Africa, con bandiere a mezz’asta legate al bastone alzato a supplicare gli Dei e i minuti di silenzio invocati col triplice suono del corno. Adesso basta menzogne. Vogliamo affrontare la questione degli immigrati a Lampedusa con la razionalità con la quale siamo allenati a risolvere le questioni in Italia, non con la mentalità di chi in Africa invoca le piogge. I morti di Lampedusa non li abbiamo ammazzati noi. >> continua editoriale Alla gara del tradimento A Competition in Betrayal di Ida Magli ItalianiLiberi.it | 04.10.2013 È un terribile destino quello di doversi vergognare, davanti a se stessi e davanti al mondo, dei propri governanti, un destino che la storia ha riservato da molti secoli agli Italiani, sempre uguale lungo il succedersi di Papi, Re, Imperatori, Principi, Dogi. La democrazia non ha cambiato nulla a questo orrido scenario, anzi: da quando abbiamo dei parlamentari, dei “rappresentanti”, l’umiliazione è diventata il nostro pane quotidiano proprio perché in teoria ci “rappresentano”, sarebbero “noi” nel loro modo di essere e di agire. La miseria dei loro comportamenti ci ha inflitto fin dai primi passi della vita parlamentare tutte le umiliazioni possibili; tuttavia ci eravamo illusi che non si potesse superare la vetta raggiunta con Mani Pulite. Quello cui abbiamo assistito nel giorno della conferma del governo Letta invece è andato al di là di ogni possibile previsione. >> continua editoriale L'Italia ostaggio di quel 3% che ci ha spinto nel baratro Italy Hostage of the 3% that Pushed us into the Abyss di Ida Magli il Giornale | 23.09.2013 Penso che siano molti gli italiani che oggi vorrebbero, come me, poter scrivere una lettera confidenziale ad Angela Merkel, alla «donna» Angela Merkel che ha in mano, con il potere politico, il destino presente non soltanto dei tedeschi, ma di tutti coloro che sono legati a Maastricht e alla moneta euro. Perché vorremmo scrivere alla donna Merkel, più che al capo del governo della Germania? Perché l'euro, Maastricht e la «dittatura del 3%» hanno portato terribili sofferenze a coloro che vi sono stati coinvolti; perché la crisi che ha investito l'Europa è dovuta, in modo diretto tanto quanto in modo indiretto, ai parametri di Maastricht e alla sua moneta; perché le migliaia di suicidi di Francia (chi potrà mai dimenticare i 57 suicidi dei dirigenti di France Telecom?) di Grecia, d'Italia, sono stati provocati da questa crisi, così come le migliaia di disoccupati, di imprenditori falliti, di aziende costrette a chiudere. Faccia un giro nella Lombardia, motore dell'economia produttiva italiana, cara Signora Merkel, e vedrà il risultato del grande mercato promesso da Maastricht e dalla sua moneta: le fabbriche sono tutte chiuse. >> continua editoriale Videodiscorso di Berlusconi di Ida Magli ItalianiLiberi | 19.09.2013 Il giorno 18 settembre 2013 il video discorso di Berlusconi ha messo la parola fine a qualsiasi speranza che potesse essere lui a liberare l’Italia dalle catene che la stanno strangolando. Era stato detto nei giorni scorsi che ci aveva riflettuto molto, che era stato incerto sulle decisioni da prendere, ma nel testo che abbiamo ascoltato non c’è neanche un riferimento a una vera riflessione, a una possibile incertezza. Siamo stati noi, invece, gli italiani che, ascoltandolo, ci siamo resi conto, e questa volta senza più alcuna illusione, che Berlusconi non ha capito nulla di quello che è stato fatto in Europa, nulla di quale sia il prossimo destino della nazione Italia. Sembra incredibile una tale cecità in una persona che pure ha saputo vivere, organizzare un’importante azienda e proprio in un campo dove il prodotto da mettere sul mercato esige la massima capacità di “comunicazione”, di rapporto con gli uomini e con le culture. Adesso sappiamo con certezza che Berlusconi appartiene allo stesso mondo degli altri governanti e politici in Italia e in Europa, con un’aggravante: gli altri sanno di che cosa parlano, cosa vogliono raggiungere, di quali centri di potere sono servi. Berlusconi parla invece come se non conoscesse il significato di ciò che dice, perfino di ciò che ha progettato per il futuro. >> continua editoriale Lettera aperta a Silvio Berlusconi di Ida Magli ItalianiLiberi | 06.09.2013 Gentile Signor Berlusconi, stiamo vivendo dei giorni decisivi, non per il Pdl o per il governo Letta, ma per l’Italia e, di conseguenza, come è sempre successo nella lunga storia che abbiamo alle spalle, anche per l’Europa. Mi sono decisa a scriverle questa lettera perché lei è l’unica persona che sia in grado oggi di prendere una decisione fortissima. Si tratta di una decisione indispensabile per non far sparire dalla storia l’Italia come nazione, e non uccidere gli italiani come popolo: abbandonare l’euro ritornando alla sovranità monetaria, uscire dall’Unione europea che è stata creata per eliminare gli Stati nazionali, e combattere, con la forza del Pdl, ma soprattutto con la forza di tutti quegli italiani che amano l’Italia, contro i governi euro-comunisti, a cominciare da quello Letta. Credo di avere il diritto di rivolgerle questo appello in base al fatto che le mie previsioni, con venti anni di anticipo sulla situazione catastrofica attuale, si sono verificate alla lettera. Erano previsioni basate sul metodo scientifico, più certe di quelle statistiche e d’opinione sulle quali Lei è solito regolare le scelte, come i fatti hanno dimostrato. Il mio primo libro Contro l’Europa è stato pubblicato da Rizzoli nel 1997. Da allora ho scritto su questi argomenti centinaia di articoli, molti dei quali pubblicati da “Il Giornale”, e altri due libri, sempre pubblicati da Rizzoli: La dittatura europea e Dopo l’Occidente. C’era tutto: la crisi economica, la vittoria del comunismo, il dispotismo dei banchieri, l’invasione immigratoria, il fallimento del progetto europeo, la conquista africana e islamica dell’Italia e dell’Europa, la fine del cristianesimo, la psicosi ugualitaria. Il Direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, mi ha chiamato al telefono immediatamente dopo l’annuncio delle dimissioni di Ratzinger, gridandomi: “Allora Ida, questo è “dopo l’Occidente?”. Sì, questo è dopo l’Occidente. Ossia la fine della civiltà europea e il mondialismo ugualitario al potere. Un Gesuita a capo dei cattolici né è la prova più sicura. Gesuitismo e “accomodamento” sono la stessa cosa (ha subito ricevuto sorridendo la signora Bonino: questo è l’accomodamento). Ma io ho il dovere, oltre che la passione per la verità e l’amore per gli italiani, proprio perché so che siamo quasi al momento dell’agonia, di chiedere con tutte le mie forze di salvarci a chi è in grado di farlo. Lei ha soltanto questo modo per rimanere alla storia, come ritengo desideri e voglia, in quanto i passati vent’anni di berlusconismo hanno “accompagnato” l’unificazione europea, la moneta unica, la distruzione degli Stati, l’ugualitarismo comunista, la cancellazione della borghesia, come avrebbe fatto qualsiasi altro governo e quindi non hanno inciso nella storia. Non chieda la grazia; non costringa gli italiani, visto che lei è un italiano, a vergognarsi insieme a Lei. Galileo è stato condannato, dopo un terribile interrogatorio e la tortura, agli arresti domiciliari, non per due o tre anni, ma a vita, e l’Inquisitore, il gesuita Cardinal Bellarmino, ha intimato, come pena aggiuntiva, che fossero cercate e bruciate in un rogo pubblico tutte le copie del Dialogo dei Massimi Sistemi, causa prima del processo e della condanna. Eppure Galileo, prigioniero nella piccola stanza di Arcetri, ha continuato a corrispondere e discutere con tutti gli scienziati del mondo sul funzionamento dei Massimi Sistemi e gli italiani non hanno avuto paura di trascrivere il Dialogo e di nasconderne, pena la morte, decine di copie a un Tribunale che possedeva strumenti di ricerca molto più efficienti di quelli del Tribunale di Milano, e le hanno nascoste tanto bene che sono arrivate fino a noi. Questa è la storia vera degli italiani, non quella di vigliacchi e mafiosi, stereotipo costruito appositamente da coloro che ci governano per trattarci come un popolo indegno della libertà. Lei, Signor Berlusconi, potrà continuare a dirigere il partito anche dagli arresti, eventualmente anche dal carcere, perché tornare alla sovranità, all’indipendenza, alla difesa del territorio e dell’identità italiana dall’annientamento europeo e immigratorio, significa ricominciare a credere di avere un futuro, per sé, per i propri figli, per l’Italia, e avrà tanti italiani a incoraggiarlo e ad esaltarlo quanti non ne ha ancora mai avuti. Crede, forse, che l’imposizione del pensiero politicamente corretto (strumento ben diverso dalla censura dell’espressione ) non abbia influito nel mettere a tacere i desideri più profondi e più veri della maggioranza degli italiani? Quale libertà è possibile a chi è costretto a “pensare” a “sentire”, quello che vogliono i governanti? Crede davvero che i problemi degli italiani siano l’Imu o l’aumento dell’Iva? Tacere, anzi essere “accoglienti”, davanti all’invasione della propria terra è talmente contro natura che il “Laboratorio per la distruzione”, quel potere che silenziosamente dirige i politici d’Occidente, ha programmato l’immigrazione come arma assoluta per indurre i popoli d’Europa, e prima di tutto gli italiani, al suicidio, all’estinzione volontaria. Per questo non si fanno più figli: non fa figli chi sta per uccidersi. La nostra è ormai con tutta evidenza una società patologica; la psicosi dell’ugualitarismo ha raggiunto i centri del sistema logico e crea, come sempre nelle ossessioni fobiche, forme di realizzazione fuori dalla realtà, fuori dalla natura. Purtroppo le diagnosi di patologie psichiatriche di un gruppo non vengono quasi mai prese in considerazione per ovvi motivi: non c’è il corrispettivo sicuro della “normalità”. Tuttavia ci sono stati esempi recenti nella storia dai quali i nostri governanti potrebbero apprendere qualcosa: l’implosione della Russia sovietica, dopo i suoi “lavaggi del cervello”; gli stermini finali della Cambogia, lo stesso Libretto rosso e la sua smisurata esaltazione in Cina. Tutte patologie dovute all’ossessione dell’ugualitarismo. È indispensabile fermare questa ossessione. Lei può farlo, signor Berlusconi. La prego di farlo. Grazie Ida Magli 6/9/2013 editoriale La nuova Costituzione ungherese (che all'Ue non piace) di Ida Magli ItalianiLiberi | 20.08.2013 Questo è il Preambolo della nuova Costituzione ungherese, molto osteggiata, come è noto, dall'Unione europea. Non c'è da meravigliarsene: lo spirito che l'anima è del tutto contrario agli intenti dissacratori dell'Europa che tende, anche se ancora non c'è riuscita, a eliminare gli Stati nazionali, l'amore per la patria, per la lingua, per la religione, per la storia di ogni singolo popolo per giungere a omologare tutti gli abitanti del continente in una massa informe, priva di sentimenti e di valori. Gli Italiani Liberi si propongono di stringere dei legami di conoscenza e di solidarietà con l'Ungheria nella speranza che nasca finalmente, almeno fra alcuni dei paesi dell'Ue, la volontà di sottrarsi all'annientamento predisposto dai politici al servizio di Bruxelles, fra i quali eccellono i governanti italiani. L'Ungheria gode del vantaggio di non partecipare all'area euro, avendo conservato la sovranità monetaria, cosa che le ha permesso di recuperare in poco tempo un'economia in crescita e di rimborsare totalmente il prestito onerosissimo del Fondo monetario internazionale. >> continua editoriale Nessuno ama l'Italia di Ida Magli ItalianiLiberi | 05.08.2013 Tutto ciò che ha scritto Magdi Cristiano Allam nell’articolo pubblicato è verissimo (Il Giornale del 5.08.2013). Infatti, è diventato sempre più difficile dichiarare che si ama l’Italia, visto che i diritti degli immigrati vengono quasi sempre anteposti a quelli degli italiani. Ma è ormai da diversi anni che mettere in luce quali siano i terribili danni inferti dalla politica italiana ed europea all’identità, alla cultura, alla storia, e alla stessa sopravvivenza fisica del popolo italiano, è diventato un esercizio inutile. Inutile perché il presupposto dal quale è necessario partire per tirare le somme da questo tipo di analisi è l’opposto di quello da cui parte Allam. Invece di domandarsi se si ama ancora l’Italia, bisogna riconoscere a viso aperto che l’Italia è odiata. Tutto quanto è successo e continua a succedere ogni giorno è voluto, è programmato allo scopo di distruggere l’Italia e gli italiani. Non è possibile credere, infatti, che tutti coloro che governano in Occidente, in Europa, in Italia, siano degli imbecilli, incapaci di capire quale sarà il risultato di ciò che decretano, che legiferano e che va sempre con una strettissima logica nella stessa direzione: la distruzione dell’italianità, della libertà, della sovranità, della società, dello stesso popolo italiano se per popolo si intende un gruppo solidale e teso al proprio bene e a quello dei propri discendenti. >> continua editoriale La corsa verso l'abisso Running towards the Abyss di Ida Magli ItalianiLiberi | 03.08.2013 La società italiana e il suo governo attuale sembrano davvero un camion che perde pezzi mentre corre sempre più in fretta verso un precipizio. Nessuno mette mano al freno, anzi: l’aspetto più terrificante della situazione è l’assoluta tranquillità del pilota e di coloro che lo circondano. Guardano tutti la strada davanti a sé senza vedere neanche il più piccolo ostacolo. La condanna di Berlusconi, a detta di tutti i protagonisti della conduzione politica, non cambierà nulla all’assetto del governo Letta; anzi c’è perfino chi dall’alto di un posto di comando privilegiato, si affanna a “blindarlo”, come usano dire i giornalisti, tanto è ritenuto indispensabile a salvare il paese dall’inevitabile catastrofe che seguirebbe alla sua caduta. Tutto questo è stato affermato di nuovo ieri sera davanti alla condanna di Berlusconi. >> continua editoriale La terribile ignoranza dei governanti di Ida Magli il Giornale | 15.07.2013 Siamo costretti a constatare, come purtroppo è già avvenuto molte volte in passato, che siamo governati da persone la cui ignoranza è pari soltanto al disprezzo che nutrono nei confronti dell’Italia e degli italiani. Si sono mai chiesti i nostri politici come mai adoperano i termini latini per affermare lo jus soli? Perché non lo traducono in italiano quando parlano di questo argomento? I tempi dello jus soli erano quelli in cui nessuno si avventurava fuori dal proprio paese. L’arrivo di uno straniero era perciò un avvenimento talmente raro ed eccezionale da essere considerato un fatto “magico”, una sorte felicissima, portatrice di ogni bene per il “terreno” (il suolo) su cui lo straniero era approdato. Si trattava perciò sempre di un singolo individuo, mai di un gruppo. L’esempio più famoso di questa eccezionalità magica portatrice di bene è l’approdo sulle spiagge d’Egitto del canestro con dentro il neonato Mosè il quale divenne consigliere del Faraone in base al presupposto che una dote di straordinario sapere si accompagnasse alla sua straordinaria fortuna. Anche per Ulisse si verificò qualcosa del genere quando, apparso naufrago e nudo a Nausicaa e alle sue compagne, fu subito circondato dalla loro ammirata curiosità e fu condotto dal Re nella certezza che le sue felici virtù sarebbero state utili nel governo del regno. Insomma, era l’assoluta eccezionalità di una fortuna magico- divina a dare valore al “suolo” sul quale lo straniero era comparso. >> continua editoriale Vengono da noi perché qui l'individuo conta di Ida Magli il Giornale | 10.07.2013 La visita del Papa a Lampedusa ha riportato in primo piano molti dei temi riguardanti l’immigrazione che da tanti anni si dibattono in Italia e in Europa inutilmente perché non si riesce a trovare uno spunto comune per dirigere gli sforzi verso un miglioramento della situazione. Una situazione che, superata la commozione delle parole e della preghiera recitata insieme al Papa, rimane angosciosa per la sua precarietà e per il desiderio di trovare per queste popolazioni che fuggono dal proprio paese, delle soluzioni “vere”, ossia funzionali ad una vita sociale e culturale in Africa simile a quella che cercano da noi. >> continua stampa Il tradimento della Chiesa. Le contraddizioni del Potere di Marco Calafiore Media X Press | 04.07.2013 intervista ida magli gesu di nazaret Il messaggio di Gesù è straordinariamente attuale. Un messaggio di amore e al tempo stesso di rottura delle regole fondanti il sistema e il modello di Potere nel quale ancora oggi viviamo. Un Potere sacro o una Sacralità potente, perché in realtà sono una cosa sola, inscindibili e intoccabili, pena la morte. Gesù era un genio assoluto, osò amare senza pregiudizio uomini e donne, segnando il suo tempo con la diversità e sfuggendo al condizionamento del modello di evitazione imposto dal sacro potere Ebraico dell’epoca, per questo venne ucciso. Con il saggio “Gesù di Nazaret” (BUR – Biblioteca Universale Rizzoli), l’antropologa Ida Magli tenta di rispondere alla domanda: chi è Gesù? E lo fa con la forza del sapere, ponendosi problemi antichi con interrogativi nuovi, attraverso nuovi strumenti di analisi ed esperienza storica. Ida Magli risponde in esclusiva alle nostre domande, condividendo con noi e i nostri lettori il risultato delle sue ricerche. >> continua editoriale Un governo da buttare di Ida Magli ItalianiLiberi | 27.06.2013 Da quando Napolitano ha fatto saltare, chiamando al governo Mario Monti, le regole della democrazia che, nel bene e nel male, avevano sorretto le istituzioni della repubblica italiana anche nei periodi più bui della sua storia, la crisi etico-politica, oltre che economica, dell’Italia è andata peggiorando ogni giorno di più ed è inutile sperare che il Signor Letta trovi una soluzione perché, anche se lo volesse, non è in condizioni di riuscirci. I motivi sono evidenti. Il suo governo è nato per collocare, senza più né dubbi né ripensamenti, in maniera definitiva l’Italia alle dipendenze dell’Unione europea. Diciamo, in sintesi, che ha concluso, fingendo di tornare alla legalità democratica, il lavoro iniziato da Mario Monti. Tutto quello che dice Enrico Letta sui problemi da affrontare è preceduto dall’affermazione che gli impegni presi con l’Europa saranno mantenuti, che il rapporto debito-Pil è ferreo e nulla potrà impedire che tale rimanga. Batterà i pugni sul tavolo di Bruxelles? Barzellette! Enrico Letta ha costruito la sua carriera sull’Europa e dunque quello che conta è “Lui”, Letta, e il suo buon rapporto con l’Europa, non l’Italia e i suoi bisogni. >> continua editoriale Uscire dall'euro di Ida Magli ItalianiLiberi | 04.06.2013 Maurizio Belpietro, Direttore del quotidiano Libero, ha preso una bella iniziativa. Il giorno 2 giugno, una data significativa, ha finalmente rotto il tabù del silenzio intorno all’euro e ha titolato così il suo editoriale: “Apriamo la discussione – Dieci buoni motivi per uscire dall’euro”. Perché soltanto in Italia– si domanda Belpietro – non si parla dei problemi dell’euro, mentre in tutti i paesi d’Europa si discute animatamente e a tutti i livelli se convenga abbandonare questa disgraziatissima moneta? I cittadini, dunque, sono invitati a dibatterne su Libero esprimendo la propria opinione sull’uscita dell’Italia dall’euro, e a indicare anche in quale modo farlo, tenendo conto naturalmente delle eventuali ricadute negative di una tale decisione. >> continua editoriale STAMPA The Quiet Collapse of the Italian Economy Il crollo silenzioso dell'economia italiana 25.04.2013 LSE-The London School of Economics and Political Science di Roberto Orsi While attention on the Euro crisis has been focusing primarily on Greece and Cyprus, it is no mystery that Italy, alongside with Spain, constitutes the real challenge for the future of the common currency, in any direction events will be unfolding. In the relative silence of the international press, Italy’s macroeconomic situation has been showing no sign of improvement, and indeed numerous indicators portray a national economy which finds itself in a depression, rather than in a however severe recession. It is no overstatement that the Italian economy is currently collapsing. (link) Lettere L’Italia occupa lo 0,2% delle Terre del Mondo. Un Paese così ‘piccolo’ ha prodotto più del 70% delle Opere d’Arte della Storia dell’Umanità (censite anche dall’Unesco). Un simile Paese non può, non deve essere governato dai Banchieri! F.B. Il punto della situazione di Ida Magli ItalianiLiberi | 19.05.2013 È diventato difficile in Italia, dagli ultimi giorni del 2011 ad oggi, rendersi conto del passare del tempo, cercare di padroneggiarlo rievocando gli avvenimenti e tentare di fare il punto della situazione. In realtà si è trattato di un tempo - non tempo, affondato per i cittadini in una specie di limbo, immobile ed oscuro, di cui non si sa nulla perché non è stato mai sperimentato in precedenza e dal quale quindi si aspetta che siano gli esperti, i politici a traghettarci, nella nostra veste di “ombre”, verso la luce. Ma i politici sanno bene che questa strada non esiste perché l’unica possibile comporterebbe rimettere in questione l’unione europea, cosa che nessuno vuole fare e neanche osa porre di fronte a sé. Ripetono, perciò, che si vede la luce in fondo al tunnel, ma è il tunnel che non è per nulla un tunnel, ossia un corridoio da percorrere per raggiungere una meta: è invece la situazione, è la realtà. >> continua editoriale "La foto dei bambini vestiti da figli di eurolandia! Nient'altro, nient'altro, nessun articolo sull'economia, non mi importa della Bce, dei soldi da prestare o non prestare... quello che conta è la verità che non viene mai detta: la "Divisa", l'Impero che costruiscono senza dirlo e che è l'unica cosa che perseguono... (Ida Magli, 5 Maggio 2013) eurobalilla editoriale Il governo dei nemici di Ida Magli ItalianiLiberi | 28.04.2013 Come sappiamo già da molto tempo, il concetto di “rappresentanza” non esiste più; si è esaurito, insieme alla sacralità del Potere, con gli avvenimenti politici di questi ultimi giorni dell’aprile 2013. Adesso, però, con la formazione del governo Letta, lo possiamo confermare con assoluta certezza; ma soprattutto - è questa la cosa più importante – abbiamo finalmente la grande gioia di poterlo gridare a gran voce: “Non ci rappresentano!” Sono i nuovi governanti del popolo italiano, i suoi despoti, i suoi sfruttatori, i suoi traditori, i suoi nemici, i delegati di quel Potere che si nasconde dietro il Bilderberg, la Trilaterale, l’Aspen Institut, e che indichiamo col nome di “Laboratorio per la distruzione” visto che ne sappiamo una sola cosa: che la sua meta è appunto la nostra distruzione, l’annientamento della civiltà europea e degli Stati europei. Non ci rappresentano, però! Dobbiamo essere felici quindi, di poterli guardare in faccia, uno per uno, con la certezza di non condividerne nulla. Stanno dall’altra parte, sono altro da noi, non sono “italiani”, ma nemici degli Italiani, i peggiori dei nemici, quelli che spargono il sale sul terreno prima ancora di aver vinto. >> continua editoriale Le stranezze dei Grillini e il Laboratorio segreto del potere di Ida Magli ItalianiLiberi | 21.04.2013 Le vicende degli ultimi giorni, conclusesi con la rielezione in extremis di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, ci hanno confermato molte cose che già sapevamo sui detentori del potere politico, anche se forse non avevamo sospettato fino a che punto giungesse l’odio e lo spirito di vendetta che li animano. Ci hanno però confermato anche il fatto più grave: che esiste un sopra-potere, di cui non sappiamo nulla, e che guida tutto e tutti nascostamente verso mete preordinate. Ho studiato per diversi anni gli scopi e le tecniche di questo “Laboratorio” segreto e ho pubblicato nei due libri: La Dittatura europea e Dopo l’Occidente tutto quello che ero riuscita a sapere e a capire, giungendo alla conclusione che si tratta di una struttura molto intelligente e pluriforme che persegue, in vista del mondialismo, la distruzione degli Stati e della civiltà europea. >> continua editoriale Nessuna "rappresentanza", nessun Presidente della Repubblica di Ida Magli ItalianiLiberi | 16.04.2013 I politici, gli uomini dei partiti non sono ancora riusciti a prendere atto che il concetto di “rappresentanza” si è esaurito, non esiste più. La “rappresentanza”, infatti, è nata con il cristianesimo, laddove San Paolo (e in seguito i teologi) ha elaborato l’idea che nella morte del Figlio di Dio tutti i cristiani erano “rappresentati”, e perciò tutti “salvati” da Lui. Siamo dunque nell’ambito del Sacro, della metafisica del Sacro, che permette pensieri simbolici e potenze che vanno di là dalla realtà. Il concetto di rappresentanza si è poi a poco a poco trasferito, in maniera più debole e soltanto per analogia concessa dalle autorità del Sacro, ai Re, agli Imperatori, unti dal Papa, consacrati nella regalità dal Papa. Per questo un uomo della rivoluzione francese, la rivoluzione laica per eccellenza, ha voluto ricevere la corona dal Papa: Napoleone sentiva di non essere pienamente Imperatore, nella potenza di autorità e di governo che l’investitura sacra concede, senza l’intervento del Papa. Ma si trattava già di una rappresentanza di seconda categoria che si è andata sempre più sbiadendo e impoverendo fino quasi a scomparire con lo Stato laico moderno. L’uguaglianza di tutti i cittadini le ha inferto il colpo di grazia. La rappresentanza dei parlamentari e dei presidenti degli Stati, nelle varie deboli forme in cui si è configurata in Occidente, ne era un ultimo brandello e oggi è semplicemente una sopravvivenza culturale. >> continua editoriale Il bunker patologico del proprio interesse di Ida Magli ItalianiLiberi | 05.04.2013 C'è un’unica e sicura dirimente oggi per capire i significati e le intenzioni degli esponenti politici, sia quando sono ambigui, sia quando appaiono chiari e schierati dalla parte dei cittadini: la loro dipendenza dai cosiddetti “poteri forti”, dall’alta finanza, e dall’Europa che ne è serva. Così, per esempio, può essere apparso onesto e perfino simpatico il “saggio” un po’ cretino Valerio Onida quando ha ammesso di star lì, insieme agli altri “saggi”, per occupare la scena vuota; ma è ridiventato subito quello che è, un succube dell’alta finanza, uno che odia l’Italia e gli italiani, non appena ha indicato come suo prediletto per la Presidenza della Repubblica, Giuliano Amato. Come avrebbe potuto essere diversamente, del resto, visto che era stato scelto dal massimo odiatore degli italiani, Giorgio Napolitano? >> continua editoriale Giorgio Napolitano, un uomo accecato dal potere di Ida Magli ItalianiLiberi | 31.03.2013 La cosa più strana, fra le tante cui abbiamo assistito negli ultimi anni, è l’esaltazione che viene da tutte le parti verso il Presidente della Repubblica. Gli osanna si levano verso qualsiasi cosa dica e faccia in maniera così servile e untuosa da umiliare i poveri italiani, costretti ad essere rappresentati da politici e giornalisti cortigiani della Corte più miseranda che esista. Ebbene, la realtà dice che Giorgio Napolitano, pervaso come ogni uomo che detiene il potere, dalla sfrenata voglia di aumentarlo, ad un certo punto ha abbandonato con un sonoro calcio le vesti di garante della Costituzione e ha cominciato a comportarsi da dittatore. >> continua editoriale Il Bilderberg nomina il Presidente della Repubblica italiana Bilderberg is Designating the next President of the Italian Republic di Ida Magli ItalianiLiberi | 21.03.2013 In un recente passato, che appare però lontanissimo, era stata promessa agli Italiani l’elezione diretta del capo dello Stato. Naturalmente non se n’è fatto nulla. In una cosa sola i nostri governi, quali che siano le loro ideologie e i loro orientamenti politici, sono tutti “montiani”: decisi e rapidissimi soltanto nell’aumentare le tasse. Per tutto il resto tempi biblici in attesa che svanisca anche il ricordo delle promesse fatte. Dunque niente elezione diretta del Presidente. Ma c’è invece chi lo sceglie per noi e senza chiedere il permesso a nessuno: quel Potere che in silenzio ha progettato e imposto l’unificazione europea, che ha progettato e imposto la moneta unica e che continua a presiedere a tutte le vicende più importanti dei singoli Stati i quali obbediscono anch’essi nel più assoluto silenzio. Sono uomini di cui non conosciamo altro che le facce e i nomi dei loro messi, di quelli mandati a mettere in atto la loro volontà, ma che possiamo riconoscere a colpo sicuro da un solo comune connotato: l’andamento disastroso di tutte le loro imprese, il fallimento di ciò che realizzano. >> continua editoriale Il tradimento, destino degli italiani The Destiny of the Italians: Betrayal di Ida Magli ItalianiLiberi | 17.03.2013 Tragico destino degli Italiani essere sempre traditi da coloro che dovrebbero difenderli! Tragico destino degli Italiani essere sempre traditi da coloro in cui avevano riposto l’ingenua fiducia di essere finalmente salvati da questo stesso terribile destino! Sono trascorsi soltanto pochi giorni da quando avevamo esultato per l’arrivo in Parlamento dei giovani, ingenui, entusiasti seguaci del movimento a Cinque Stelle ed ecco che alla prima votazione anch’essi ci hanno tradito. >> continua editoriale Una strana elezione papale A Strange Papal Election di Ida Magli ItalianiLiberi | 15.03.2013 Nessun Papa fino ad oggi ha osato chiamarsi Francesco. Assumere un nuovo nome significa identificarsi in qualche modo con la persona che portava quel nome, prenderla a propria guida. Ma certamente Francesco d’Assisi sarebbe scappato via inorridito davanti allo spettacolo (è questa la parola giusta: “spettacolo”) in cui si è esibito il Vaticano per l’elezione del nuovo Papa. Francesco si sarebbe spogliato, messo nudo davanti a tutti, nel vedere l’abbigliamento sfoggiato dai Cardinali, attori in lenta fila compunta sul palcoscenico dell’intero mondo. Non sappiamo neanche immaginare quanto costino tessuti, damaschi, fili d’oro, merletti, gioielli, fabbricati appositamente per loro, ma è certo che Francesco avrebbe pianto di orrore e di vergogna davanti ai seguaci di Gesù vestiti come gli antichi Faraoni delle cui magnificenze gli ebrei si erano innamorati. >> continua editoriale Il Presidente della Repubblica, le agenzie di rating e il nuovo Parlamento di Ida Magli ItalianiLiberi | 09.03.2013 I cittadini italiani, sempre disposti ad elogiare il Presidente Napolitano, questa volta non soltanto non condividono la sua posizione, ma la ritengono sbagliata e assolutamente inaccettabile: prendere decisioni a causa del giudizio delle agenzie di rating. Non si capisce proprio perché uno Stato sovrano dovrebbe piegarsi davanti a entità come le agenzie di rating, longa manus delle banche dei cui proventi vivono (quale tragico scherno nella frase di Rossi prima del suicidio: “Non sanno cosa siano i derivati!”), prive di qualsiasi statuto pubblico e non citate in nessun modo, tanto meno come organi di controllo, nella Costituzione italiana tanto cara al nostro Presidente. Lo Stato italiano esiste oggi come esisteva ieri; si fonda sul popolo italiano, un popolo che è oggi, dopo le elezioni, lo stesso di ieri, ossia va al suo posto di lavoro oggi come ci andava ieri, parla la lingua italiana oggi come la parlava ieri, crea cose belle oggi come le creava ieri. A chi commercia con l’Italia questa è l’unica cosa che interessa: il popolo italiano e la sua attività, non il nome o il partito che lo governa. Le agenzie di rating sono al servizio di una particolare struttura “finanziaria” che ha notoriamente guadagnato negli anni scorsi enormi somme destabilizzando i mercati mondiali, ed è questo che minacciano di fare ancora se non si affidano i governi a persone o a partiti di loro fiducia (tutte cose di cui i politici avevano abbondantemente discusso al momento della crisi mondiale tanto da decidere di creare un’agenzia “europea” per contrapporvisi: Napolitano se la prenda con i burocrati dell’Ue che non l’hanno fatto). >> continua Lettera43.it: "La rappresentanza è morta, l'Italia fuori dall'Ue" L'antropologa Magli sul voto:"Monti disumano, Bersani uomo di partito. Grillo vincitore". E lancia "un nuovo Risorgimento" editoriale La vera perdente? L'Europa anti-nazionale Italian Elections: the Real Loser? Anti-National Europe di Ida Magli il Giornale | 27.02.2013 A queste elezioni è stato presente un Convitato di pietra, un convitato che ha subìto, in silenzio, una grave sconfitta: l’Europa. Nessuno ne ha parlato, ma il risultato della lista Monti lo grida a gran voce. Monti è il fiduciario dell’Ue, è stato mandato (o chiamato, come si preferisce dire) esplicitamente a mettere in riga l’Italia, in apparenza per la questione del bilancio, ma in realtà perché l’Europa è diventata, con la crisi dell’euro, sempre più dubbiosa sulla fattibilità dell’unificazione e teme che da un giorno all’altro qualcuno degli Stati in difficoltà possa abbandonarla. L’Italia è uno Stato cardine dell’Unione, tanto sul piano concreto quanto su quello simbolico: nessuna Europa unita è possibile senza l’Italia. Tutta l’area del Mediterraneo sarebbe messa in forse da un’eventuale uscita dell’Italia e sicuramente molti Stati a quel punto ne seguirebbero l’esempio. >> continua editoriale Grillo e la riscoperta dell'umano Grillo and the Rediscovery of the Human di Ida Magli ItalianiLiberi | 23.02.2013 Tutti i giornali sono d’accordo: Grillo ha riempito con i suoi ragazzi la fatidica Piazza S. Giovanni. Sono giovani, sono inesperti, sono entusiasti: si torna a vivere. È questa l’umanità che ha fatto la storia: quella che si è lanciata nella vita ingenuamente, forte soltanto del proprio entusiasmo, della sicurezza che essere uomini significhi sognare, sperare, amare, godere, gioire, e credere di riuscirci lavorando strenuamente per realizzare il sogno. Siamo usciti, con questi sognatori, dall’incubo peggiore che gli Italiani si siano mai trovati a sperimentare, malgrado il loro lungo passato pieno di catastrofi: non avere un futuro. Non avere ciò che sostanzia, per ogni uomo, l’idea di futuro: che sarà bello, gioioso, nuovo, diverso, ricco di vita. >> continua editoriale Le dimissioni del Papa The Resignation of the Pope di Ida Magli il Giornale | 12.02.2013 La crisi della civiltà europea, dunque, è giunta all'ultimo atto. Non si può non interpretare in questo modo un gesto che accade per la prima volta dopo duemila anni di storia: le dimissioni di un Papa. Quali che siano le cause contingenti – stanchezza, vecchiaia, malattia, ostilità interne interne alla Curia, pressioni politiche, crisi della Chiesa, crisi del cristianesimo - l’unica cosa certa è che l’Italia, l’Europa, l’Occidente, stanno vivendo le ultime fasi del lungo itinerario che ha visto la nascita, lo sviluppo e l’improvviso declino di una straordinaria invenzione culturale, quella che ha caratterizzato, con la fioritura dell’intelligenza, la storia dell’Italia e di tutto l’Occidente. >> continua editoriale L’ineffabile ombra della finanza mondiale The Ineffable Shadow of Global Finance di Ida Magli ItalianiLiberi | 25.01.2013 Il missionario e giornalista P. Giulio Albanese ha inserito in un articolo del numero di Gennaio della sua rivista “Popoli e missione”, un’informazione tanto fondamentale quanto ignorata dalla stampa e che riportiamo qui sperando di aiutare in questo modo a divulgarla. Vorremmo anche che i nostri governanti, astutissimi banchieri che non trovano mai sufficiente la cosiddetta “trasparenza e tracciabilità” dei nostri miseri redditi, inseguendo con la forza di quella che ormai possiamo considerare la loro particolare Polizia, i militari della Finanza, ogni nostro scontrino, ogni più piccola ricevuta, ci spiegassero quali sono i “loro” interessi a mantenere nell’ombra queste operazioni. Dei nostri politici è inutile tenere conto: una volta ridotto il Parlamento alla farsa del dire “sì” ai banchieri, sono diventati come le famose scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano, impegnati esclusivamente nella salvaguardia della propria carriera. >> continua editoriale La Femmina-Europa di Ida Magli ItalianiLiberi | 31.12.2012 L'itinerario verso l’indifferenziazione dei sessi, e di conseguenza degli esseri, è stato avviato dalle Istituzioni del Potere politico, evidentemente tutte d’accordo fra loro, dagli anni Settanta in poi senza che ce ne sia stato detto nulla. Il motivo è chiaro: si tratta di giungere all’uniformità degli individui per poter governare democraticamente tutti allo stesso modo. La democrazia è lo strumento omogeneizzatore, al di là delle lingue, delle razze, delle religioni. Si parla infatti sempre più spesso di un “governo mondiale” senza che i popoli protestino. Se c’è qualcuno che non sembra disposto a un simile livellamento viene subito collocato fuori dal gruppo, fra i più terribili eversori, incapaci di vedere quanto sia bello un mondo nel quale tutti sono uguali, sono governati nello stesso modo e godono di identici diritti. La trappola ovviamente sta lì. Se si è tutti uguali, quale sarà il modello di riferimento per l’uguaglianza? Uguali a chi? Quando con il femminismo le donne hanno voluto essere uguali, avevano come modello i maschi; adesso sembra di intravedere l’emersione, a livello di Potere esplicito, dell’omosessuale, maschio ovviamente, il che significa che il circolo della comunicazione si è chiuso su se stesso: una “società” esiste come tale in quanto c’è comunicazione e scambio fra i vari individui e gruppi di individui e in quanto procrea altri individui. >> continua editoriale Quando i governanti perdono la testa di Ida Magli ItalianiLiberi | 16.12.2012 Nella nostra Costituzione non è previsto che cosa si debba fare se i governanti perdono la testa. Eppure qualcosa dovremo pur fare di fronte ad una situazione politica in cui ogni dato della realtà è in contraddizione con ciò che i governanti perseguono sfruttando senza remore il proprio potere. Questo è, infatti, “perdere la testa”: agire al di fuori della realtà. La realtà di una democrazia dovrebbe essere quella in cui i parlamentari “rappresentano” e mettono in atto la volontà dei cittadini nel perseguimento del bene comune. Se guardiamo però a quanto viene detto e fatto dai vari esponenti della vita politica italiana, ci rendiamo conto facilmente che nulla più corrisponde a questo presupposto. I sondaggi dicono che sette italiani su dieci non vogliono un nuovo governo Monti, ma Berlusconi (e insieme a lui la platea quasi al completo dei politici e dei giornalisti che contano in Italia e in Europa) lo vuole tanto da affermare: io rinuncio purché si faccia avanti lui. >> continua editoriale Monti, la Germania e l'Europa Mr. Monti, Germany and Europe di Ida Magli il Giornale | 11.12.2012 Noi, gli italiani, rimaniamo sempre male, anzi, a voler dire proprio tutta la verità, ci arrabbiamo moltissimo quando la Germania mette lo zampino negli affari nostri come se fossimo bambini discoli che debbono essere continuamente tenuti d’occhio e rimproverati al minimo segnale di disobbedienza. Quello che ci fa arrabbiare di più, però, è l’eccessiva sopportazione dei nostri governanti, la loro remissività, la mancanza delle dovute rimostranze nei confronti di qualsiasi Stato che s’ingerisca nella nostra politica e nei nostri comportamenti. Da quando è cominciata la crisi dell’euro queste ingerenze soprattutto da parte della Germania sono diventate sempre più frequenti e hanno raggiunto il culmine in questi giorni con le dimissioni del governo Monti. L’unanime coro di rimpianto e di sconforto che si è alzato alla caduta del governo Monti nella stampa internazionale, fra gli esponenti del potere europeo e da parte del capo del governo e dei ministri tedeschi, è stato simile e forse maggiore di quello che ha accompagnato la morte di Karol Wojtyla, il Papa più amato e immediatamente beatificato. Sono stati davvero imbarazzanti le parole d’incenso sparse sulla persona di Mario Monti e tali da darci la controprova che non era caduto il governo italiano, ma quello europeo. A dire il vero non ce n’era bisogno, ma le prove sono sempre utili. Mario Monti rappresentava (e rappresenta) l’Europa in Italia e tutto quello che ha fatto, tutte le decisioni che ha preso, sono state sempre dichiaratamente funzionali agli interessi dell’Europa. >> continua editoriale La solidarietà nella Ue di Ida Magli il Giornale | 10.11.2012 La notizia è abbastanza brutale. Germania, Olanda, Finlandia, Gran Bretagna e Svezia non vogliono pagare la parte loro spettante dell’esborso di 670 milioni di euro del fondo d’emergenza sulle catastrofi naturali proposto nel bilancio rettificativo per il 2012 dalla Commissione europea per il terremoto in Emilia Romagna. Naturalmente le autorità, compreso il rappresentante dell’Italia, specificano che non è in questione il principio dell’aiuto, cosa ovvia, ma di fatto sono i paesi più in regola con i conti quelli che non vogliono aiutare l’Italia. La cosa “brutale” è che non la vogliono aiutare neanche per una calamità come il terremoto, evento per il quale di solito non c’è un popolo, a cominciare proprio dagli Italiani, che non senta il bisogno e il desiderio di correre in aiuto in ogni modo possibile. È indispensabile a questo punto fermarsi un momento a riflettere sui rapporti psicologici e affettivi presenti fra i vari paesi dell’Ue e che questo episodio mette in luce forse meglio che non le numerose occasioni precedenti proprio perché un terremoto non è colpa di nessuno e provoca in chi lo subisce un trauma, una perdita di sicurezza e di speranza che va molto oltre all’effettiva perdita materiale. Esistono infatti specifici studi dedicati all’antropologia delle catastrofi, e quelli sui terremoti sono i più indicativi sotto questo aspetto. >> continua editoriale Il governo del Bilderberg di Ida Magli Italianiliberi | 03.11.2012 The Bilderberg Government L'Europa è ormai tutta felicemente conquistata. Il programma messo a punto dalla società segreta Bilderberg nella riunione del maggio 2009 è stato quasi del tutto realizzato. Diciamo meglio: dato che la parte più difficile e tuttavia indispensabile era quella riguardante la liquidazione delle nazioni d’Europa, essere riusciti a impadronirsene è il segnale che ormai l’opera è al sicuro, nulla potrà più ostacolarne il completamento. Le bandierine del Bilderberg sventolano allegramente sui colli e le torri europee più importanti. La Banca centrale europea ne è per certi aspetti il capolavoro. Attraverso la Bce il Bilderberg ha in mano la vita di quasi tutti gli Stati che, con una decisione illegittima e assurda dei loro governanti, hanno rinunciato a battere moneta e si sono consegnati alla volontà di coloro che ne sono i padroni (partecipanti al patrimonio): Beatrice d’Olanda, il principe Constantjin, Sofia di Spagna, Philippe del Belgio, David Rockfeller, Filippo di Edimburgo, Mario Draghi (in quanto partecipante della Banca d’Italia), tutti membri del Bilderberg e presenti alla riunione del 2009. Le partecipazioni degli Stati sono in percentuali minime e forse servono, oltre che a salvare le apparenze, anche a ricompensare i politici per la loro rinuncia alla creazione e alla gestione della moneta. >> continua editoriale Un popolo odiato di Ida Magli Italianiliberi | 20.10.2012 A People that is hated Sembrerebbe incredibile che si possa odiare la propria terra, la propria patria, i propri concittadini, addirittura lo Stato del quale si è il Presidente, al punto da auspicarne al più presto la consegna agli stranieri, la perdita della sovranità e dell’indipendenza. Eppure agli Italiani è successo anche questo nella loro terribile, lunghissima storia di odi e di tradimenti da parte dei loro governanti, re, imperatori, papi, parlamentari di ogni tendenza e di ogni partito. Quello che è nuovo nella situazione attuale è che i detentori del potere sembrano odiare anche se stessi, uccidono anche se stessi nel momento in cui odiano e uccidono gli italiani. Il quadro politico, infatti, dice chiaramente soltanto questo: se tutti si affaccendano per prepararsi alle prossime elezioni significa che non si rendono conto di aver ridotto a grottesca finzione il parlamento approvando in massa i dittatoriali decretoni dei “tecnici”. >> continua editoriale L'Italia non può vivere senza una scuola italiana di Ida Magli il Giornale | 26.09.2012 Le affermazioni del ministro Profumo riguardo all’insegnamento della religione e della geografia nella scuola sono evidentemente errate. A giudicare da quanto dice, la sensibilità intellettuale del Ministro è lontana dal concetto di “cultura” e dal modo di concepire lo stile di vita di un popolo, la sua storia, la sua lingua, la sua arte, la sua religione, il suo spirito come un insieme interconnesso di significati e di valori, come un modello, una “forma” nel senso gestaltico del termine. Lontano, perciò, dalla rivoluzione che le scienze umane, dall’antropologia alla linguistica, dalla psicologia all’etnologia, alla sociologia fino alla nuova storia, ha provocato da due secoli a questa parte nello studio dell’Uomo e della sua vita in società. >> continua editoriale E adesso siamo ostaggi del Parlamento di Berlino di Ida Magli il Giornale | 13.09.2012 Tutti felici, dunque. Non ne manca uno, di quelli che hanno fatto la propria fortuna esclusivamente sedendosi sulle poltrone create dall’Unione europea, che non manifesti la sua soddisfazione per la decisione della Corte tedesca che ci autorizza ad indebitarci fino al collo. I popoli tacciono, come sempre quando si tratta dell’Ue. Nessuno chiede loro un parere, tanto meno un consenso. E come potrebbero, in ogni caso, rallegrarsi della possibilità di aumentare i propri debiti mettendosi sotto il tacco di potenti usurai? L’entusiasmo quindi riguarda soltanto coloro che vivono dell’Ue e vi spadroneggiano. Guarda caso, si sono cooptati tutti fra loro; nessuno è stato eletto; non “rappresentano” altro che se stessi. L’unica eccezione è la signora Merkel, ma il caso della Germania è del tutto particolare e al tempo stesso la migliore prova di quale sia uno dei maggiori scopi della costruzione europea: distruggere gli Stati nazionali mettendo a guardia dell’operazione la nazione che più di ogni altra deve essere distrutta e che non verrà mai meno a questo compito perché non potrà mai cancellare la sua colpa, lo sterminio degli Ebrei. Nessuno, infatti, è più prigioniero di colui che fa il carceriere della prigione. >> continua editoriale Il simbolo della nostra ricchezza: 50 euro 50 euro: the Symbol of our Wealth di Ida Magli il Giornale | 07.09.2012 Come mai tutti abbiamo sobbalzato di fronte alla notizia che il commerciante è obbligato ad accettare il pagamento con bancomat quando supera cinquanta euro? Come mai l’abbiamo percepita subito come un altro passo del governo dei banchieri per stringerci definitivamente il cappio al collo? Non credo che ci possano essere dubbi: sappiamo ormai, anche senza riuscire a capire del tutto da dove ci venga questa sicurezza, che il denaro è la loro “forma mentis”, l’aria che respirano, l’arma che adoperano. Il denaro in tutte le forme, sotto tutte le maschere. Nel loro cervello ogni concetto si costituisce sotto l’aspetto di denaro, parte dal denaro per giungere a penetrare il resto del mondo. Il loro vangelo afferma: “In origine era il denaro”. Denaro è lo Stato, denaro è la differenza fra gli Stati, denaro è l’Europa, denaro è lo zucchero che fa male alla salute dei cittadini… È come se ormai questa mentalità facesse parte dell’aria che respiriamo al punto che, come dicevo, abbiamo intuito subito che il pagamento col bancomat era un segnale di qualcos’altro: la nostra prigionia entro 50 euro. >> continua editoriale Un'invenzione sovietica: la "troika" A Soviet Invention: the "Troika" di Ida Magli il Giornale | 30.08.2012 Leggendo alcune recenti affermazioni di nostri governanti e di politici a proposito dell’Europa, si rimane davvero meravigliati. Anzi, spaventati. A sentir loro (Monti, Riccardi, Fini, Bersani, il Quirinale …) è soltanto guardando all’Europa che si scorge la luce della democrazia; anzi, qualsiasi governo futuro in Italia dovrà necessariamente seguire la rotta europeista fissata da quello attuale per non perdere di vista questa luce. Guai a coloro che tentassero strade diverse: sarebbero i peggiori degli antipolitici, esclusi da qualsiasi bene democratico. >> continua editoriale Svendere i nostri immobili? Scelta suicida e irresponsabile Selling off public assets is a suicidal and irresponsible choice di Magdi Cristiano Allam il Giornale | 13.08.2012 Se consideriamo che dei circa 2000 miliardi di euro di debito pubblico complessivo dell’Italia solo il 25% concerne le famiglie italiane mentre il 75% è in mano alle banche sia italiane sia straniere, e se consideriamo che lo Stato s’indebita automaticamente per il fatto di non poter emettere moneta ma è costretto ad acquistarla dalle banche private emettendo titoli di debito, perché mai l’Italia dovrebbe svendere il proprio patrimonio immobiliare alle banche per ripagarle di un debito che nasce sotto forma di signoraggio e cresce sotto forma di speculazione? Prima che il governo Monti proceda a “svendere”, espressione usata recentemente dalla Corte dei Conti sottolineando che solo nel primo trimestre di quest’anno le quotazioni immobiliari sono crollate del 20%, gli italiani hanno il diritto di conoscere la realtà e di esprimersi nel merito prima di ritrovarsi del tutto sia impoveriti sia derubati. >> continua editoriale Che follia, premiato l'islamico che al lavoro disprezza le donne What Madness Rewarding the Islamic who Despises Women di Ida Magli il Giornale | 24.07.2012 Di per sé sembra più una notizia “curiosa” che un fatto importante. Un dipendente del famoso albergo Danieli di Venezia, egiziano di religione musulmana, si licenzia per non ricevere ordini da una donna, una governante anch’essa dipendente del Danieli. In seguito, però, non essendo riuscito a trovare un altro lavoro, si ripresenta all’albergo e l’amministrazione lo riassume con un accomodamento: la governante sarà affiancata da un collega di sesso maschile il quale farà da tramite nelle comunicazioni. Il Danieli è un albergo internazionale per definizione, storicamente il più illustre albergo di Venezia, nel quale scendono ospiti provenienti da tutte le parti del mondo, con le loro culture e le loro religioni: il caso viene risolto con rapidità. Una riflessione però s’impone. L’Europa, l’Italia si avviano ad essere sempre di più affollate da musulmani e la questione dell’uguaglianza maschio-femmina non può essere affidata a soluzioni estemporanee, ma affrontata a livello teorico sia da parte nostra che da parte islamica. >> continua editoriale Bce, la fabbrica del debito che sta rovinando l'Europa di Magdi Cristiano Allam il Giornale | 23.07.2012 Se tutti i giorni i Merkel, Monti, Barroso, Draghi scendono in campo per rassicurarci che “l’euro è irreversibile” (non un Grillo qualsiasi che dopo aver lungamente sbraitato contro la moneta unica ora si professa sincero europeista), vuol dire che stiamo assistendo a un rito scaramantico per allungare il più possibile la vita del moribondo. Tutti gli indicatori dell’economia reale attestano in modo inequivocabile che giorno dopo giorno siamo prossimi al funerale. Dell’euro? Dei padroni dell’euro? No, il nostro funerale! La recessione sempre più profonda, l’indebitamento pubblico che cresce, il Pil che si riduce, la produzione, le esportazioni e i consumi in calo, le tasse più alte al mondo e nella storia, le imprese strangolate che chiudono, i disoccupati e i poveri che aumentano, i giovani senza prospettive, i figli che non si fanno più, la democrazia svuotata di contenuti, i partiti e il parlamento che si sono auto-commissariati svendendo l’Italia alla triplice dittatura finanziaria, relativista e mediatica, gli italiani sempre più ingannati, traditi, rassegnati, frustrati, disorientati. >> link >> link editoriale Abbandonare subito l'euro Let us Quit the Euro Immediately di Ida Magli ItalianiLiberi | 16.07.2012 La situazione italiana è ormai patologica. Governanti e politici non possiedono più la capacità psichica indispensabile per fermarsi sulla strada intrapresa perché l’affermazione della moneta unica (“l’euro è irreversibile”) è diventata la scommessa in cui è in gioco la superiorità del loro Io. Si tratta di una patologia che ogni psichiatra è in grado di diagnosticare, sapendo bene che è quasi impossibile curarla e che può portare a gesti estremi di distruttività. Quando però tale morbo aggredisce gli esponenti del massimo potere quale il governo di Stati e di Popoli, la storia, anche recente, ci prova che nessuno si azzarda a indicare la presenza di una patologia psichica se non dopo l’estrema rovina, quando è ormai troppo tardi. Vogliamo provare almeno una volta a guardare in faccia questa realtà? >> continua a leggere ItalianiLiberi.it editoriale Oltre la Grecia Beyond Greece di Ida Magli ItalianiLiberi | 18.06.2012 Domani martedì 19 giugno alle 18.00 siete tutti invitati alla Libreria Feltrinelli di Via Orlando, in Roma, a discutere della situazione in cui ci troviamo, prigionieri di politici che hanno rinunziato al loro ruolo per permettere ai banchieri di distruggerci come “Nazione”, come “Stato”, come “popolo” attraverso un unico strumento, quello finanziario. Il libro che sarà presentato domani, parlandone insieme agli amici Barbara Palombelli e Giordano Bruno Guerri, si intitola “Dopo l’Occidente” perché io sono convinta che della nostra civiltà, italiana, francese, tedesca, di quella di tutti i Popoli d’Europa, non rimarrà nulla, sopraffatta dalle invasioni africane, musulmane, cinesi, ma soprattutto dalla volontà di ucciderci che anima i nostri governanti. I banchieri ne sono lo strumento più rapido e più spietato. >> continua a leggere ItalianiLiberi.it editoriale L'Italia nelle mani del Bilderberg e soci Italy in the hands of Bilderberg & C. di Ida Magli ItalianiLiberi | 31.05.2012 Siamo stretti alla gola, immobilizzati, ridotti alla paralisi davanti a un suicidio al giorno, perché ci troviamo nelle mani di banchieri che non sono soltanto banchieri ma anche membri della Commissione Trilaterale, del Club Bilderberg, dell’Aspen Institute, associazioni massoniche che gestiscono in Europa il potere ai massimi livelli e che non lavorano per noi ma per realizzare il Governo mondiale. L’Italia ne dipende in assoluto perché sono sempre appartenuti a qualcuna di queste associazioni i massimi esponenti dei partiti di sinistra. Nel suo prezioso “angolo” del “Giornale” Paolo Granzotto elenca fra i nomi dei possibili candidati alla presidenza della Repubblica quelli di Giuliano Amato, Romano Prodi, Mario Monti, tutti importantissimi membri del Bilderberg, dell’Aspen Institut, della Trilateral Commission e operatori del governo mondiale. È il motivo principale per il quale bisognerebbe realizzare la proposta del Pdl di far eleggere il presidente della repubblica dai cittadini, unico sistema per sfuggire al nostro eterno destino di avere un presidente scelto da queste associazioni. Sarebbe necessario, però, lasciare intatta la forma costituzionale dei suoi poteri, visto che tutto l’assetto politico italiano andrebbe cambiato e non è possibile farlo in breve tempo, mentre si dovrebbe affiancare alla proposta di elezione diretta del presidente della repubblica un’iniziativa d’azione concreta per affrontare i problemi urgentissimi della sopravvivenza economica. >> continua a leggere ItalianiLiberi.it editoriale ❝Il banchiere che governa l'Italia ha per la prima volta, durante questa tragica crisi, sentito la necessità di consolare qualcuno: i funzionari di Equitalia. Le parole, non i suicidi, sono pietre❞ Se i banchieri-speculatori dichiarano guerra ai Popoli Le nostre ricchezze sono nelle mani di chi ci gioca, buttandole nel buco nero dei derivati. È stata fatta la moneta unica perché era già fallita l'unità politica If the Bankers Declare War on Peoples di Ida Magli Il Giornale | 18.05.2012 L'euro è una moneta esposta ad ogni speculazione e priva di possibilità di difesa perché è una moneta “senza Stato”. Su questo sono tutti d’accordo. È stato detto e ripetuto migliaia di volte da quando è iniziata la crisi dei titoli sovrani, ma in realtà era stato detto e ripetuto da economisti ed esperti fino dalla sua creazione: una moneta inventata a tavolino, senza uno Stato che la emetta e che la garantisca, non è mai esistita e non può esistere, non ha senso, non si capisce come possa essere venuta in mente a qualcuno. Nessuno dei politici però ha mai voluto ascoltare una sola parola di critica nei confronti della moneta unica così come non è mai stata ascoltata nessuna parola di critica nei confronti di un progetto privo di qualsiasi principio di realtà come quello dell’unificazione europea. Oggi, però, non si può continuare a fingere che il problema dell’euro siano i conti truccati della Grecia, o il debito della Spagna, dell’Italia o del Portogallo. C’è chi adesso afferma che bisognava fare prima l’unificazione politica e poi quella della moneta, cosa che i politici naturalmente sapevano benissimo; la verità è che è stata fatta la moneta proprio perché l’unità politica non si era riusciti a farla. Si è trattato di un atto di forza spericolato di cui i popoli dovrebbero chiedere i danni ai propri governanti. Gli Italiani poi più di qualsiasi altro popolo in quanto non sono mai stati chiamati a dare il proprio consenso con un referendum e quindi sanno con precisione i nomi e i cognomi dei responsabili della rovina attuale. Ciampi, Prodi, consegnino almeno le loro ricche pensioni alle vedove dei tanti imprenditori suicidi… >> continua a leggere ItalianiLiberi.it editoriale Hollande e il mondialismo Hollande and the Globalism di Ida Magli ItalianiLiberi | 07.05.2012 Molti si rallegrano della vittoria di Hollande. Ma che ci facciamo con Hollande? Che ci facciamo noi, cittadini d’Italia, o di Francia, o di Spagna, o di Grecia, ecc.? Nulla, possiamo esserne certi, nulla, non ce ne facciamo nulla perché Hollande non sfiorerà neanche con un dito il problema vero: l’Unione europea. Ha promesso forse di abbandonare l’euro? Ha accennato, forse, alla mastodontica costruzione sovranazionale che sta uccidendo a poco a poco le Nazioni? No, Hollande è come tutti gli altri politici che imperversano in Europa: variazioni minime, quel tanto che serve a far credere ai popoli che esista ancora una dialettica politica, una destra e una sinistra, mentre gli addetti ai lavori finiscono di cuocere a fuoco lento ogni parvenza di democrazia per arrivare al governo globale, alla realizzazione del mondialismo. >> continua a leggere ItalianiLiberi.it editoriale Dal 18 Aprile disponibile in libreria o in download come eBook Dopo l'Occidente di Ida Magli ItalianiLiberi | 01.04.2012 La copertina che vedete, cari amici e lettori degli Italiani Liberi, è quella del libro che ho scritto in quest'ultimo periodo e che sarà fra pochi giorni in libreria. Parla di tutti gli argomenti che ci stanno a cuore: di quale sarà il futuro dell'Italia, dell'Europa, dell'Occidente se non riusciremo a riprendere in mano la guida politica del nostro Paese liberandoci dei banchieri che se ne sono impadroniti e che lavorano di concerto con gli altri banchieri - Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale, azionisti privati di tutte le banche del mondo- per eliminare gli Stati nazionali e le rappresentanze parlamentari in modo da avere il campo libero in funzione esclusivamente del potere del denaro, ossia del proprio potere. Dopo l'Occidente La situazione è quella che stiamo vivendo in Italia in questi giorni, ossia un parlamento che finge di essere vivo, mentre in realtà uccide se stesso e i cittadini che l'hanno eletto. L'Europa è, o sarà presto, tutta nelle nostre stesse condizioni. Io ho soltanto delineato il futuro di un mondo dove la civiltà europea non esisterà più e l'Europa conserverà soltanto il nome geografico ma in realtà sarà abitata da Africani e mediorientali musulmani che, in base alle leggi dell'Antico Testamento e del Corano, distruggeranno tutto quello che ci appartiene: architettura, arte, musica, letteratura, filosofia, diritto, scienza. Ho delineato anche quello che avverrà negli altri paesi più importanti quando l'Europa non ci sarà più: l'impoverimento culturale ed economico dell'America, lo spostarsi verso la Russia e la Cina del centro politico ed economico del mondo, la crisi sempre più grave del cristianesimo e il prevalere dell'islamismo. Ho ripercorso la storia passata, dai tabù orientali del Sacro all'impurità e all'esclusione delle donne, all'emergere dell'omosessualità nella Chiesa medioevale fino alla crisi letteraria e culturale della Germania e della Russia nella prima metà del '900. L'ho fatto forse ancora con la speranza di scuotere dall'attuale apatia i cittadini d'Italia e d'Europa; ma soprattutto perchè finalmente divenga chiaro a tutti, attraverso una conoscenza nuova e diversa di quale sia stato l'itinerario del passato, per quale motivo i padroni del denaro hanno bisogno di eliminare coloro che sono stati in grado fino ad oggi di "pensare", di produrre "pensiero". Link: BurRCSlibri Dopo l'occidente editoriale Il più grande crimine I parlamentari italiani, oltre ad aver tradito i propri elettori delegando le funzioni di governo a persone non elette, discutono in questi giorni in modo addirittura grottesco del prossimo futuro (numero di parlamentari, legge elettorale, ecc) come se l'Italia fosse ancora uno Stato libero e indipendente e non sottomesso nelle funzioni più importanti all'entità chiamata Unione europea. Fra queste funzioni fondamentali, quelle determinanti sono la proprietà della moneta e la libertà di bilancio. Con la firma del fiscal compact, senza averne minimamente discusso con gli Italiani, viene compiuto l'ultimo atto per la perdita della libertà e dell'indipendenza e l'Italia come Stato sovrano non esiste più. Paolo Barnard spiega col suo saggio la gravità della cosa. Purtroppo saperlo serve a poco se qualcuno fra i parlamentari che gli Italiani continuano a pagare non prende in mano la situazione e non si oppone a questa ratifica. Noi lo speriamo. 30/03/2012 Ida Magli IL PIÙ GRANDE CRIMINE di Paolo Barnard Ottobre 2011 www.paolobarnard.info (Ecco cos’è accaduto veramente alla democrazia e alla ricchezza comune. E a vantaggio di chi) link: http://paolobarnard.info/docs/ilpiugrandecrimine2011.pdf editoriale L'Inquisizione fiscale di Rosaria Impenna ItalianiLiberi | 22.02.2012 Nell’epoca della “falsificazione del bene”, la nostra, come viene spesso ricordato ai lettori di questo sito, ci preme smascherare il significato che avvolge l’ufficialità di alcune tra le espressioni più usate da governanti, ecclesiastici e burocrati, dediti all’esercizio del Potere. L’operazione sarà applicata all’ambito che opprime da tempo gli Italiani per i modi con cui i detentori del potere ne arringano la legittimità dei sistemi vessatori, quello fiscale e finanziario. Seguendo il noto principio, per cui il linguaggio rivela quel che dice, ma soprattutto quel che tace, partiremo dall’analisi delle frasi più in voga per capire quel che spesso celano. Pensiamo infatti, che alcune dichiarazioni pronunciate nel segno della lotta all’evasione racchiudano una motivata ferocia perché riescono a evocare vicende storiche particolarmente crudeli. >> continua a leggere ItalianiLiberi.it STAMPA WALL STREET ITALIA Petizione anti speculatori: grazie a chi ha sottoscritto ~ ~ ~ Speculazione: tutto quel che dovete sapere e non vi hanno mai detto di Marina Imberti Se l'Europa tedesca assassina la Grecia di Salvatore Tramontano il Giornale | 14.02.2012 “L'Europa dei tedeschi ci sta abituando all’idea che le elezioni sono inutili, costose e perfino dannose. L’Europa dei tedeschi ci dice che il mercato globale, la finanza scettica, ha bisogno di scelte veloci, efficaci. Non c’è tempo per la politica, servono tecnici designati dall’alto. Non c’è neppure spazio per la dissidenza o per i dubbi „ >> continua Commento Tutte le cose dette in questo articolo sono giuste e vere. Manca però un'osservazione determinante: la Germania e la Francia fanno i propri interessi, come ogni Stato ha fatto sempre e nessuno dei governanti degli altri Stati ha mai creduto che le cose sarebbero state diverse, salvo quelli italiani per due motivi: la maggioranza dei politici italiani è priva del minimo d'intelligenza necessaria per occupare un posto di governo; quelli meno stupidi, come Ciampi, Amato, Prodi, erano consapevoli fin dall'inizio e hanno voluto con tutte le loro forze (sarà bene ricordarsi i loro "entusiasmi" per la moneta unica) servirsi dell'unificazione europea per distruggere lo Stato italiano e gli altri Stati nazionali e dare così, come puntualmente è avvenuto, il potere e tutte le ricchezze nelle mani dei banchieri. Nella Costituzione italiana manca l'unico articolo indispensabile: il reato di tradimento dei governanti. Ida Magli editoriale WALL STREET ITALIA In arrivo il report che sancirà la fine dell'area euro Così l'Italia si svenderà a Berlino di Magdi Cristiano Allam il Giornale | 30.01.2012 Dopo il diktat della Merkel alla Grecia ormai siamo in guerra. Non con i carri armati ma con la finanza, che è pur sempre un’arma di distruzione di massa che a livello globale sta destabilizzando gli Stati sovrani, estromettendo dal potere governi democraticamenteeletti, costando cifre da capogiro a causa della speculazione e mietendo milioni di vittime. Non sono morti ammazzati ma morti dentro: persone che perdono la certezza della vita, a cui viene lesa la dignità, che non sono più libere di scegliere, ridotte in povertà o alla fame, costrette alla solitudine dell’emigrazione o di chi non avrà mai una propria famiglia, comunque impossibilitate ad essere pienamente se stesse a casa propria. Talune preferiscono suicidarsi, come i nostri imprenditori sopraffatti dall’attesa per i crediti contratti con lo Stato, mentre per ora una maggioranza relativa si rassegna al «male minore» confidando in un miracolo affidato alle tecnocrazie espressione dei poteri finanziari transnazionali, nella convinzione che non vi sia alternativa alla competizione fino all’ultimo sangue nello scenario della finanza e dell'economia globalizzata. >> continua editoriale Fuga dall'Unione europea di Raffaello Volpe ItalianiLiberi | 26.01.2012 Introduzione di Ida Magli Presentiamo ai nostri lettori una riflessione su due testi che in apparenza non hanno nulla a che fare con i nostri problemi attuali. Viceversa si tratta di una “rappresentazione” del nostro presente e del nostro futuro. Purtroppo nessuno parla di questo anticipo della “prigionia-campo di concentramento Europa”, reiterando invece la cosiddetta “Memoria dell’Olocausto” che tutti conoscono ormai molto bene. L’Italia è un paese comunista e il fatto che le Sinistre (con un passato appassionatamente comunista) siano le migliori alleate dell’Europa mondialista in mano ai banchieri, nasconde e al tempo stesso rivela il sistema sofisticato e perverso messo in atto per instaurare la dittatura finanziaria sui sudditi. Una dittatura che infatti ha come sue prime vittime coloro che hanno a che fare con i fallimenti finanziari. Non hanno bisogno di fucilarli. Per questo il sistema è sofisticato e perverso: si suicidano. Si sono suicidati centinaia di funzionari della France Telecom nel 2008; si sono suicidati e si stanno suicidando, nell’indifferenza di governi e di giornalisti, i piccoli imprenditori - due Italiani soltanto nell’ultimo mese - che non sono più in grado di pagare i dipendenti e salvare le proprie aziende. Una nazione che si fa governare dai banchieri diventa anch’essa rapidamente perversa. L’Italia lo è già. Ida Magli Ivan Solonevich, Fra i deportati dell’U.R.S.S., Fratelli Bocca Editori, Milano, 1939 Ivan Solonevich, La fuga dal Paradiso sovietico, Fratelli Bocca Editori, Milano, 1939 >> continua a leggere ItalianiLiberi.it editoriale Va "a regime" il passaggio dell'Arma dei Carabinieri all'Ue di Ida Magli ItalianiLiberi | 11.01.2012 I nostri governanti ci odiano e ne abbiamo le prove ogni giorno. Visto che i Carabinieri sono l'unica istituzione dello Stato nella quale gli Italiani abbiano fiducia e da cui si sentano protetti "davvero", ossia senza l'acredine implicita ed esplicita degli altri corpi dello Stato, i governanti ce li tolgono. La decisione di abolire le polizie nazionali armate risale a molti anni fa ed è stata presa dall'Unione europea, naturalmente per togliere potere ai singoli Stati nel modo più efficace: assumendo in proprio le funzioni di controllo sull'ordine pubblico e su moltissime altre situazioni "delicate" delle quali non ci è stato detto nulla. Esistono i "Trattati", firmati quindi anche dall'Italia, ma come al solito ci vengono tenuti nascosti, con la complicità dei mezzi di comunicazione di massa, perché i governanti sanno benissimo di agire contro la volontà e gli interessi dei cittadini. La questione "Unione europea", infatti, è chiusa in una sola affermazione: i singoli Stati debbono sparire, assorbiti dall'Europa, possibilmente senza che i cittadini se ne accorgano. Per questo i governanti collaborano nel silenzio più fraudolento, facendo entrare nel corpo dello Stato il cavallo di Troia che porta all'interno il nemico europeo sotto le vesti di "Italiano", come è successo recentemente con il nostro governo. Gli Italiani Liberi vogliono almeno che i cittadini sappiano che in questi giorni verrà attuato questo passaggio così che possano far sentire la loro voce di protesta e indurre i giornalisti a loro volta a parlarne. (cfr: "L'eurocrazia si prende l'Arma - di Solange Manfredi) STAMPA 2011: l'anno peggiore 2011: The Worst Year Ever di Ida Magli ItalianiLiberi | 05.01.2012 Con il 2011 si è chiuso l’anno peggiore della storia d’Italia dalla fine della seconda guerra mondiale. Abbiamo perduto la democrazia, abbiamo perduto l’indipendenza, siamo diventati poveri, ci troviamo nella condizione assurda di essere “rappresentati” da parlamentari che hanno tradito il mandato ricevuto dai cittadini. Parlamentari che avevano due strade legittime da seguire di fronte alla nomina irrituale da parte del Capo dello Stato di un governo non eletto da nessuno: non dargli la fiducia in Parlamento, oppure dimettersi tutti dal proprio incarico rinviando le scelte ai cittadini. Non l’hanno fatto, e continuano a mantenere in vita un governo illegittimo affermando con ogni loro Sì di essere incapaci di fare il proprio lavoro delegandolo ad altri, e prendendo anche di conseguenza uno stipendio cui non hanno diritto.