PRIMO PIANO Chi era Ida Magli

Un ricordo di Ida Magli al Teatro Eliseo di Roma Domenica 13 Marzo dalle ore 13.00 alle ore 14.00, dopo il concerto domenicale delle ore 12.00, al Teatro Eliseo di Roma si ricorderà la grande antropologa scomparsa il 20 febbraio scorso. Interverranno Luca Barbareschi, Giordano Bruno Guerri, Barbara Palombelli. L'orchestra dedicherà l'evento musicale a Ida Magli e introdurrà la commemorazione con un'Overture di W.A.Mozart. Teatro Eliseo Via Nazionale, 183 Roma RICORDO DI IDA MAGLI - ingresso libero dalle ore 13.00 PRIMO PIANO Chi era Ida Magli? I ricordi e i pensieri di chi l'ha conosciuta “l’intelligenza sa di essere libera, quali che siano le coercizioni esteriori. Sa che la grandezza dell’Uomo è nel pensiero, e sa che c’è sempre almeno un altro uomo che lo afferra e lo trasmette.” Ida Magli, Omaggio agli Italiani Barbara Palombelli, giornalista PRESENTAZIONE DI "DIFENDERE L'ITALIA" - Il Foglio 04 dic 2013 Franca Mionetto, allieva Barbara Pavarotti, allieva IDA MAGLI, L'IMMORTALE Raffaello Volpe, docente IL GENIO DI IDA MAGLI, LA NEMICA DELL'OVVIO OSTEGGIATA DAI POTENTI Alessandra Fagioli, scrittrice IN RICORDO DI IDA Marianne Bengtsson, allieva RICORDARE IDA Paolo Quinto, politico RICORDANDO IDA MAGLI Marina Mascetti, archeologa IDA MAGLI: VEDERE LA VERITÀ OLTRE LE APPARENZE Nico Carlucci, allievo PREGHIERA LAICA Francesco di Maria, docente RICORDO DI IDA MAGLI Rosaria Impenna, allieva IDA MAGLI E L’ANTROPOLOGIA COME L’ULTIMA FILOSOFIA Luisa Falconi, allieva RACCONTARE IDA CON IL RICORDO Piero Padovan, dentista L'IMPERDONABILE ANTROPOLOGA DI NOI SELVAGGI Maria Grazia Quieti, allieva FRAMMENTI DI RICORDI Federica Zanoni, allieva GRAZIE IDA MAGLI! Addio a Ida Magli Roma, martedì 23 febbraio 2016 Nella notte di sabato scorso 20 febbraio si è spenta, serenamente, Ida Magli, confortata dall’affetto del figlio. Noi, suoi allievi e amici, ci ripromettiamo nei prossimi giorni di dedicare spazio al suo ricordo. Oggi ci è difficile, e ce ne scusiamo con i lettori che in ItalianiLiberi hanno sempre riposto fiducia. Il messaggio che Ida Magli ha lasciato a tutti noi è stato quello di difendere gli Italiani dalle menzogne e dall'odio contro la bellezza e l'intelligenza che nei secoli abbiamo creato. Il nostro popolo - ci ricordava - ha sempre sofferto moltissimo per colpa dei governanti. Ida Magli ha dedicato tutte le sue forze a darci speranza e a combattere per l’Italia e la sua cultura, e ci ha lasciati col disappunto di non avere più tempo per “fare ancora qualcosa” per salvarci… Questo sito continuerà a raccogliere la sua opera e i suoi articoli scritti negli ultimi venti anni, sia pubblicati, che inediti, perché considerati troppo “scomodi”. Speriamo che possano continuare a fornire un sicuro punto di riferimento e uno stimolo per continuare l’opera della grande antropologa. Farewell to Ida Magli Rome, february 23rd, 2016 Saturday night, february 20th, Ida Magli passed away peacefully, comforted by the love of her son. In the next days we – her students and friends – will give more space to her memory. Right now it is tough to do so, and we apologize to readers who always trusted ItalianiLiberi. The message that Ida Magli has left to all of us is to defend the Italians from the lies and the hatred against all the beauty and intelligence that we have created over the centuries. Our people - she used to said - has always suffered enormously because of its rulers. Ida Magli has devoted all her strength to give us hope and to prompt us to fight to defend Italy and its culture; she left us with the disappointment of not having had more time to "do something else" to save us ... This website will continue to gather and collect her works and articles written in the last twenty years, both published and unpublished (when they were considered too "uncomfortable" or controversial). We hope that her writings will always be a reference point and an encouragement to continue the work of the great anthropologist. IN LIBRERIA Figli dell'uomo la Feltrinelli 2015 dal 19 novembre in libreria di Ida Magli La Dittatura europea, Ida Magli ed.2016 in libreria La dittatura europea riedizione 2015 di Ida Magli La Dittatura europea, Ida Magli ed.2016 editoriale Il mistero della democratica femminilizzazione dell'Italia di Raffaello Volpe ItalianiLiberi | 01.02.2016 "(...) alcuni sanno o intuiscono che l'arrivo delle donne al potere, non per merito, ma solo per una questione di parità numerica di "genere", comporterà una perdita di “potenza”, e quindi di potere per tutti. Per quanto i nostri governanti mascherino la loro vera natura, gli Italiani, viceversa, ne hanno intuito la sterilità senza futuro. Prevederli nelle loro mosse per evitarci le pericolose conseguenze di scelte che compiranno per il futuro dell'Italia farà la differenza fra la vita e la morte" >> vai all'articolo formato pdf editoriale Chirurgo di trapianti di Ida Magli ItalianiLiberi | 30.10.2015 Ho seguito fin dall’inizio le vicende politiche di Ignazio Marino nella speranza che, malgrado il deterioramento della sensibilità sociale e democratica verificatosi in Italia nel corso degli ultimi anni, qualcuno mettesse l’accento sull’unico, drammatico errore che è stato commesso eleggendo a un’alta carica politica un chirurgo di trapianti, ma non l’ha fatto nessuno. Eppure è evidente che il punto nevralgico è quello: si ha a che fare con una personalità particolarissima, che ha scelto una specialità chirurgica di limite nella quale si trova a decidere della vita e della morte, a operare su individui debolissimi che dipendono da lui per la propria sopravvivenza. Chi ha, o ha avuto, il potere di decidere della vita e della morte, deve essere necessariamente escluso dalle istituzioni del Potere, da qualsiasi tipo di governo. Non può governare né gruppi né popoli; non è adatto a nessuna attività nel mondo della “politica”, tanto più in una democrazia. >> continua editoriale Il Premio del Vittoriale 2015 a Ida Magli di Rosaria Impenna ItalianiLiberi | 13.09.2015 link a YouTube del videolink a YouTube del video Video: La presentazione di Giordano Bruno Guerri e il discorso di Ida Magli SALÒ - Domenica 13 settembre al Vittoriale degli Italiani si sono svolte numerose cerimonie, tra cui l’inaugurazione dello splendido Arengo e dei canili stupendamente restaurati. A seguito di tali manifestazioni al MuSa, Museo di Salò, è stato conferito il Premio del Vittoriale 2015 all’antropologa Ida Magli. Le motivazioni di tale scelta, ha spiegato il presidente Giordano Bruno Guerri, risiedono nel prezioso e ricco contributo apportato dalla studiosa, alla cultura italiana. Dialogando cordialmente con Ida Magli, in un delizioso scenario del MuSa, Guerri ha ricordato la peculiarità innovativa dell’opera dell’antropologa, tracciandone un puntuale itinerario a partire dalla “scoperta dell’ovvio”, riflessione indubbiamente cruciale, che ha connotato di una propria unicità, l’antropologia elaborata dalla studiosa. La scoperta dell’ovvio le ha infatti permesso di usare per prima e con risultati straordinari, gli strumenti offerti da tale sapere, per comprendere “l’uomo bianco”, la nostra storia, il sistema di valori e significati che accompagna l’itinerario del nostro modello culturale. La sua lucida analisi nel decodificare i “miti”, i tabù, le false sicurezze, l’ha sempre posta a combattere in prima persona, con coraggio e passione il proprio alto impegno civile, ha dichiarato Guerri. L’inesauribile lavoro dell’antropologa, attento a decifrare il nostro passato per spiegare il presente e cogliere i tratti culturali del futuro è ovunque presente nella sua vasta opera, ma è sicuramente in “Omaggio agli Italiani” che Magli, muovendo dal principio che un popolo è un io, sembra raffigurare la statura intellettuale di Gabriele D’Annunzio ricordando: “Questa è la grandezza degli Italiani, aver continuato a pensare sempre, a creare sempre, perché soltanto l’intelligenza sa di essere libera, quali che siano le coercizioni esteriori. Sa che la grandezza dell’Uomo è nel pensiero, e sa che c’è sempre almeno un altro uomo che lo afferra e lo trasmette”. Per questo Ida Magli, parlando agli Italiani, a partire dai presenti, ha ricordato l’impegno, la missione a cui non potranno ancora una volta sottrarsi, quella dell’intelligenza. Soltanto attraverso l’uso intelligente del pensiero (e non attraverso le armi, le bombe), che ha connotato di bellezza e invenzioni, soprattutto in ambito musicale, la storia degli Italiani, essi, nonostante il difficile presente, riusciranno a salvarsi. Hanno ricevuto il Premio del Vittoriale nelle scorse edizioni: Ermanno Olmi, Paolo Conte, Umberto Veronesi, Giorgio Albertazzi e Alberto Arbasino. La presentazione di Giordano Bruno Guerri "Chi è Ida Magli, la nostra festeggiata? Sono veramente felice che il premio sia stato assegnato a lei, perché Ida Magli non insegna cosa pensare, Ida Magli insegna a pensare. A me ha insegnato a pensare; i suoi libri, quando ho cominciato a leggerla (e parlo degli anni Settanta) mi hanno veramente rivelato un modo diverso di affrontare le cose. Ho avuto anch’io un’esperienza politica, sono stato nominato Assessore alla Cultura di un paesino della Calabria che si chiama Soveria Manneli, e ho accettato l’assessorato proponendo che si chiamasse non Assessorato alla Cultura, ma Assessorato al Dissolvimento dell’Ovvio. Il Prefetto ha fatto delle resistenze ad accettare questa dizione, perché non capiva bene che cosa volessi dissolvere. Ecco, io avevo preso questa definizione leggendo i libri di Ida Magli, che appunto dissolve l’ovvio, pensa in modo diverso: non secondo le idee ricevute, non secondo gli schemi abituali ma, per esempio, studiando l’uomo bianco, l’uomo occidentale (cioè noi), con gli stessi strumenti dell’antropologia culturale con i quali in genere si studiano i selvaggi. Questo metodo è applicabile anche ai nostri comportamenti quotidiani, dal tifo alla politica, e il suo contributo al pensiero, non solo italiano ma anche europeo (i suoi libri sono tradotti in molte lingue) è stato veramente determinante. Non forse alla portata di tutti, perché i pensieri originali, contro corrente, sono difficili da affermare. Penso soprattutto ai problemi come quelli che ha affrontato recentemente, come l’Unione europea, le donne... Mi diceva prima: «Io sono una maschilista» e poi forse ci spiegherà perché. Insomma io sono onorato e felice, Ida, che tu accetti il premio Vittoriale; smetto di parlare perché vorrei che fossi tu a farlo. Adesso l’amico Cassali, responsabile del settore Cultura del Comune di Salò leggerà la motivazione e il sindaco Cipani ti consegnerà il premio". La motivazione del Premio Ida Magli ha usato per prima e a fondo gli strumenti dell’antropologia culturale per studiare la nostra vita sociale e il carattere dell’uomo contemporaneo. Lo ha fatto negando le false sicurezze e la rassegnazione all’ovvio, sempre combattendo in prima persona, con alto impegno civile e lucida passione. Decifrando il mondo passato, Ida Magli spiega il presente e intuisce il futuro. Il suo Omaggio agli Italiani sembra raffigurare perfettamente il pensiero di D’Annunzio. «Questa è la grandezza degli Italiani – ha scritto – aver continuato a pensare sempre, a creare sempre, perché soltanto l’intelligenza sa essere libera, quali che siano le coercizioni esteriori, sa che la grandezza dell’uomo è nel pensiero e sa che c’è sempre un altro uomo che lo afferra e lo trasmette». Il discorso di Ida Magli Giordano Bruno Guerri mi ha strappato a una convalescenza, mi ha chiesto di venire qui e vi prego di scusarmi se rimango seduta mentre vi parlo. Mi fa tanto tanto piacere conoscervi, parlarvi, naturalmente tutti i doni che mi sono stati fatti sono preziosissimi. Sento una certa consonanza - spero che non sembri superbia - con D’Annunzio perché Giordano dice la dissoluzione dell’ovvio... bene, chi ha rotto l’ovvio più di D’Annunzio? Non ha fatto altro che scandalizzare il mondo facendo sempre cose che nessuno si aspettava! C’è un’altra cosa che io credo in qualche modo di avere capito di D’Annunzio, ed è il fatto che sono convintissima che l’aver studiato uno strumento da bambino (a D’Annunzio fecero studiare il violino) dà la certezza di potersi buttare, di poter provare anche sbagliando. La musica è veramente l’unica scienza che ti permette di andare oltre. Io di questo sono convintissima perché, quando suoni o quando canti, anche se conosci perfettamente quello che stai facendo non sei mai sicuro di non sbagliare. Ti devi in qualche modo affidare. Ecco, io credo che D’Annunzio abbia sempre fatto così. Forse ne ha fatto anche un suo modo di vivere, di questo andare al di là dell’ovvio, del normale, del correre rischi. Penso che aver suonato uno strumento gli abbia dato questa capacità, anche se forse lui non se ne è reso conto. Io invece me ne sono resa conto – io suono il pianoforte, sono diplomata all’Accademia di Santa Cecilia – perché ho imparato a fare Antropologia sull’uomo bianco, cioè su noi stessi (come ricordava Giordano); mentre l’antropologia in genere studia gli uomini selvaggi. Perché ho questo senso, che il metodo antropologico sia un sistema musicale, e che si possano in qualche modo scrivere su un pentagramma i vari tratti culturali di un popolo. Giordano mi ricordava che in enigmistica c’è un sistema di fare i puntini, unendo i quali viene fuori una figura. Bene, io faccio antropologia così, cioè piazzo lì qualche puntino – forse il tratto culturale più importante è quello – poi ne tiro fuori un altro e un altro ancora… Se prende figura, se prende una forma, allora significa che non sto sbagliando. Se non prende figura, cambio puntini. Io ho fatto antropologia dell’uomo bianco in questo modo, e qualche risultato l’ho avuto, nel senso che credo di conoscere abbastanza bene il mondo del Sacro nostro, non quello dei popoli primitivi. Quindi ho scritto molto sul Cristianesimo, ho scritto un libro su Gesù di cui sono sempre molto contenta, e ho scritto un libro su una santa per la quale quindi sono affine a Giordano. Abbiamo difeso insieme Maria Goretti, battaglie ormai passate. Soprattuto ho capito che per fare Storia quello che bisogna saper collegare non sono i fatti, non sono le date, ma quello che c’è sotto ai fatti, quello che c’è sotto alle battaglie, alle vittorie, ai sistemi politici; e questo lo storico da sé non lo può raggiungere. Bisogna farlo attraverso questo sistema che io chiamo musicale, che è un sistema antropologico, e dà molta soddisfazione. Attraverso questi strumenti, veramente si capisce che cosa sia l’Uomo, e cioè la imprevedibilità dell’uomo. Perché lo storico, di solito, si fonda su ciò che è già stato fatto, e non può ovviamente prevedere niente; mentre invece con l’Antropologia è possibile anche prevedere. E mi permetto (dato che l’ha richiamato Giordano) di fare un esempio. Io non sono una visionaria – sono una donna, ma non sono una visionaria; ho scritto un libro contro l’Europa, intitolato proprio così: «Contro l’Europa», quando era una bestemmia parlar male dell’Europa. Era il 1997, non c’era ancora l’euro, la moneta; però era talmente certo che l’Unione europea non si sarebbe mai potuta fare, che ancora adesso, a distanza di tanti anni, tutti si lamentano ancora non è stata fatta l’Unione europea. Cioè esiste solo a tavolino, esiste formalmente, esistono ricche poltrone per i nostri politici; ma l’Unione europea non si è fatta. Ho fatto questo esempio perché veramente io stessa rimango stupita nel vedere quanto l’Unione europea non si possa fare, ancora adesso. Però io ero partita allora da strumenti antropologici: non avevo nessun motivo per prevedere che l’Unione europea non si sarebbe fatta, se non proprio l’analisi degli strumenti culturali. Detto questo, credo che si possa parlare qui, dove Giordano da tanto tempo fa vivere D’Annunzio, fa vivere la vita che ha fatto D’Annunzio, i suoi sentimenti, i suoi pensieri, i suoi amori, le sue passioni, le sue, diciamo così, stravaganze. Ecco, io credo che D’Annunzio, malgrado tutto questo lavoro per comprenderlo, sia da capire soprattutto dal punto di vista musicale. Mi ha colpito il fatto che D’Annunzio abbia difeso Wagner, disputando con un filosofo di un certo calibro, che sicuramente riteneva di essere più formato di D’Annunzio per capire Wagner, e invece non lo era. E infatti la difesa che ha fatto D’Annunzio è una difesa di profonda concezione musicale. E nel difendere la musica (e non il significato e le parole di tanti che sostenevano il dramma musicale di Wagner), ha dimostrato effettivamente di sapere che cosa fosse la musica. Perché non è vero che la musica nasce con quella trama, quei personaggi: la musica nasce prima nel pensiero e nell’anima del musicista. Se non c’è quella, non è possibile; naturalmente [è possibile] fare i compiti bene e senza errori, un dramma musicale, ma non fare musica. E questo D’Annunzio l’ha capito da sé, c’è arrivato da sé. Io sono convinta che – anche se D’Annunzio è stato tanto studiato – questo aspetto sia ancora da approfondire. E stasera vorrei invitare Giordano a seguire questa strada. Perché lo so, è vero, lui ha fatto amicizia con Debussy, ha fatto tante cose, però è questo punto qui che ti vorrei suggerire, cioè l’andare oltre a quello che uno pensa di D’Annunzio. Quando ha accompagnato con la musica Monaci, il San Sebastiano, non era questa la grandezza di D’Annunzio nel capire la musica. Credo sinceramente che i critici musicali siano le persone meno adatte a capire la musica; è un grande e intelligente poeta quello che può capire la musica, e in Italia ne abbiamo avuti veramente pochi. Quindi, se mi posso permettere di dare un suggerimento, questa sera inviterei Giordano ad approfondire questo aspetto e trovare (non so in che modo ma Giordano è molto bravo anche sul piano delle cose concrete) trovare un modo per rilanciare una novità di D’Annunzio. Perché ho notato che purtroppo in Italia, non soltanto per D’Annunzio, si cerca di mettere da parte le cosiddette persone scomode. Più scomodo di D’Annunzio credo che al mondo ci siano state poche persone; ma non bisogna metterle da parte perché si tratta di persone che appunto sono andate al di là dell’ovvio, sono quelle che hanno indicato nuove strade. Ecco, vorrei vedere incominciare una nuova strada di D’Annunzio. Per il resto, cosa posso dirvi? Posso dirvi, certo, che sappiamo tutti che l’Italia sta vivendo un periodo molto difficile, che non sappiamo chi ci porterà fuori da questa situazione, perché purtroppo abbiamo delle strutture politiche molto mediocri... Però io ho scritto un libro – posso permettermi di citarlo? – con un titolo voluto: «Omaggio agli Italiani». Certo, tutti a parlar male degli Italiani, che sono passivi, che sono vigliacchi... Io sono convinta che non c’è un popolo come gli Italiani, non soltanto sul piano storico ma anche sul piano della fantasia. Un popolo che ha saputo sopravvivere a secoli e secoli di politica fatta dai Papi, senza farsi intellettualmente intimorire, perché anzi, le armi che hanno usato gli Italiani per difendersi dallo Stato pontificio, sono state soltanto le armi dell’intelligenza. Cioè: gli Italiani non hanno mai fatto la rivoluzione. Benissimo, ma hanno fatto delle rivoluzioni intellettuali talmente forti, talmente profonde... Ma chi ha avuto altri geni come hanno avuto gli Italiani? Io sono convinta (e mi spiace dirlo) che è stato lo Stato Pontificio a fare da fermento all’intelligenza degli Italiani, costretti a guardarsi dalla censura da una parte, dal rogo dall’altra. E però... chi ha prodotto tanto intellettualmente, artisticamente, scientificamente? Nessun altro popolo, ve lo posso assicurare, nessun altro popolo. Allora l’«Omaggio agli Italiani» è questo: l’Italiano non si lascia ammazzare perché produce intellettualmente. Non si può fare la rivoluzione con i fucili, con le bombe: ma che rivoluzione è quella? Non è una rivoluzione, è troppo facile, è troppo banale... ma soprattutto non serve, non produce. Ma gli Italiani hanno prodotto: aprite un’Enciclopedia della Musica, praticamente i nomi degli italiani sono il 90 per cento. Aprite un’Enciclopedia della Scienza, dell’Arte, di tutto: lo stesso. E anche soprattutto le scoperte. Gli Italiani hanno prodotto tanta musica, ma noi abbiamo pure avuto Guido da Arezzo, che ha inventato la notazione musicale: non c’era arrivato nessuno a immaginarsela. Si andava avanti con i sistemi del Gregoriano, e un giorno lui si è rifiutato di copiare ( la musica bisognava copiarla, scriverla a mano) e ha inventato il sistema per la notazione musicale. Se non ci fosse stato un Italiano, io sono convinta che ancora non avremmo una notazione musicale. Questo strappo che fa l’intelligenza degli italiani è totalmente, totalmente originale, non ce l’ha nessun altro. Io non credo che sia possibile ammazzare questo; certo, ci stanno provando, ci stanno provando... E allora questa sera, proprio perché mi trovo in un ambiente così favorevole per un discorso del genere, così capace di comprenderlo, così capace di sopportare che venga detto da una personcina come me, che per giunta sono una donna... (lo so che le donne oggi vanno di moda... ma peggio che mai, era meglio quando non andavano di moda) Ecco allora io stasera faccio questo auspicio: cerchiamo di renderci conto che stiamo vivendo un periodo terribile, forse peggiore di quello dello Stato pontificio, e che dobbiamo combattere con l’intelligenza. Dobbiamo - da stasera, da domani - renderci conto che la nostra rivoluzione deve essere questa: dobbiamo di nuovo sollecitare le intelligenze. Cosa che naturalmente i politici non vogliono, fanno di tutto per avere la scuola tutta uguale, tutto deve essere uguale... No! Tutto deve essere diverso! Sono convinta che aver fatto questa proposta, qui, questa sera, insieme a voi, permetterà non dico di cominciare proprio da domani, però perlomeno di cominciare a riprenderci, questo sì, e io ci conto. Vi ringrazio. editoriale Le conseguenze dell'uscita dell'Italia dall'Eurozona presentazione di Ida Magli ItalianiLiberi | 08.08.2015 Filippo Abbate:"Le conseguenze dell'uscita dell'Italia dall'Eurozona" - pdf Il testo che vi proponiamo è molto interessante ed esaustivo soprattutto perché cerca di rispondere ai vari interrogativi che l'ipotesi di uscire dall'euro suscita di solito. Non è il solo testo esistente: basta fare un giro in internet per scoprire quanto grande sia ormai l'insofferenza degli italiani verso la moneta unica, della quale nessuno riesce più a negare di averci impoverito e reso più deboli tanto economicamente quanto politicamente. Io, però, voglio aggiungere qui due osservazioni che mi sembrano ineluttabili. La prima è che la moneta unica è fallita perché non poteva non fallire in quanto strumento di un'Europa che non esiste e che non può esistere. L'Ue non è uno Stato, il parlamento europeo è un finto parlamento in quanto rappresenta uno Stato che non esiste e difatti non legifera se non marginalmente. Le decisioni, come è noto, le prende la Banca Centrale europea, il Consiglio o, a piacere, la Merkel insieme a Hollande. Tutto è "finzione" di ciò che è stato costruito sotto il nome di Unione europea, ma la finzione era indispensabile, sia perché unificare politicamente le nazioni più progredite del pianeta era (e rimane) un'idea assurda, sia per soddisfare i politici dei vari Stati i quali possiedono così una miriade di poltrone, di stipendi, di benefici e il gusto della grandeur: Alto Rappresentante, ecc. ecc., non vi fa ridere? La seconda osservazione è questa: tutti sappiamo tutto, ce lo siamo detto e ridetto e ce lo ripetiamo ogni giorno, ma non c'è nessuna speranza di poter abbandonare l'euro o uscire dall'Europa perché, appunto, ai politici non conviene, non intendono farlo, e hanno anche paura dei poteri massonici di Bruxelles. Non mi sembra che dica esplicitamente di uscire dall'Europa neanche la Lega e comunque non avrebbe la maggioranza per poterlo ottenere. Dei referendum proposti da Grillo è inutile parlare: sono promesse al vento e per giunta in malafede. Non mi sembra che abbiano cambiato la Costituzione che lo vieta in materia di politica estera e fiscale, quindi il referendum non si può fare. Questa è la situazione. Occorrono idee e proposte fattibili per uscirne. (Qualche tempo fa alcuni avvocati britannici hanno affermato che la rinuncia da parte di uno Stato alla propria sovranità monetaria, è illegittima e "nulla"). editoriale Gay pride di morte di Rosaria Impenna ItalianiLiberi | 06.08.2015 Sono sempre più numerose le città che nel periodo estivo si tingono di sgargianti costumi, piume colorate e festosi schiamazzi per l’appuntamento che vede sfilare l’orgoglio omosessuale. Rituale forse ormai svilito, rispetto alle autentiche rivendicazioni di libertà nei confronti della struttura familiare borghese, che ispiravano il primo movimento. Le molteplici istanze di rottura dai ruoli sociali e dalla famiglia patriarcale che li legittimava, entusiasmavano i giovani che vedevano coagulare in determinate manifestazioni vitali ribellioni. Negli ultimi anni, viceversa, le richieste del diritto al matrimonio, alle adozioni e al riconoscimento giuridico della famiglia omosessuale, ci pare contrastino con le proposte che appunto, negli anni ’70 sia il femminismo che i movimenti di liberazione sessuale dichiaravano per abbattere qualsiasi modello di istituzione matrimoniale e familiare. >> continua editoriale La troika e la capitolazione greca di Raffaello Volpe ItalianiLiberi | 20.07.2015 The Troika and the​ ​Greek​ Capitulation Per rievocare l'ultima grave crisi dell'Unione europea si deve risalire all'ottobre del 2009, quando il presidente della Repubblica Ceca Václav Klaus tardò nel firmare il Trattato di Lisbona, che se non l'avesse fatto tutta l'impalcatura edificata fino a quel momento sarebbe crollata. Anche in quel caso, al pari di Alexīs Tsipras e del suo governo, si trattò di una sfida di breve durata. Purtroppo il presidente Václav firmò. Un'eventuale crollo anticipato dell'Unione europea in quel momento ci avrebbe forse risparmiato questi giorni e quelli che seguiranno. >> continua editoriale La riforma renziana della scuola di Ida Magli il Giornale | 29.02.2015 Uno degli aspetti peggiori dell’assolutezza dittatoriale di Matteo Renzi è la sua indifferenza ai significati che ogni comportamento assume per gli esseri umani. La cosiddetta “riforma della scuola” ne rappresenta forse la prova più evidente. “Via i precari” è la parola d’ordine; “Tutti saranno assunti per concorso”; “Deve essere garantita la qualità culturale della scuola”. Benissimo. Ma Renzi sa che l’85% per cento del personale di ruolo nelle scuole è di sesso femminile? Sa cosa comporta questo dato di fatto? I maschi non possiedono più nessun sapere da trasmettere ai figli? Non hanno più nessun interesse al futuro della Nazione? Una riflessione sull’allontanamento quasi totale dei maschi dall’educazione e dal sapere dei figli permetterebbe di capire che fa parte di quello stesso allontanamento testimoniato dall’omosessualità maschile, dal coito sterile, dalla quasi assoluta incapacità creativa della società italiana di oggi. In un certo senso testimonia la ribellione dei maschi al predominio e all’obbedienza verso le donne imposto loro dalla nascita fino alla fine della scuola secondaria superiore e oltre. >> continua editoriale L'antropofago di Ida Magli ItalianiLiberi | 11-02.2015 The Cannibal L’Italia vive ormai da anni fuori da qualsiasi norma democratica. Siamo giunti perfino all’assurdo che il Presidente della Repubblica è stato eletto da un Parlamento da lui stesso dichiarato illegittimo. Ma la responsabilità maggiore della situazione attuale è da attribuirsi alla politica fallimentare di Berlusconi, fallimentare per il suo partito che è praticamente diventato la ruota di scorta di Renzi, ma soprattutto per l’Italia dato che una democrazia dove non esiste opposizione diventa dittatura. >> continua editoriale L'inutilità di Forza Italia di Ida Magli ItalianiLiberi | 19.01.2015 Forza Italia is Useless Che se ne fanno gli italiani di Forza Italia? Che ce ne facciamo noi - i tanti che amano l’Italia - di Forza Italia? Vogliamo continuare a fingere di essere vivi pur comportandoci da morti? No, basta, basta: di questa Forza Italia non ne possiamo più; dentro il partito sono in molti a pensarlo ed è un dovere avvertire il capo quando sbaglia. Un leader che non ha la minima fiducia nel proprio partito e che ritiene che gli avvenimenti non contino, che il tempo se ne stia fermo fino a quando lui non si muoverà, è veramente fuori dalla realtà, ripiegato sul proprio narcisismo fino a limiti abnormi. Cominciamo dal famoso “patto del Nazareno”, un patto che per gli italiani non esiste in quanto un accordo privato fra due leader politici di cui il parlamento non è stato messo al corrente, è un patto invalido. Per giunta Berlusconi continua a ripetere che è nell’interesse dell’Italia far fare a Renzi le riforme utili alla “governabilità”, evidentemente intendendo per governabilità il minimo di potere ai cittadini e il massimo al capo del governo, ciò che è appunto lo scopo di Renzi in base allo spirito dittatoriale che lo anima: “discutete pure quanto vi pare, ma io farò quello che ho deciso.” >> continua editoriale Le dimissioni di Napolitano di Ida Magli il Giornale | 16.01.2015 The Resignation of Napolitano Nella Costituzione italiana è previsto il reato di tradimento, ma nella lunga storia della Repubblica non è mai stato invocato contro nessuno. Cosa dovrà mai dunque fare un politico per essere accusato di tradimento? Giorgio Napolitano ha sicuramente tradito la Costituzione e le leggi che reggono la democrazia in Italia costringendoci a vivere nell’illegittimità del colpo di stato compiuto chiamando Mario Monti a governare senza la crisi e le dimissioni del governo in carica, continuando fino ad oggi a non indire mai le elezioni, mantenendo in vita un parlamento dichiarato illegittimo dalla Consulta in quanto dichiarata illegittima la legge elettorale con la quale è stato eletto. Tutte le istituzioni attuali sono pertanto illegittime, tutte le cosiddette “riforme” decise da Renzi con il consenso di un Parlamento illegittimo e firmate dall’altrettanto illegittimo Presidente della Repubblica non sono valide e la democrazia non esiste più, come dimostrato anche dal fatto che i partiti di opposizione pur di sopravvivere nelle loro cariche consentono quasi a tutto, oppure si oppongono quando sanno che comunque la loro opposizione non metterà in crisi il governo. >> continua editoriale Non mandate al Colle l'ennesimo servo di Bruxelles di Ida Magli il Giornale | 28.12.2014 Not again another Servant of Brussels as Head of State! Nessun popolo è stato tradito durante tutta la sua storia dai suoi governanti in maniera così determinata, cinica, perversa quanto gli Italiani. Governanti che, a partire dal predominio del cristianesimo, hanno odiato, disprezzato, calpestato i loro sudditi in modo tale che la storia degli italiani potrebbe configurarsi come una “storia per tradimenti”. Se si esclude la breve parentesi del periodo del Risorgimento non si vede altro che i detentori del Potere intenti al disprezzo, ossia a poggiare i piedi sugli Italiani come “corpo”, come pedana dalla quale slanciarsi per raggiungere i propri scopi, offrendo ai magnati di turno, di volta in volta Papi, Re, Imperatori, Dittatori, Banchieri, Commissari europei, il territorio, l’indipendenza, la civiltà italiana. L’Italia è il loro “mezzo”, il loro ricchissimo patrimonio-strumento. >> continua editoriale Così anche gli agnelli musulmani scopriranno il lupo dentro di loro di Ida Magli il Giornale | 24.12.2014 Also the Muslims Lambs will Discover the Wolf inside them L’automobile è stata sempre sentita dai giovani maschi come una conquista di potenza. E di fatto lo è. Non per nulla la pubblicità di solito presenta un nuovo modello con accanto una prorompente ragazza sexy pronta ad accettare un passaggio: conquistare una donna è stato sempre simbolo, almeno in occidente, di qualsiasi altra conquista. È la velocità cui si può spingere un’automobile che suggerisce al maschio il senso della propria potenza? No, la velocità ne è soltanto lo strumento: il vero motivo è la possibilità di uccidere, una possibilità che trasforma l’automobile in una potentissima arma e l’uomo che la possiede ovviamente nel più forte di tutti, tanto quanto se avesse in mano una pistola. Molti dei cosiddetti incidenti del sabato sera, che di solito coinvolgono tragicamente i giovani, hanno alla base l’eccesso di velocità, una velocità che è per i maschi ricerca della massima potenza, quella che domina su tutti gli altri perché li terrorizza con il timore della morte. >> continua editoriale Beni culturali privatizzati il sindaco Marino, il ministro Franceschini, la coopculture e la privatizzazione dei Beni Culturali di Marina Mascetti ItalianiLiberi | 20.12.2014 Le ultime vicende del Comune di Roma e della Regione Lazio hanno messo in evidenza un’aurea regola italiana, mutuata dalla Fiat e applicata ai rapporti fra Stato e privati: “privatizzare” gli introiti e “pubblicizzare” le perdite. Un sistema di potere mafia-politica da anni guadagna sulla pelle dei ‘disperati’, che “rendono più del commercio di droga“ col pretesto di nobili ideali come l’accoglienza e l’integrazione; accusando di fascismo, razzismo e xenofobia chiunque si opponga allo spreco di denaro pubblico che è finalmente venuto alla luce. I costi sono ‘pubblici’, i ricavi invece diventano ‘privati’. >> continua (pdf) editoriale Il crollo di una costruzione immaginaria di Ida Magli ItalianiLiberi | 20.11.2014 The Collapse of an Imaginary Construction I governanti non guardano mai in faccia i risultati delle loro azioni se non quando, perduta una guerra, sono costretti dai vincitori a pagare i danni della sconfitta. Di fronte all’enorme catastrofe causata dall’unificazione europea e dalla moneta unica, non essendoci vincitori che li costringano a riconoscere quanto fosse sbagliato il loro progetto, continuano a fingere che l’ “Europa” esista, piagnucolano (come ha fatto ultimamente anche il ministro Padoan) davanti ai proprietari della Banca centrale europea, ossia davanti a coloro cui hanno regalato la nostra sovranità e indipendenza, affinché abbiano pietà di noi e non ci mandino qualche lettera di reprimenda insieme alle dovute multe. Ebbene, cosa aspettano governanti e cittadini a riconoscere come tutto ciò sia assurdo? Che la terribile crisi economica, la tragica disoccupazione, la perdita di speranza per il futuro, la rinuncia a fare figli, l’invasione immigratoria che ci devasta, sono tutti risultati di quel progetto irreale chiamato “Unificazione Europea”? La moneta unica, con la delega a dei cittadini privati quali i proprietari della Banca Centrale a creare il denaro prodotto dal nostro lavoro, ha soltanto innescato la bomba che ha fatto esplodere la crisi, ma si trattava comunque di una crisi inevitabile, quella di una costruzione politica immaginaria: l’UE. >> continua editoriale Maometto e la violenza di Ida Magli allegato a Il Giornale "Non perdiamo la testa" | 18.10.2014 Muhammad and Violence L’Italia, l’Europa, l’Occidente, sono sorpresi e sconvolti dall’assassinio messo in atto nei confronti di persone che non hanno fatto alcun male, ma che sono state prese prigioniere e condannate a morte perché appartenenti al mondo degli “Infedeli”. L’uccisione sacrificale avviene per sgozzamento (wa’d) con successiva decapitazione fino dal tempo dei sacrifici degli Arabi preislamici e confermata dal Corano: “Io getterò il terrore nel cuore di quelli che non credono e voi colpiteli sulle nuche” 1. Questo punto – il significato sacrificale dell’uccisione degli infedeli - non è stato preso in considerazione dai nostri politici e commentatori, mentre si tratta di un dato fondamentale, non soltanto per cercare di capire gli avvenimenti, ma per studiare una forma di “risposta” fornita di logica. L’assoluta “ritualità” dello scenario che ci è stato presentato in video al momento dell’uccisione è proprio ciò che l’ha reso terribilmente macabro, insopportabile ai nostri occhi: la veste apposita della vittima, l’inginocchiamento, la frontalità rispetto a coloro per i quali viene sacrificata, la presenza incombente del sacrificatore, sono tutti segni e simboli costitutivi del rito. Noi però siamo da lungo tempo disabituati al linguaggio del Sacro e alla sua Potenza per cui ne siamo stati colpiti senza comprenderlo. ________________________ 1 Il Corano, sùra VI, 137, nuova versione letterale italiana, Hoepli ed., Milano 1987, terza ediz. riveduta. Tutte le citazioni del Corano contenute nel testo sono tratte da questa edizione. >> continua editoriale Pompei e i governanti italiani di Rosaria Impenna ItalianiLiberi | 19.10.2014 Siamo rimasti profondamente turbati, noi, poveri italiani innamorati dell’Italia, dalla notizia riportata dal quotidiano Il Messaggero qualche giorno fa, inerente “L’offerta milionaria, avanzata dall’Università di Oxford, per la mappa segreta di Pompei”. La vicenda, sorprendente e insolita, riguarda circostanze che possiamo far risalire in gran parte all’archeologo di fama internazionale Amedeo Maiuri (Veroli 1886, Napoli 1963) e alla passione con la quale si è dedicato agli scavi di Ercolano, Campi Flegrei, Cuma, Capri, Pompei. È proprio a Pompei che ha dedicato la massima attenzione svolgendovi una molteplicità di lavori partendo da nuovi scavi fino al restauro delle strutture già esistenti. Al termine dei suoi interventi solo un terzo della città rimaneva non scavato. Parallelamente al lavoro concreto Maiuri prendeva degli appunti e faceva delle ipotesi sulla parte del sito ancora interrata, inclusa una mappa delle Domus, mappa che non conosciamo perché rimasta “segreta”. Considerando che l’intero sito si estende su 66 ettari, dei quali sono stati esplorati soltanto due terzi, non è difficile intuire che l’area nasconde ancora numerosi ambienti e relativi oggetti preziosi sepolti nelle Domus. >> continua appuntamento "DIFENDERE L'ITALIA" di Ida Magli: se ne discuterà con l'autrice MARTEDI' 14 OTTOBRE ore 18.00 presso la libreria L'Universale ItalianiLiberi | 11.10.2014 >> leggi il comunicato di Ida Magli UN PROGETTO PER LA SALVEZZA DELL'ITALIA LIBRERIA/GALLERIA delle ARTI L'Universale - Roma - via Francesco Caracciolo 12 Interverranno Stefano Sassi, capo redattore TG2 Economia - Mario Borghezio, deputato europeo - Arturo Diaconale, direttore de L'Opinione - Ugo Gaudenzi direttore di Rinascita quotidiano presenteranno il volume, ed. Rizzoli, DIFENDERE L'ITALIA di Ida Magli, antropologa, giornalista, studiosa dell'Europa. Già nel 1997 Ida Magli, con il libro Contro L'Europa:tutto quello che non vi hanno detto di Maastricht ed. Bompiani, denunciò e anticipò tutto quello che oggi è sotto i nostri occhi naturalmente nel silenzio colpevole di grande parte della stampa italiana. Data la gravità della situazione nazionale, se ancora questo termine ha un significato, un appuntamento di riflessione e di mobilitazione da non perdere. Metro A fermata Cipro - parcheggio a pagamento in via Tunisi 52 (si può accedere sia da via A.Doria sia da via Candia) a poca distanza da via Francesco Caracciolo 12 >> continua editoriale Venduti all'Europa di Ida Magli ItalianiLiberi | 27.09.2014 L’editoriale con il quale il direttore del Corriere della Sera ha inaugurato la nuova grafica del più importante quotidiano italiano è diventato subito famoso perché interpretato come un durissimo attacco al Capo del Governo. Si sono subito aggiunte alla voce del Corriere le accuse dei Sindacati, della Conferenza Episcopale italiana e perfino di qualche vecchio amico di Renzi: “Basta parole, passa ai fatti”. Che Renzi definisca “riforma” ogni parola che pronuncia appare abbastanza delirante, ma in realtà a tutte queste accuse mancano quelle fondamentali e l’editoriale di De Bortoli da questo punto di vista sembra perfino troppo accomodante. L’angoscia maggiore degli italiani, infatti, non consiste in ciò che è stato denunciato: l’eccessiva sicurezza di sé e della propria oratoria da parte di Renzi, la superficialità e l’incompetenza con le quali vengono prese tanto da lui quanto dai suoi ministri decisioni importanti, ma qualcosa di ben diverso e che si può riassumere in un unico dato: gli italiani sentono e sanno di non avere un futuro. >> continua editoriale "Siamo molto contenti di offrire ai lettori del nostro sito questo testo del Vescovo di Imola sul problema dell'immigrazione. Un Vescovo che ringraziamo perché è la prima volta che si alza una voce ufficiale della Chiesa in difesa dell'Italia e degli Italiani. Non sarà soltanto un grande conforto per i cattolici, ma anche per ogni italiano. Il vigliacco silenzio della Chiesa è apparso infatti, fino ad oggi, durante gli anni terribili che abbiamo trascorso e che stiamo ancora trascorrendo, come una delle prove maggiori dell'impossibilità di sfuggire al destino di morte assegnato all'Europa e all'Italia proprio perché voluto da tutti i nostri governanti, da tutti i nostri leader e perfino dalla Chiesa." Ida Magli Califfato e profughi Il vescovo Ghirelli: "Il dovere di proteggere la vita e la libertà delle persone. Chiediamo agli islamici presenti tra noi di prendere posizione pubblicamente contro le persecuzioni e gli atti di crudeltà" Il Nuovo Diario Messaggero, Settimanale della diocesi di Imola) | 07.09.2014 >> continua editoriale Conoscere il Corano per non morire di Islam di Ida Magli Il Giornale | 21.08.2014 Not to die of Islam Le reazioni dei nostri governanti, dei politici, perfino degli ecclesiastici, di fronte alla ossessionante presenza dei musulmani e delle loro gesta sul palcoscenico del mondo, sono veramente sorprendenti. Tutti i giorni ormai da diversi anni l’Europa discute per un motivo o per l’altro di ciò che accade in Africa o in Medio Oriente, convoca i propri ministri degli Esteri e le Commissioni parlamentari apposite, ma non una sola volta (almeno a quanto ne riferiscono i giornali ) è stata concentrata l’attenzione su ciò cui credono i musulmani, sul loro libro sacro: il Corano. In Italia poi, dove se non altro a causa dell’invasione di islamici dovuta all’immigrazione, il problema è ormai diventato angoscioso e nessuno sa più come affrontarlo, i nostri leader appaiono e si comportano come degli analfabeti tanto da aver concordemente assegnato un unico nome alle migliaia di persone che sbarcano sulle nostre coste: i disperati. Non c’è definizione più sbagliata di questa: se lasciano la propria terra e si affidano a barconi sgangherati a rischio della vita è perché non sono affatto disperati ma al contrario sono sicuri che Allah li ricompenserà, perché è scritto nel Corano che il destino migliore spetta a chi emigra portando la fede in Maometto presso altri popoli, o a chi muore a questo scopo. La verità è che noi siamo come siamo sempre stati: sicuri che gli altri ci somiglino o che debbano assomigliarci. Siccome non siamo più credenti, o al massimo superficialmente credenti, pensiamo che anche la religiosità altrui sia più o meno altrettanto superficiale. In Europa, in Italia è difficile pensare che esista oggi qualcuno così credente da dare la vita per difendere il cristianesimo. Il Papa infatti se n’è andato in Corea ad esaltare il martirio, anche se è evidente che dovrebbe predicarlo in Europa dato che presto sarà sopraffatta dall’islamismo (la battuta del parlamentare grillino, disposto a farsi saltare in aria per ottenere la liberazione del proprio paese, è appunto una battuta: nessuno ci crede, neanche lui. Chi si fa saltare in aria non dice battute). >> continua editoriale Il conto degli sbarchi lo pagheranno le donne di Ida Magli Il Giornale | 13.08.2014 Women will pay the price of disembarcations La grande maggioranza di coloro che arrivano in terra italiana, con il passaporto o con gli scafisti, sono di religione islamica. Purtroppo gli italiani, a causa della particolarissima storia politica che hanno alle spalle, si sono abituati, quasi come per reazione genetica, a non sapere nulla delle religioni con le quali hanno sempre avuto a che fare. Conoscono pochissimo perfino il cattolicesimo. Se si chiede a un italiano la formula del Credo o chi sia lo Spirito Santo, si può essere certi che non sa rispondere. Tranne quelli molto devoti (in genere donne) oppure appartenenti a qualche associazione cattolica e di conseguenza consapevoli dell’importanza politica della propria religione, l’italiano medio di religioni sa soltanto quello che gli giunge attraverso il contesto giornalistico quotidiano, il che significa che “tecnicamente” non sa nulla. Si tratta di una “resistenza”, inconsapevole ma profonda, instauratasi a difesa sia di ogni singolo italiano sia del popolo italiano, dotato di un’intelligenza critica sovrabbondante in confronto all’attitudine “mitica” o al misticismo simbolico che connotano tanti popoli anche in Europa. >> continua editoriale lettere C'è una gran confusione sotto il cielo email di S. P. (Svizzera) ItalianiLiberi | 10.08.2014 Una madre di Ida Magli Il Giornale | 04.08.2014 "Ho promesso a Marco che scoprirò la verità”. È quello che dice Tonina, la madre di Pantani, quando cerca di spiegare al mondo perché si è battuta fin dal primo momento contro la sentenza di suicidio. Non dice quanto soffre una madre al pensiero che suo figlio possa averla lasciata volontariamente, non sia ricorso a lei prima di abbandonarsi alla disperazione e alla morte. No, non è questo che dice Tonina. L’ha promesso a Marco: è questa l’unica cosa che conta. È un rapporto fortissimo, da persona a persona, ma da persona che conosce in profondità la montagna della vita scalata insieme, metro dopo metro, montagna che il Pirata sembrava aggredire con tale facilità da lasciare sorpresi, incantati tutti quelli che lo guardavano. >> continua editoriale Diamoci una scossa? di Ida Magli ItalianiLiberi | 19.07.2014 Let's get a shock? Leggendo su vari quotidiani e in diversi siti internet che i giovani di Forza Italia sono decisi a “dare una scossa” al partito e che discutono di progetti e idee nuove da lanciare per il prossimo futuro, viene spontanea una domanda o meglio un grido: una “scossa”, un “futuro”? Ma non vedete che Forza Italia si sta suicidando? Che il partito, anche se ancora esiste, è come se non esistesse? Da quando ha cominciato a votare tutti i decreti di Monti, poi di Letta, poi di Renzi, Forza Italia mantiene in vita i propri parlamentari ma non i propri ideali, le proprie mete. Forza Italia sta uccidendo l’Italia, consegnandola del tutto a quell’Europa, a quei banchieri che persegue l’eliminazione delle nazioni, delle patrie, come ha affermato appena eletto Jean-Claude Juncker (“talebano dell’eurocrazia”, come è stato definito). È questo il motivo per cui nessuno dei governanti si è piegato neanche per un momento a riconoscere il fallimento di tutto ciò che è stato intrapreso con l’unificazione, i “risultati” raggiunti con la moneta unica, con le normative di Maastricht: la macroscopica svalutazione di ogni bene, la crisi economica di quelli che erano fra gli Stati più ricchi del mondo, la disoccupazione, l’invasione islamica, la perdita assoluta di Potere, di prestigio davanti al mondo. >> continua editoriale Religioni: la legge dello Stato deve sempre prevalere di Ida Magli Il Giornale | 17.05.2014 Meriam Yesya Ibrahim ha 26 anni, è cittadina sudanese, di religione islamica, è incinta all’ottavo mese ed è già madre di un bimbo di appena venti mesi. Un figlio all’anno dunque. Si trova in carcere fin dal mese di febbraio, condannata a morte dai giudici del tribunale di Karthum a causa della sua apostasia. Meriam infatti ha sposato un cristiano, ed è colpevole anche di adulterio, condannata per questo a cento frustate, perché il matrimonio con una persona di diversa religione non è valido. Di quest’uomo, però, il marito, non circolano molte notizie. Chi è? Quanti anni ha? Quale lavoro svolge? Come mai, pur essendo come tutti i maschi molto più informato della moglie e consapevole della “politica” in atto nel suo paese, non si è preoccupato di quello che poteva succederle? Toccava a lui valutare la situazione e prendere decisioni perché Meriam, come tutte le donne musulmane, dipendeva da lui, dalla sua volontà, tanto quanto ne dipendeva procreando un figlio all’anno.